Blogging Success Study

Oggi è stato ufficialmente presentato un nuovo studio sugli effetti del corporate blogging. Lo ha realizzato Backbone Media assieme alla Northeastern University, si intitola eloquentemente, Blogging Success Study e si basa sulle risposte di “20 blogger di successo”. Non ho ancora avuto il tempo di leggerlo, dunque vi rimando al breve riassunto per temi che ne fornisce l’ottima Debbie Weil. Per ora mi limito ad apprezzare l’idea di pubblicarlo on line in forma di blog: ogni capitolo è in realtà un post aperto a link, trackback e commenti. Semplicemente geniale.

USA, Babbo Natale viaggia sul bit

Due diverse ricerche confermano il buon momento dell’e-commerce in America proprio mentre si approssima il movimentato e fruttuoso periodo dello shopping natalizio. La prima indagine, condotta da Lieberman Research per la CheckFree Corp, rivela come quest’anno la percentuale dei netsurfer statunitensi timorosi di acquistare on line sia scesa dal 20% del 2004 all’attuale 8%. La seconda ricerca, realizzata da eMarketer, sottolinea invece come la costante diffusione delle connessioni broadband su suolo americano favorirà un incremento dell’online holiday shopping pari al 22,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Tradotto in parole povere significa che, nell’ormai prossima holiday season (novembre e dicembre), il giro d’affari dello shop online USA raggiungerà quota 24.3 miliardi di dollari.

Second Life e l’imprenditoria 2.0

Dietro il fortunato MMORPG Second Life c’è l’azienda Linden Lab che, in quanto tale, deve perseguire il profitto, o non avrebbe ragion d’essere. La differenza con le companies nel mondo reale? E’ presto detta: recentemente l’azienda ha deciso un pesante incremento dei costi di affitto e “maintenance” delle “isole” gestite dagli utenti all’interno del “three-dimensional virtual online world”. Una scelta che ha colto impreparati molti “Second Lifers” dando origine alle proteste di chi (giustamente) chiedeva più tempo per valutare e digerire gli aumenti. Un’azienda normale avrebbe probabilmente continuato per la sua strada. Linden Lab, in pieno stile web 2.0, ha usato il suo corporate blog per confrontarsi con i suoi clienti, dialogare con loro e infine decidere di posticipare gli aumenti di due settimane. Insomma, fa piacere vedere applicati ed efficaci i principi del corporate blogging; dispiace invece scoprire che persino nell’universo di Second Life un metro quadro di terreno edificabile costa un’occhio della testa.

Per saperne di più:

– Cnet news: “‘Second Life’ delays real estate price increases

Ad Revenue, Google incasserà più delle tv britanniche

Ormai è solo una questione di tempo e la Gran Bretagna avrà un nuovo e più potente leader della raccoltà pubblicitaria. La novità è che non si tratterà di un altro canale televisivo, ma della versione “UK” di Google che, entro la fine dell’anno, dovrebbe superare i ricavi pubblicitari previsti per Channel Four, pari a 800 milioni di sterline. Un segno inequivocabile che, fuori dagli ammuffiti confini italiani, i tempi stanno veramente cambiando.

Per saperne di più:

– BBC News: “Google ad revenue ‘to surpass TV’

Windows Media Player 11

Natale si avvicina. A suggerirmelo non è il clima, finora tutt’altro che autunnale, ma la lunga sequela di annunci con cui le grandi compagnie hi-tech comunicano praticamente ogni giorno il lancio di un nuovo prodotto hardware e software, gratuito o a pagamento. Tra gli ultimi arrivi figura anche un Windows Media Player nuovo di zecca, in versione 11. Una curiosità: guardando l’immagine di copertina della pagina dalla quale è possibile scaricarlo, si intravede l’icona di lettore mp3 che – giurerei – sembra più l’iPod che lo Zune. Lapsus freudiano?

Adv sul sito della BBC, dipendenti in rivolta

La pubblicità sul sito dell’emittente nazionale britannica BBC non s’ha da fare. E’ questo il semplice concetto alla base della protesta organizzata dagli stessi dipendenti della British Broadcasting Company, convinti che la comparsa di inserzioni pubblicitarie su BBC.co.uk finirebbe col minare l’indipendenza e quindi l’obiettività della testata giornalistica. Un timore che già era stato chiaramente espresso in un documento di 10 pagine sottoscritto da 170 BBC Web site employees e circolato qualche mese fa. Difficile tuttavia che la protesta convinca il management a fare marcia indietro: il sito della BBC vale ben 4 milioni di contatti al giorno e, anche se gli ads dovrebbero essere visibili solo agli utenti fuori dalla Gran Bretagna, rappresenta una possibile fonte di guadagno troppo golosa perchè chi deve far quadrare i conti possa facilmente rinunciarvi.

Per saperne di più:

– NYT: “BBC Plan for Web Ads Draws Fire

Affari&Finanza scivola sul corporate blogging

Affari & Finanza di oggi, pagina 19: il pezzo si intitola “Le aziende si lanciano sul mercato dei blog“. La buona notizia è che finalmente anche il quotidiano nazionale si accorge dell’esistenza del corporate e business blogging. La cattiva è che il pezzo: 1) fa semplicemente eco al recente “spottone” con cui a Milano è stata pubblicizzata la partnership tra Edelman e Technorati; 2) presenta l’azienda di consulenza americana come il messaggero celeste venuto per donare la scintilla del corporate blogging a noi poveri mortali.
Non un cenno invece ai fake blog realizzati da Edelman e alla tripla gaffe planetaria che questi gli hanno procurato. Se non altro, condivido la posizione di Fiorella Passoni, AD di Edelman Italia, quando dice che “in Italia, rispetto agli Stati Uniti le aziende non sono pronte ma iniziano a capire. Per questo ci chiedono in continuazione di monitorare la blogosfera”. Vero. Come vero è che di partecipare alla conversazione, invece, non se ne parla nemmeno. Dinosauri.

Roma, è tempo di “Naked Conversations”

Vi ricordo che oggi pomeriggio Shel Israel, co-autore insieme a Robert Scoble del libro Naked Conversation, sarà a Roma, ospite alle 16 del Centro Studi Americani di Via Caetani. Quale sia l’argomento dell’incontro con l’autore di un libro il cui sottotitolo recita “How blogs are changing the way businesses talk with customers”, lo lascio immaginare a voi.

Ci vediamo lì.

Media, in Italia internet resta al palo

Oggi a Roma è stato presentato il “6° Rapporto Censis-Ucsi sulla Comunicazione in Italia” che analizza “Le diete mediatiche degli italiani nello scenario europeo”. Dallo studio, del quale vi invito a leggere la sintesi dei risultati, emergono almeno 3 dati fondamentali:

  • In Italia più che in qualsiasi altro paese europeo è ancora fortissima la dipendenza del pubblico dal modello televisivo tradizionale (analogico terrestre).
  • Nel nord Europa internet è un vero mass-media, in Italia ancora no: mentre ad esempio in Gran Bretagna il 61 per cento della popolazione usa internet, nel nostro paese la percentuale di “navigatori” si ferma ad un misero 38 per cento, nostro migliore risultato di sempre.
  • Ovunque in Europa, leggere libri sembra essere fortunatamente tornato di moda.