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La pubblicità che non ti molla

Siete a casa, in televisione non c’è niente da vedere, ma avete una carta da giocare: il vostro programma preferito, registrato su una normale videocassetta o con il vostro nuovo videoregistratore digitale. Mentre lo guardate, saltate a pié pari la pubblicità premendo il fast forward, con buona pace di chi spende miliardi per gli spot e di chi li incassa per trasmetterli.

Se vi riconoscete in questo scenario, allora sappiate che la Fox di Rupert Murdoch ha pensato un trucco per contrastare il vostro telecomando: inserire immagini statitiche al posto degli spot tradizionali, in modo che l’utente, mandando avanti il nastro, riesca comunque a leggere correttamente il messaggio pubblicitario. Un’idea semplice che potrebbe risolvere efficacemente il problema senza bisogno di complesse (e inquietanti) tecnologie dedicate.

(Via Punto-Informatico)

Apple iTV o Google box?

Forse ricorderete quando, circa dieci mesi fa, vi raccontavo dell’affascinante profezia confezionata da Robert X. Cringely e secondo la quale un domani

Gli utenti Google riceveranno a casa piccole “scatole magiche”, o Google Box, costruite per interfacciarsi con i “container data server” e dotate di ogni genere di porta di connessione. Facili da attivare, consentiranno di collegare alla rete in modalità wireless praticamente ogni dispositivo elettronico, dal computer alla televisione, dallo stereo al telefono.

Ora mi chiedo: e se Cringely si fosse sbagliato solo di poco e la Google Box chi chiamasse in realtà Apple iTV? Uno scenario possibile: rumors sempre più insistenti danno infatti come ormai prossimo un accordo commerciale tra i due giganti per portare i contenuti di Google video e, sopratutto, i messaggi pubblicitari di Google adsense direttamente nel salotto di casa vostra.

Yahoo, tonfo in borsa

Se sei un’internet company, se gestisci il secondo motore di ricerca al mondo per accessi giornalieri, se il tuo business si regge sulla raccolta pubblicitaria, allora c’è solo una cosa che non ti puoi veramente permettere: il calo della raccolta pubblicitaria. E quanto questo accade, non importa se ti chiami Yahoo! e sei un pezzo di storia della rete come la conosciamo oggi: in ogni caso, i tuoi titoli vanno a picco in borsa.

MicrosoTube

Prima di andare in pensione, lo zio Bill sembra intenzionato a recuperare terreno nella corsa al dominio dell’universo internet. Nelle sue mire c’è ora anche il magico mondo degli “user generated video”, al momento appannaggio di YouTube, MySpace e Google Video e nel quale Microsoft debutterà fra circa 6 mesi con una piattaforma nuova di zecca, nome in codice Soapbox. Per ora il sistema è in fase di beta testing a cui è possibile partecipare solo su invito, previa compilazione di un apposito modulo. Resta una domanda: perchè mai Soapbox viene lanciato sotto il brand MSN (sarà integrato alla sezione video) invece che live.com? In attesa di una risposta possiamo già riportare un primo giudizio: Cnet ha definito Soapbox “disappointing”.

Per saperne di più:

– BBC News: “Microsoft to launch YouTube rival
– Cnet: “Microsoft to take on YouTube

A week of blogging

TELECOMplicazioni

Con mossa a sorpresa e di grande effetto, Tronchetti Provera si è dimesso dall’incarico di presidente Telecom. Gli succede Guido Rossi, già commissario straordinario della Federcalcio. Una nomina, questa, che contribuisce non poco a disorientare gli osservatori: mentre infatti le dimissioni del presidente Telecom appaiono come diretta conseguenza della dura polemica in atto con il Governo, l’incarico a Rossi, uomo vicino al centrosinistra, sembrerebbe invece un atto distensivo nei confronti di Prodi. Doppia personalità o raffinata strategia? Più probabile la seconda: forse le dimissioni sono solo il primo atto di un dramma che si concluderà con la scena madre in cui Tronchetti Provera vende la sua quota azionaria e, ormai rasserenato, esce di scena.

Per saperne di più:

– Corriere.it: “Telecom: si dimette Tronchetti Provera
– Repubblica.it: “Telecom, Tronchetti si è dimesso, Guido Rossi nominato presidente

Techno debutti

  • Finalmente ha visto la luce Zune, la (lenta) risposta di Microsoft allo strapotere dell’Apple iPod nel mercato della musica digitale. Presto sapremo se “l’antidoto” funziona oppure se gli iPod-maniaci resteranno incurabili.
  • Dopo una breve attesa, conosciamo anche le ultime date di rilascio della console Nintendo Wii: il 7 dicembre per l’Australia, l’8 dicembre per l’Europa. Come al solito, la conversione dalla valuta in dollari a quella in euro non genera alcuna variazione nella cifra finale: la scatola magica costa 250 dollari negli USA e 250 euro in Europa, alla faccia nostra e della moneta forte.

New iPod Nano, arma segreta dei podcaster

Steve Rubel è entusiasta: secondo il guru di Micro Persuasion l’ultima versione di iPod Nano, fresca di presentazione, potrebbe essere né più né meno che “the Ultimate Podcasting Tool”. Merito della sua inedita e ancora poco pubblicizzata capacità di registrare audio, della batteria da 24 ore, dell’ottimo microfono abbinabile e della semplicità d’uso che da sempre caratterizza i prodotti Apple. E in effetti, se ad esso si sommano le funzionalità di iTunes e la velocità di una connessione a banda larga, il podcasting non è mai sembrato così facile e alla portata di tutti. Purchè questi tutti abbiano realmente qualcosa di interessante da raccontare.

(Via Micro Persuasion)

Spot, c’è vita oltre la tv

Descrivendo un fenomeno che ricorda le dinamiche descritte da Chris Anderson nella teoria della Long Tail, il New York Times (finalmente) scopre e racconta come la rete assicuri agli spot una vita oltre la “morte televisiva”. L’adilà telematico ha varie forme: oltre il tunnel brilla una luce fatta di video-sharing network come Youtube o Google Video, dove gli utenti caricano (tra le altre cose) anche i loro ads preferiti, oppure ha l’aspetto di veri e propri ads archive come AdvertisementAve.com e Adcritic.com. Quando non ci pensano gli altri, sono gli stessi committenti degli spot come Volkswagen a raccoglierli sul proprio sito istituzionale.

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