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Yahoo! cerca aiuto contro la censura cinese

yahoo china

Nell’ultimo mese, per ben due volte le organizzazioni umanitarie internazionali hanno puntato il dito contro Yahoo!, colpevole di aver collaborato con il Governo di Pechino favorendo l’arresto di due “web-dissidenti” cinesi. Ora il motore di ricerca reagisce chiedendo sostegno all’Amministrazione Bush e alla comunità internazionale nella lotta alla censura cinese. La tesi di Yahoo! appare in parte condivisibile: in soldoni, l’azienda ricorda che operare in un paese straniero significa essere obbligati a rispettarne le leggi. Non spetta quindi al motore di ricerca, ma alla comunità internazionale fare pressione sulla Repubblica Popolare Cinese affinché garantisca la libertà di parola sul suo territorio. Voi cosa ne pensate?

Per saperne di più:

– Forbes.com: “Yahoo! seeks help to fight China censors – report
– Ft.com: “Yahoo wants united front on China censorship

Week-end summary

  • Storico accordo tra Banca Intesa e eBay: primi in Europa, gli italiani si accordano con il “negozio virtuale” USA per iniziare all’e-commerce gli oltre 500.000 commercianti, artigiani e piccole imprese già clienti di Banca Intesa (via Mytech).
  • Google über alles: secondo quanto rilevato da Nielsen/NetRatings, nel 2005 il motore di ricerca ha visto crescere la propria quota di ricerche online del 5,7%, arrivando così a gestire il 48,8% di tutte le ricerche effettute sul pianeta (via Ansa).
  • Un 113 on line per gli illeciti via web: lo promette la polizia postale dopo aver scoperto l’ennesima truffa informatica (Gazzetta del Mezzogiorno)
  • Licenziato perchè giocava a “Solitario”: è successo a un dipendente del Comune di New York, “vittima” della campagna anti-distrazione messa in piedi dal sindaco Bloomberg (via Repubblica.it)

Google Desktop 3.0, un pericolo per la privacy?

google desktop 3.0

Il lancio di Google Desktop 3.0, annunciato ieri su uno dei blog ufficiali di Mountain View e regolarmente avvenuto poche ore più tardi, è stato accolto dalla rete con interesse ma anche con preoccupazione. Alcuni blogger hanno infatti espresso perlessità rispetto a una nuova feature del programma, chiamata “Search Across Computers“, che consente all’utente di salvare su server remoto i risultati delle ricerche effettuate dal software sul proprio pc. Chi usa più di un computer può così effettuare ricerche nei propri archivi collegandosi da qualsiasi macchina e recuperando dati anche da computer che in quel momento sono spenti. Un servizio di certo utile, ma che pone anche un delicato problema di privacy dell’end-user: è saggio, si domandano alcuni, condividere informazioni così personali e dattagliate con l’azienda di Mountain View?

Per saperne di più:

– Inside Google Desktop :”Desktop Reloaded
– Techcrunch: “Google Desktop 3.0: Privacy is Dead(er)
– Om Malik’s blog: “Privacy, What’s That?

Il lungo braccio di Yahoo!, la legge di Pechino

yahoo cina jail writer scrittore imprigionato

Ci risiamo. Per la seconda volta in un anno, il motore di ricerca Yahoo! fa notizia per aver “consegnato” nelle mani delle autorità cinesi un “cyberdissidente”. Il primo era stato il reporter Shi Tao, la cui “attività sovversiva” era stata dimostrata proprio grazie ai dati forniti dall’azienda americana al Governo di Pechino. Ora Reporter Senza Frontiere torna a puntare il dito contro Yahoo! e rivela: nel 2003 l’azienda ha collaborato con le autorità cinesi favorendo l’arresto di Li Zhi, colpevole di aver “postato” dure critiche alla corruzione dilagante nelle istituzioni comuniste. Le “prove” fornite da Yahoo! sono valse a Zhi una condanna a 8 anni di reclusione. Ora l’azienda americana si difende e, per bocca della portavoce Mary Osako, fa sapere di aver fatto solo ciò che le leggi cinesi prevedono e impongono. Insomma, paese che vai, usanza che trovi. Voi che ne pensate?

Per seperne di più:

– RSF: “Another cyberdissident imprisoned because of data provided by Yahoo
– BBC News: “Chinese man ‘jailed due to Yahoo’
– Yahoo! News: “Yahoo accused in jailing of 2nd China Internet user

BBC2, la tv è online

bbc2 new home page

Dell’imminente trasformazione destinata a cambiare il sito del secondo canale BBC in un vero e proprio video portale avevo già detto lunedì scorso. Oggi quella metamorfosi è una convincente realtà: il sito è cambiato da pochi minuti ed è irriconoscibile. Pieno di video visionabili in streaming, offre contenuti consultabili solo in piccola parte da chi si connette fuori dalla Gran Bretagna. Una scelta resasi necessaria per garantire sufficiente banda passante ai sudditi di sua maestà. Bella la grafica della nuova home, realizzata con un uso sapiente e accorto della tecnologia flash. Se volete, potete confrontarla con vecchia, della quale vi ho amorevolmente conservato una jpeg. E’ facile immaginare che, se questa nuova sperimentazione messa in piedi da BBC2 avrà successo, altri contenuti faranno la loro comparsa sul sito del canale e, probabilmente, anche sugli altri siti dell’emittente britannica.

Per saperne di più:

BBC2 Web Site

Gbuy, la risposta di Google a PayPal

Sono ore di grande preoccupazione per Jeff Jordan, presidente di PayPal: le voci circolate l’anno scorso che volevano Google al lavoro su un servizio molto simile a quello offerto dalla sua azienda si sono rivelate fondate. Mountain View ha infatti confermato la sperimentazione di Gbuy, un sistema per effettuare pagamenti on line che qualcuno ha già definito senza mezzi termini il “PayPal killer” di Google. In verità, il management del motore di ricerca ha già gettato acqua sul fuoco spiegando che Gbuy sarà molto diverso da PayPal e che nasce sopratutto per facilitare le transazioni economiche all’interno del programma Adsense. Forse è così, forse no. Quel che è certo è che Jordan, come egli stesso spiega in un’intervista rilasciata al Wall Street Journal, non gli crede affatto e non intende abbassare la guardia. Come dargli torto?

Per saperne di più:

– WSJ: “PayPal Prepares For a Challenge From Google

(Via Problogger)

Amazon prepara “Amazon-Sense”

Anche Amazon si prepara a scendere nella ricca e combattutissima arena dell’online advertising, entrando in rotta di collisione con giganti del calibro di Google (Adsense) e Yahoo! (Yahoo! Publisher Network). Un portavoce dell’azienda americana ha infatti rivelato che è in corso di sperimentazione un sitema di distribuzione degli “Ads” pensato per girare sui siti del network Amazon e degli affiliati. Come già i suoi predecessori, esso funzionerà visualizzando messaggi pubblicitari coerenti con i contenuti delle pagine che li contengono. Il sistema, che funziona secondo la logica “pay-per-click” inaugurata da Google, è in sperimentazione dallo scorso 27 gennaio. Per ora si ignora quando verrà lanciato ufficialmente e, soprattutto, chi saranno i primi “inserzionisti”.

Per saperne di più:

– ClickzNews: “Amazon Testing Contextual Ad Program with Affiliates

H3G – Canale 7, affare fatto

L’uomo dell’antitrust ha detto sì: il matrimonio tra l’operatore di telefonia mobile 3 è l’emittente Canale 7 s’ha da fare. Costo dell’operazione: 220 milioni di euro. Una cifra mica male con la quale l’operatore UMTS italiano si assicura un interessante primato: essere la prima mobile media company italiana a portare la tv sul cellulare con una propria rete televisiva. Sarà interessante scoprire che genere di contenuti verranno prodotti: si tratterà di una mera copia della programmazione televisiva, o vedremo finalmente qualcosa di innovativo, pensato e sviluppato per essere veramente fruibile attraverso il piccolissimo schermo dei cellulari?

(Via Ansa)