Da DTC a Panama, sola andata

Dopo mesi di beta testing interno, Yahoo! ha finalmente tolto i veli alla sua nuova ed attesa search advertising platform, nome in codice Panama. Inizialmente il servizio sarà accessibile solo su invito, mentre sarà a disposizione di tutti gli advertisers statunitensi entro la fine dell’anno. Naturalmente anche gli utenti della vecchia piattaforma, nota come Direct Traffic Center, avranno la possibilità di passare a Panama: una volta compiuto il “grande passo”, non potranno più tornare indietro ma, considerati i pessimi giudizi circolati in rete sull’erede di Overture, nessuno dovrebbe avere a pentirsene.

Per saperne di più:

– Search Engine Watch blog: “Yahoo Releases New “Panama” Search Advertising System Early

Il non-blog di Left

A proposito di gente che si riempe la bocca della parola blog senza avere idea di cosa parli, impossibile non puntare il dito contro il sedicente “Blog” di Left. Dalla home page dell’ex Avvenimenti si accede infatti non a un weblog, ma ad una semplice pagina per la raccolta di feedback mascherati da commenti che, nelle intenzioni, ricorda da vicino l’operazione messa in atto dai Pr Piaggio per il lancio dello scooter Mp3. Pollice verso in entrambi i casi: nessuno dovrebbe sentirsi autorizzato a chiamare “blog” un forum solo perchè “fa tendenza”.

La seconda vita di Reuters

Avere un’altra identità online, agire e muoversi in un mondo interamente digitale ma con regole più che reali, vivere attraverso il proprio “avatar” una seconda vita. Questo e molto altro cercano e trovano gli utenti di Second Life che, lungi dall’essere un semplice gioco, vanta oggi 900mila utenti in tutto il mondo e un giro d’affari pari a circa circa 350mila dollari al giorno. Ciò detto, non deve dunque stupire che diverse aziende abbiano deciso di aprire una “succursale” nel mondo creato dal Linden Lab di San Francisco e che, notizia dell’ultim’ora, persino la serissima Reuters stia “aprendo in questi giorni una nuova redazione all’interno del gioco di simulazione online Second Life, aggiungendosi così a una serie di marchi aziendali presenti nel luogo virtuale più “caldo” di Internet”. Che sia fatta di carta oppure di bit, “pecunia non olet”.

Google e l’eredità di YouTube

Con l’acquisizione di YouTube ormai alle spalle, ora Google non deve solo fare i conti con i guai legali per presunta violazione dei copyright ereditati dal video sharing network, ma deve anche spiegare al mercato quanto e quale senso abbia investire 1,6 miliardi di dollari per comprare una realtà che, per quanto vasta e vivace, ancora non produce alcun reddito. In attesa di scoprire come la casa di Mountain View saprà scrollarsi di dosso le crescenti pressioni esercitate da media company come News Corp., NBC Universal e Viacom Inc., vi suggerisco di dare un’occhiata all’intervista nella quale il Ceo Google Eric Schmidt (foto) spiega al Financial Times le ragioni dietro alla “conquista” di YouTube.

Aol News Elections Blog

Negli Stati Uniti sono ormai vicinissime le elezioni di mid-term, quando l’elettorato americano verrà chiamato a rinnovare parte del Congresso rieleggendo i membri della House of Representatives. Per l’occasione, America on Line ha inaugurato una nuova sezione di Aol News intitolata The Stump, interamente costituita da blog ed edita da 17 blogger di vari colori ed orientamenti politici.

(Via Online Media Daily)

Edelman Flog, il mea culpa del Ceo

Mentre i suoi uomini erano in giro per il mondo (in teoria) a parlare di blogosfera e (in pratica) a pubblicizzare la partnership con Technorati, il Ceo Richard Edelman taceva e indagava. Raccoglieva informazioni, come egli stesso ha poi spiegato in un breve post, sul fake blog che la sua azienda aveva realizzato per WalMart attirando il biasimo della blogosfera. Accertato l’orrendo passo falso, Mr. Edelman ha preso la parola, fatto pubblica ammenda scagionando il cliente e ammesso: “this should not have happened”. Qualche tempo fa Sergio Veneziani scriveva su questo blog che a Edelman non manca l’esperienza nel corporate blogging e documentava tale affermazione ricordando che il suo Ceo ha iniziato a bloggare nel “lontano” 2004. La verità è che Mr Richard sembra conoscere la blogosfera, il suo linguaggio, le sue regole mentre i suoi dipendenti e collabotori no. Steve Rubel a parte.

Ludo contro TIM

Sono due anni che vi racconto di come in America la blogosfera stia dando sempre più voce e “peso” alle proteste dei consumatori. Impossibile dunque non cogliere al volo e rilanciare il caso tutto italiano di Ludovico Magnocavallo che, non riuscendo a risolvere un grave problema con Telecom Italia, ha scelto di denunciare sul proprio blog il salasso e disagi subiti (da lui come da altri) sottoscrivendo l’offerta Tutto Relax Internet di TIM e chiesto alla blogsfera italiana di sostenerlo diffondendo il messaggio. La risposta è stata immediata. Ora aspettiamo con interesse di vedere come reagirà l’ex monopolista italiano dall’alto della sua impreparazione in tema di corporate blogging.

Per saperne di più:

– Ludo: “Mi date una mano con TIM?

Edelman e Technorati deludono la blogosfera italiana

Qualche tempo fa “osai” ironizzare sul ritardo con il quale l’agenzia di comunicazione Edelman sembrava finalmente prendere sul serio il corporate blogging. La mia impressione era che Edelman, stimolata anche dal neo-assunto Steve Rubel, stesse salendo in fretta e furia sul carro vincente del corporate blogging senza aver veramente compreso e fatto proprio lo strumento. Un’ipotesi che al tempo scatenò le ire del Senior Vice President di Edelman Italia Sergio Veneziani, ma che oggi sembra trovare conferma nella delusione espressa da blogger come Massimo Mantellini, Luca Conti, Andrea Beggi, [Mini]Marketing e il nostro Giorgio Zarrelli, all’indomani del “convegno sui più influenti della blogosfera”, alias lo “spottone” per pubblicizzare la propria partneship organizzato da Edelman e Technorati a Milano.

Le mani si Dada (RCS) su Splinder e Motime

Sei su Splinder o Motime? Il tuo blog vale 20,40 euro. Parola di Dada (Gruppo Rcs) che si è appena impegnata a sborsare 4,5 milioni di euro per acquisire la più popolata piattaforma blogging italiana e i suoi oltre 220mila weblog. Rcs vince dunque la competizione con il gruppo L’Espresso, Telecom Italia e Buongiorno Vitaminic della quale avevamo già dato notizia lo scorso primo giugno, spuntando un prezzo notelvomente inferiore ai 20 milioni di euro stimati all’epoca dei primi rumors sull’acquisizione.

Per saperne di più:

– Comunicato Stampa: “DADA acquisisce Splinder e Motime