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Le mani di Google su Intuit

Intuit è un’azienda specializzata nella creazione di software gestionale indirizzato alle piccole e medie aziende. Fra i suoi prodotti figura anche un software per la contabilità aziendale chiamato Quickbooks che, grazie ad una partnership con Google presentata giusto ieri, dalla versione 2007 integrerà quattro tra i più famosi prodotti del motore di ricerca: Google AdWords; Google Maps; Google Product Listings; Google Desktop. Difficile per ora valutare i benefici che gli utenti Quickbooks trarranno dall’accordo. Di certo c’è solo che la partnership farà bene a Google in quanto garantirà all’azienda californiana “accesso diretto” ai 3,7 milioni di clienti Intuit.

(via Small Business Trend)

Tiscali bifronte

Tiscali ha presentato la sua semestrale: i dati parlano di ricavi in crescita del 17% a 412,5 milioni, di risultato operativo lordo su base annua pari a 63,8 milioni (+22%) e di un incremento della clientela ADSL pari a 360mila unità, per un totale di oltre 2 milioni di connessioni. Ma le buone notizie finiscono qui: il semestre si è infatti concluso con una perdita netta di 74,1 milioni quando, nello stesso periodo del 2005, l’azienda registrava un utile netto di 14,5 milioni dovuto essenzialmente alla cessione di diverse attività.

Apple il giorno dopo

Lo zio Steve è tornato a dare spettacolo confermando solo in parte i mille rumors circolati in rete negli ultimi giorni. “Habemus” il nuovo iTunes Store arricchito dei “Movies” e accompagnato dalla versione 7.0 di iTunes. “Habemus” vari nuovi modelli di iPod e si è persino visto un’iTv, periferica pensata per portare i film scaricati da iTunes sulla televisione (lcd o plasma) di casa in modalità wi-fi. Il resto, dall’iPhone al nuovo iPod video con super schermo, resta per ora nel cappello a cilindro di Jobs. In realtà le novità non sono poche, ma l’impressione è che la spasmodica attesa che gli eventi Apple generano nell’audience inizi in effetti a trasformarsi in un boomerang per Jobs e compagni, con le aspettative che ormai superano sistematicamente la realtà dei fatti lasciando un sapore agrodolce in bocca. Resta invece intatto il talento di grande “marketer” che da sempre contraddistingue Steve Jobs. Godetevelo mentre conduce abilmente l’ennesimo “Showtime”.

F24 , la risposta della comunità open source

Secondo il decreto Bersani, a partire dal 1° ottobre i titolari di partita IVA dovranno obbligatoriamente pagare il modello F24 esclusivamente via internet. Un’ondata di straordinaria modernità, verrebbe da dire, se non fosse per il fatto che il software gratuito necessario per effettuare l’operazione funziona solo con Windows e Mac e, essendo protetto da copyrights, non consente alla comunità open source di “adattarlo” ad altri sistemi operativi. Un’evidente e grave anomalia che ha spinto Alessandro Metz e vari esponenti della comunità del software libero italiani a presentare un esposto alla Procura di Roma e all’AGCM, subito seguito dall’invio di una lettera aperta al ministro Bersani. Presentata oggi a Roma durante una conferenza stampa, la lettera aperta denuncia come l’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate vìoli la “Direttiva Stanca” e le leggi europee sulla concorrenza. Potete trovarla (e sottoscriverla) sul blog di Lele Rozza.

Telecom, the day after

L’atteso CDA Telecom ha avuto luogo. Le previsioni di Luca De Biase si sono rivelate corrette. Lascio dunque a lui l’onere di fare il punto della situazione e descrivere, con la consueta competenza, quale possibile scenario si apre ora davanti all’ex monopolista. L’occasione e poi ghiotta per segnalare l’intervento di Massimo Mantellini che si interroga su “come nelle ultime 24-48 ore la stampa ed i blog in Italia hanno seguito e commentato le vicende societarie di Telecom Italia”. Un’analisi che merita attenta riflessione.
Infine, si aprono le scommesse: secondo voi Tronchetti Provera venderà o no la rediviva TIM e, se sì, a chi?

Apple Showtime

Oggi va in scena l’attesissimo keynote in cui Steve Jobs dovrebbe presentare nuove meraviglie targate Apple. Quali siano queste meraviglie nessuno lo sa con certezza, ma rumors insistenti suggeriscono possa trattarsi di:

1) un Movie downloads service targato iTunes;
2) un nuovo iPod video;
3) il più volte annunciato e mai confermato iPhone;
4) una versione “video enabled” dell’Apple AirPort che consenta di vedere i film scaricati su mac anche sul normale televisore.

Ovviamente questa è solo una parte delle ipotesi circolate prima del keynote, ma è abbastanza per farsi un idea dell’attesa che le presentazioni organizzate da Jobs ormai generano nel settore. Tra poco sapremo se tanto fibrillare è giustificato o meno. L’appuntamento è alle 19.00 in punto, ora italiana.

Telecom Italia, conto alla rovescia

Il caso Telecom Italia è sulla bocca di tutti. Mentre si attende di conoscere l’immediato futuro dell’ex monopolista TLC così come prenderà forma durante il CDA di oggi alle 15, ho pensato di segnalarvi alcuni link utili a comprendere cosa sta accadendo e sta per accadere. Ad iniziare dall’ottimo e illuminante post di Luca De Biase.

Per saperne di più:

– Luca De Biase: “Svolta imminente per Telecom Italia
– Punto Informatico: “Telecom in the SKY with Murdoch?
– Repubblica.it: “Le Pirelli volano in Borsa in vista del Cda di Telecom
– Ansa.it: “Telecom a grandi passi verso lo scorporo da TIM

AMD-ATI: il matrimonio si farà

Fiori d’arancio nel magico mondo delle multinazionali hi-tech. A fine luglio avevo annunciato che il colosso dei microprocessori Advanced Micro Device (AMD) era pronto a fagocitare il “graphics chip maker” Canadese ATI. Bene: oggi gli organismi antitrust di Canada e Germania hanno dato il via libera alle nozze da 5,6 miliardi di dollari. Congratulazioni.

Per saperne di più:

– MacWorld: “AMD gains antitrust approval to buy ATI

Fortune: “MySpace Cowboys”

Prima o poi doveva accadere e, dunque, non mi stupisce trovare oggi sulla copertina del mensile statunitense Fortune le allegre faccione di Tom Anderson e Chris DeWolfe, fortunati fondatori del social network da 100 milioni di utenti MySpace. Un lungo ed esauriente articolo narra con dovizia di particolari la parabola imprenditoriale dei due ragazzoni, dagli albori all’accordo con cui Rupert Murdoch li ha comprati per la modica cifra di 580 milioni di dollari. Se la cosa vi interessa, dateci un’occhiata.