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Le sitcom di CBS in onda su Yahoo!

yahoo! tv

Da alcuni mesi si succedono quasi senza soluzione di continuità gli annunci di nuove partnership tra network tv e web companies per la distribuzione on line di contenuti televisivi. Steve Jobs, geniale e visionario come sempre, ha aperto le danze con il suo iTunes Video Store, ma gli altri grandi non hanno tardato a fare le loro mosse per sondare le potenzialità del nascente mercato. E’ in questo contesto che nasce l’accordo tra Yahoo! e CBS in base al quale il primo distribuirà tramite streaming due episodi di due sitcom di proprietà del network televisivo americano. Le puntate delle due serie “Two and a Half Men” e “How I Met Your Mother” verranno offerti gratuitamente agli utenti, saranno privi di spot commerciali e verranno diffusi attraverso la Yahoo!TV, il video-contenitore del motore di ricerca dove già risiedono contenuti forniti da VH1 e ABC.

Per saperne di più:

– Yahoo! TV: “CBS Comedy Bowl

Google base si rifà il trucco

google base

Il fine settimana appena trascorso ha portato novità interessanti dalle parti di Google Base: dal martedì successivo alle festività natalizie gli utenti del servizio hanno infatti accesso ad una home page molto semplificata rispetto al passato, che consente di navigare i contenuti sia tramite motore di ricerca che per categorie. Secondo gli analisti, il nuovo “make up” di Google Base indica come l’azienda di Mountain View si stia muovendo per trasformare il servizio da “database dove si può caricare di tutto” a sistema evoluto per la gestione degli “online classifieds”, gli annunci online che hanno fatto la fortuna di Craig Newmark. Insomma, il nuovo anno non è ancora cominciato e già i grandi player fanno le loro mosse per assicurarsi nel 2006 un posto in prima fila nel mercato degli “online classifieds”. Ne vedremo delle belle.

Per saperne di più:

– Online Media Daily: “Google Revises Free Classifieds

SMS di garanzia

La lunga mano della legge si aggiorna e adotta un nuovo mezzo per raggiungere i fuorilegge o presunti tali: il cellulare. Secondo quanto riferisce eWeek.com, il Governo della Corea del Sud ha infatti deciso di sfruttare l’altissima diffusione dei cellulari tra la popolazione per ridurre drasticamente gli “avvisi di garanzia” cartacei e inaugurare quelli vis SMS. Secondo le autorità di Seoul, la nuova prassi garantirà infatti un risparmio pari a 158mila dollari di soldi pubblici ogni anno e, al contempo, permetterà agli inquirenti di lavorare in modo più rapido ed efficiente.

Per saperne di più:

– eWeek: Mobile Phones to Announce ‘You’ve Been Indicte’

Brevissime

  • Aol resta senza acquirenti: secondo quanto riferisce il San Francisco Chronicle, Microsoft e Google non sarebbero più interessati a rilevare minority stake del principale provider americano.
  • Xbox 360 alla sbarra: Robert Byers, acquirente insoddisfatto della console Microsoft, ha citato in giudizio l’azienda di Redmond rea di vendere un prodotto “progettato male e soggetto a continui blocchi per surriscaldamento”. Già a novembre Gates aveva ammesso problemi con un “limitato” numero di Xbox 360. (Via BBC)
  • La classifica dei blog network: Blog Network List è un sito che si occupa di catalogare e valutare secondo parametri predeterminati la “consistenza” del nanopublishing planetario. Sarà attendibile?
  • More bad news for Kazaa: il popolare software di file sharing e l’azienda che lo sviluppa sono oggetto di un altro duro attacco da parte dell’Australian Record Industry. Secondo gli accusatori, “Sharman Networks ha ignorato le disposizioni della Corte australiana che le impongono di installare filtri anti-download illegali”. (Via ABC News)

In Italia il primo Apple Store europeo

Sul sito italiano della Apple si legge: “Stiamo assumendo personale per il primo Apple Store dell’Europa continentale, con apertura prevista a Roma nel 2006”. Insomma, la casa di Cupertino ha scelto la città eterna per aprire il suo primo negozio nella nostra vecchia Europa nell’Europa continentale. Se la cosa vi interessa, è il momento di farsi avanti.

Il governo britannico crede nei Wiki

Il governo britannico crede nelle potenzialità della piattaforma Wiki. Dopo aver aperto nel 2004 un sito per la Sustainable Development Commission basato su questa tecnologia (non più on line), oggi ne battezza un altro intitolato “e-Innovations” per rilanciare la discussione sull’innovazione nelle amministrazioni locali. Un’iniziativa encomiabile che sembra destinata a non rimanere isolata: secondo eGov Monitor anche NHS Direct, il servizio informazioni del sistema sanitario britannico, avrebbe intenzione di aprire un wiki “to allow patients to contribute their experiences of coping with illnesses and offer a site to where they can find support and services”.

Per saperne di più:

– eGov Monitor: “e-Innovations goes Wiki

(Via All Things Bru)

Denton vs Calacanis, polemica infinita

Nuova, gustosa polemica tra nanopublisher d’oltreoceano. Con la solita perfidia Jason Calacanis e Nick Denton si sono infatti lanciati ieri alcune bordate dai rispettivi blog personali: Jason ha postato le sue impressioni sulla chiusura di OddJack, un blog di Gawker estintosi per scarsità di traffico. Con fare accondiscendente ha “consolato” Denton spiegando che sono cose che capitano a tutti e che non bisogna prendersela. Poi però ha anche profetizzato quale sarà il prossimo blog Gawker a chiudere per mancanza di lettori, peraltro sbagliando clamorosamente. Dal canto suo Denton ha risposto con due righe all’arsenico:

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Google Analytics chiede time out

brin and page

Troppo successo, troppe richieste, troppi dati da processare. Risultato: forti ritardi nel fornire statistiche e un sostanziale danno di immagine per Google e il suo nuovo strumento (per ora) gratuito di web analysis. Così la casa di Mountan View non ha potuto fare altro che “frenare gli gli entusiami” e sospendere le iscrizioni a Google Analytics, ora ferme alla già ragguardevole quota di 234,725 account creati. Una decisione che difficilmente basterà da sola ad arginare i pessimi giudizi circolanti nella blogosfera, ma che certo darà a Google il tempo di migliorare il servizio e far cambiare idea agli utenti inferociti. In attesa del riscatto, una piccola riflessione: la prima volta che Mountain View esce con un servizio non in beta fa una pessima figura. Non era invece meglio partire con una sperimentazione a invito in stile Gmail? Forse questa volta Brin e Page hanno davvero peccato di superbia.

Cringely: “Google dominerà internet”

google internet Cringely Solo due righe per segnalare un altro straordinario articolo di Bob X. Cringely, il giornalista americano che meglio di ogni altro riesce a penetrare i segreti più reconditi dell’industria hi-tech. Nel suo Ultimo editoriale, Bob ci spiega con ironia e lucidità perché e come Google presto dominerà Internet molto più e molto meglio di quanto Microsoft non abbia mai neanche sognato di fare. E, commenta Cringely, non è affatto detto che ciò sia un male. Assolutamente da non perdere.

– Cringely: “Google-Mart

Il digital divide in Europa

Eurostat ha pubblicato un rapporto che fotografa lo stato dell’arte del digital divide in Europa. Il periodo di riferimento è il primo quadrimestre del 2004: lo studio prende in considerazione i cittadini di età compresa tra 16 e 74 anni evidenziando che, in media, il 47 per cento della popolazione residente nei 25 paesi dell’Unione Europa fa uso della rete. I più connessi sono gli studenti, l’85 per cento dei quali conosce e naviga l’internet, mentre notevole appare la differenza nella percentuale di “web surfer” tra disoccupati (43 per cento) e occupati (60 per cento). Fanalino di coda i pensionati: solo il 13 per cento di loro frequenta la rete. Focalizzando l’attenzione sull’Italia, i dati forniti da Eurostat evidenziano un ritardo ancora notevole: si connette solo il 31 per cento della popolazione italiana. Peggio di noi fanno solo Ungheria (28 per cento), Polonia e Portogallo (entrambe con il 29 per cento), Grecia (20), Bulgaria (16), Turchia (13) e Romania (12).

Per saperne di più:

– Corporate Blogging Blog: “Internet use in Europe: The digital divide revealed
– Eurostat: “The digital divide in Europe” (PDF)