Archivi categoria: Notizie

Brevissime

Notizie in pillole:

  • Previsioni: per il Voip 5 anni di crescita inarrestabile – Lo rivela una ricerca realizzata da Infonetics Research e limitata al solo mercato nordamericano. Secondo lo studio, nei cinque anni che vanno dal 2004 al 2009 i ricavi del settore passeranno da 1,24 a 23,4 miliardi di dollari.
  • Trimestrali: Brutte notizie per Sony – A darle è il New York Times: i profitti del colosso tecnologico giapponese sono scesi del 47 per cento nell’ultimo quarto. Un risultato dovuto soprattutto al crollo delle vendite di televisori e walkman ma anche agli scarsi risultati degli Hollywood studios di proprietà della compagnia.
  • TV Advertising: l’ora di Google? – Secondo il New York Post, l’azienda di Mountain View potrebbe presto debuttare nel mercato della pubblicità televisiva
  • Blog-debutti: la parola al Presidente – Denny Hastert, presidente della Camera dei rappresentanti statunitense, ha aperto un blog.

Microsoft e Yahoo insieme grazie all’OCA

Open Content Alliance

Mentre Google subisce il ritorno degli editori americani ed europei contrari al progetto Google Print, Microsoft entra ufficialmente nella partita dei “digital library projects” annunciando MSN Book Search e diventando membro della Open Content Alliance (OCA). Anche Yahoo! ne fa parte, e ciò significa che i due colossi lavoreranno insieme per sviluppare un progetto che ricorda molto quello di Google se non per una differenza fondamentale: i libri in possesso della OCA sono frutto di donazioni. Essi vengono messi a disposizione del pubblico secondo modalità che ricordano in parte la filosofia open source e comunque prevedono precisi accordi con i detentori dei copyright. Tradotto in parole povere: niente cause all’orizzonte ma un bel ritorno d’immagine per Yahoo! e Microsoft; molto filo da torcere per Google.

Brevissime

lettera 22

Qualche suggerimento per iniziare la giornata:

  • Smentite: Google è sul punto di lanciare un servizio in diretta competizione con eBay chiamato Google Base? Molte voci nella rete sostengono di sì, ma dal blog di Mountain View fanno sapere che altro bolle in pentola. (Via Micro Persuasion)
  • Ricerche: uno studio realizzato dagli analisti di Skype conferma che il Voip fa bene alle piccole e medie imprese.
  • Social network tools: il nuovo strumento che vi segnaliamo si chiama Reader2 e vi consente di condividere con gli altri la lista dei libri che state leggendo o avete in programma di leggere. Da provare.

Google print, la contromossa tedesca

Printing Press

Quando il gioco si fa duro, gli editori tedeschi iniziano a giocare. Anche loro, come già quelli americani, si battono contro il progetto Google Print ma, a differenza dei loro colleghi d’oltreoceano, non sembrano (per ora) voler ricorrere agli avvocati. La “Börsenverein des Deutschen Buchhandels” (Associazione degli editori e librai tedeschi) ha infatti annunciato che intende sviluppare un servizio denominato “Volltextsuche Online”, tramite il quale gli utenti potranno scegliere, consultare, prendere a prestito o acquistare i libri on line. La strategia è dunque contrastare i progetti di Mountain View realizzando uno strumento del tutto simile a Google Print che però rimane sotto lo stretto controllo della BDB. Insomma, gli editori tedeschi apprezzano il progetto di Mountain View ma preferiscono metterlo in piedi per conto loro. Ora non resta che vedere se davvero sono in grado di competere con un colosso come Google e se altri, in Europa e nel mondo, vorranno seguire il loro esempio.

Per saperne di più:

– International Herald Tribune: “German publishers’ Google challenge

A week of blogging

Gli hot topics della settimana dal 17 al 23 ottobre:

Firefox, un successo tra luci ed ombre

E’ festa in casa Mozilla. Il browser Firefox ha raggiunto ieri quota 100 milioni di copie scaricate e continua la sua scalata al ritmo di 200-300mila download al giorno. Purtoppo, il successo di pubblico è in parte offuscato dal crescente numero di vulnerabilità che il browser della Mozilla Foundation ha registrato nel corso di questa’anno: basti pensare che, secondo un controverso rapporto diffuso da Symantec, nel 2005 Firefox avrebbe accusato più “buchi” nella sicurezza di Internet Explorer. Se a questo si aggiungono i diversi rinvii per il rilascio della versione 1.5, l’avvento del nuovo Netscape (che con Firefox condivide il motore di rendering delle pagine), e l’antipatia degli hacker nei confronti del marketing website SpreadFirefox, la situazione non appare esattamente idilliaca. Voi che ne pensate?

L’FSFE sulle nuove Microsoft Shared Source

La Free Software Foundation Europe (FSFE) ha accolto il recente rilascio delle licenze Microsoft Shared Source con un misto di cauta soddisfazione e diffidenza: “Microsoft pare finalmente aver compiuto un passo avanti – spiega infatti Georg Greve, presidente della Free Software Foundation Europe – nella sua lunga marcia verso la concessione di libertà ai propri utenti: delle cinque licenze pubblicate, due sembrano rispondere alla definizione di Software Libero”. Per la precisione, le due licenze citate da Greve sono la “Microsoft Permissive License” (Ms-PL) e la “Microsoft Community License” (Ms-CL) che sembrerebbero (il condizionale è d’obbligo) soddisfare i quattro criteri che definiscono il Software Libero. Insomma, Microsoft pare davvero intenzionata a recuperare terreno nel settore del Free Software ma (come al solito) intende farlo secondo le sue regole, senza adottare licenze come la GNU GPL o la LGPL. Ora non resta che vedere quale software vedrà la luce nel segno delle Microsoft Shared Source Licenses: nell’attesa, l’FSFE promette un’analisi molto accurata delle MSS alla ricerca di eventuali “sorprese”.

Per saperne di più:

Il comunicato stampa dell’FSFE

Apple impone l’iPod Tax

Alla fine Steve Jobs e compagni si sono decisi: d’ora in poi chiunque vorrà produrre accessori che si connettono elettricamente al lettore mp3 iPod dovrà pagare salato per farlo. Gli “accessory makers” dovranno infatti obbligatoriamente versare all’azienda di Cupertino royalties pari al 10 per cento del prezzo di ogni singolo accessorio venduto. Una mossa che, nel solo 2005, dovrebbe portare 25 milioni di dollari nelle casse di Jobs senza che questi debba muovere un solo dito. Ribattezzato “iPod Tax” dagli analisti, il “balzello” esisteva già dal marzo scorso, ma gravava solo su quei produttori che avessero voluto marcare i loro gadget con il logo “Made for iPod”, garanzia di piena compatibilità con lettore mp3 di Cupertino. Ora, invece, tutti coloro che vorranno far parte del ricco indotto generato dall’iPod dovranno comprare a caro prezzo il loro posto in prima fila. Insomma, un altro audace colpo del solito Mr Jobs.

Per saperne di più:

– Cnet News: “Apple steps up iPod ‘tax’ push

Apple pensiona il modem analogico

Forse molti di voi ricorderanno quando, qualche anno fa, Apple depennò il floppy disk dall’elenco delle periferiche in dotazione standard sui suoi computer. Bene, oggi è la volta del modem analogico: i nuovi iMac G5 non ne sono più dotati e, qualora se ne abbia bisogno, lo si deve acquistare a parte in versione usb. Costo: 49 dollari. Probabilmente Jobs ha ragione come sempre: chi acquista un Mac in genere può permettersi anche una connessione adsl, dunque il vecchio 56k dovrebbe risultare nella maggior parte dei casi un “bene superfluo” del quale l’acquirente può fare a meno. Certo 49 dollari per un modem analogico sono (come al solito) un’enormità. Voi che ne pensate?

Per saperne di più:

– Apple store: “iMac G5

(Via Dan Gillmor)

Perché Google vuole Aol

Nei giorni scorsi è circolata la notizia che Google Inc e Comcast Corp sono alla ricerca di un’intesa per acquisire le quote di minoranza di America Online, il primo provider statunitense controllato dalla Time Warner. L’altro ieri l’agenzia Reuters spiegava in un articolo che, se l’affare andasse in porto, “The combination would marry Time Warner’s trove of programming and Google’s popular search and e-mail services with Comcast’s high speed Internet portal and experience in cable video distribution and telecommunications”. Una prospettiva assai sgradevole per Yahoo! e soprattutto per Microsoft che, secondo molti osservatori, starebbe anch’essa trattando per allearsi con Aol. Ma perché Google vuole Aol? John Battelle ha una sua teoria.