La blogger della discordia

La storia è gustosa: quattro anni fa SCO Group ha denunciato IBM per violazione di copyright. Il perchè è semplice; la prima detiene i diritti su Unix, mentre la seconda distribuisce server basati sul sistema opreativo Linux. Poco dopo l’inizio dell’azione legale una blogger, conosciuta come Paula Jones, ha iniziato ad attaccare quasi quotidianamente SCO dalle pagine di Groklaw.net, criticando aspramente la scelta di portare IBM in tribunale. Da allora sono seguiti circa 3mila articoli di questo tenore con Sco Group che ha più volte sollevato il sospetto sulla reale esistenza di Paula Jones, suggerendo che fosse un nome di comodo dietro al quale si nascondevano una o più penne al soldo della stessa IBM.

Un tesi che viene ora rilanciata con forza dopo che la Jones ha annunciato il suo “ritiro dalle scene” per problemi di salute. Pensate che, come nei migliori telefilm, i legali di SCO Group le stanno letteralmente dando la caccia per costringerla a testimoniare in tribunale e rivelare se sia o meno sul libro paga di IBM. In vano: finora la blogger è risultata semplicemente introvabile.
Detto questo, le cose sono due: se SCO avesse ragione, IBM si sarebbe resa protagonista del più clamoroso caso di fake blogging nella storia. In caso contrario, la casa di Unix rischia quella che si dice “‘na figura ‘e niente” planetaria. Voi che ne pensate?

4 pensieri su “La blogger della discordia

  1. Antonella

    Sulla vicenda SCO è uscito tre anni fa un libro che ricostruiva com’era nata questa vicenda e presentava i motivi per cui il vero fake l’ha fatto SCO stessa, che non è mai riuscita a dimostrare nulla di ciò che andava affermando.

    Il libro si chiama “NoSCOpyright”, è stato pubblicato da Stampa Alternativa ed essendo rilasciato con licenza Creative Commons è anche scaricabile dalla rete attraverso questo indirizzo:

    http://www.stampalternativa.it/liberacultura/?p=9

    Rispondi
  2. Antonella

    Sulla vicenda SCO è uscito tre anni fa un libro che ricostruiva com’era nata questa vicenda e presentava i motivi per cui il vero fake l’ha fatto SCO stessa, che non è mai riuscita a dimostrare nulla di ciò che andava affermando.

    Il libro si chiama “NoSCOpyright”, è stato pubblicato da Stampa Alternativa ed essendo rilasciato con licenza Creative Commons è anche scaricabile dalla rete attraverso questo indirizzo:

    http://www.stampalternativa.it/liberacultura/?p=9

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