
Un verdetto impietoso ma non per questo ingiusto o inatteso: mi riferisco a quello espresso nell’Internet Standards Assessment Report, una ponderosa ricerca sui “Web development trends across more than 80 industries” commissionata dalla Web Marketing Association (WMA) e costata ben dieci anni di duro lavoro. Le conclusioni, che si basano sull’analisi di quasi 10mila siti, promuovono in generale quelli dedicati a videogiochi (1° posto), alla musica (2° posto), alle automobili e allo sport (3° pari merito), mentre bocciano senza appello i website di radio, search engines e, udite udite, public relations agencies.









