Il paradosso della politica italiana in SL

La settimana scorsa vi raccontavo che la Regione Toscana ha acquistato un’isola su Second Life per aprirvi un e-shop e disseminarvi riproduzioni digitali di monumenti e opere d’arte. Il post ha generato alcuni commenti interessanti: mentre Mario Riccardo Innocenti sperava addirittura che la notizia non fosse vera, Stefano Vitta vedeva al contrario “in SL una nuova frontiera per lo sviluppo del web interattivo”. Più dura Barbara, secondo la quale i nostri amministratori “hanno trovato un nuovo modo per buttare alle ortiche denaro pubblico andando appresso alle mode del momento invece di produrre idee nuove o perlomeno utili”. Le fa eco Pier Luca che sottolinea come, banalmente, bastasse “leggersi il rapporto e-family per decidere di investire in altro modo”. Per conto mio credo che operazioni come queste siano difficili da giudicare: si può bollarle come pura propaganda o accettarle come un’inattesa e gradita apertura delle istituzioni italiane alle nuove tecnologie e, in entrambi i casi, avere tutto sommato ragione. Determinante mi sembra invece il giudizio, o il pregiudizio, che si nutre nei confronti di chi promuove l’ennesima iniziativa su Second Life. In parole povere, più o meno tutte le iniziative promosse dai nostri politici nell’universo di Linden Lab o altrove, indipendentemente dal loro valore specifico, paradossalmente verranno sempre e impietosamente stroncate. Il che alla lunga potrebbe essere un ostacolo all’innovazione. Voi che ne pensate?

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8 pensieri su “Il paradosso della politica italiana in SL

  1. Alessandro

    In tutta sincerità le critiche che sono state espresse nei confronti di queste iniziative mi lascia piuttosto perplesso.

    Non capisco perchè nel sistema Italia ci si debba trovare sempre di froonte a scelte booleane: era meglio fare quest’altra cosa.

    In realtà se da un lato è pur vero che ci sono problemi seri da risolvere è altrettanto vero che non dobbiamo perdere la volontà di esplorare nuovi territori.

    Perchè le due cose non possono avvenire in parallelo? Perche’ non possiamo immaginare che tutti un giorno abbiamo un pc la banda larga e si ritrovino con piacere a discorrere di cultura e viaggi in un’isola di Second Life?

    E sopratutto, perchè abbiamo questa innata tendenza a volerci macerare nella palude della critica ?

    Rispondi
  2. barbara

    Verissimo, la tendenza a macerarsi è endemica. Ma spesso siccome le risorse non sono infinite bisogna fare delle scelte. Nell’interesse dei cittadini e non del proprio prestigio o della futura rielezione. Ecco la mia critica. Ben venga l’innovazione ma quella vera, compresa, non estemporanea e pubblicitaria.

    Rispondi
  3. Riccardo

    Riccardo, non Mario…
    Ma quanto hanno speso per una cosa che non avrà nessun effetto pratico? Non è questione di essere o meno aperti alle nuove tecnologie. Perché, visto che siamo in un sito che promuove blog aziendali, nessuna pubblica amministrazione e tanto meno l'”avanzatissima” Regione Toscana, crea blog aziendali per far esprimere e e dialogare quadri e dirigenti e dipendenti responsabili in genere?

    Rispondi
  4. Pier Luca

    Sono assolutamente favorevole all’innovazione, anche se dichiararlo e perfino banale visto che “il cambiamento” avviene comunque al di là delle volontà dei singoli [che spesso, effettivamente, vi resistono]. Ciò premesso, come si suol dire, credo che politi e/o organizzazioni della PA che non si pongono obiettivi di comunicazione a livello internazionale stiano commettendo due errori a “salire sul carro” di SL. In primis l’eccesso di innovazione è talvolta penalizzante tanto quanto l’arretratezza; secondariamente visto che la popolazione italiana di SL è una quota minima dei 5 milioni di residenti se, appunto, non ho obiettivi di comunicazione internazionale perchè allocare risorse sul quel media [ser vogliamo considerarlo tale] quando potrei ottimizzare i miei investimenti sul web in modo oggi più efficace.
    Saluti.
    Pier Luca Santoro

    Rispondi
  5. Alessandro

    In tutta sincerità le critiche che sono state espresse nei confronti di queste iniziative mi lascia piuttosto perplesso.

    Non capisco perchè nel sistema Italia ci si debba trovare sempre di froonte a scelte booleane: era meglio fare quest’altra cosa.

    In realtà se da un lato è pur vero che ci sono problemi seri da risolvere è altrettanto vero che non dobbiamo perdere la volontà di esplorare nuovi territori.

    Perchè le due cose non possono avvenire in parallelo? Perche’ non possiamo immaginare che tutti un giorno abbiamo un pc la banda larga e si ritrovino con piacere a discorrere di cultura e viaggi in un’isola di Second Life?

    E sopratutto, perchè abbiamo questa innata tendenza a volerci macerare nella palude della critica ?

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  6. barbara

    Verissimo, la tendenza a macerarsi è endemica. Ma spesso siccome le risorse non sono infinite bisogna fare delle scelte. Nell’interesse dei cittadini e non del proprio prestigio o della futura rielezione. Ecco la mia critica. Ben venga l’innovazione ma quella vera, compresa, non estemporanea e pubblicitaria.

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  7. Riccardo

    Riccardo, non Mario…
    Ma quanto hanno speso per una cosa che non avrà nessun effetto pratico? Non è questione di essere o meno aperti alle nuove tecnologie. Perché, visto che siamo in un sito che promuove blog aziendali, nessuna pubblica amministrazione e tanto meno l'”avanzatissima” Regione Toscana, crea blog aziendali per far esprimere e e dialogare quadri e dirigenti e dipendenti responsabili in genere?

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  8. Pier Luca

    Sono assolutamente favorevole all’innovazione, anche se dichiararlo e perfino banale visto che “il cambiamento” avviene comunque al di là delle volontà dei singoli [che spesso, effettivamente, vi resistono]. Ciò premesso, come si suol dire, credo che politi e/o organizzazioni della PA che non si pongono obiettivi di comunicazione a livello internazionale stiano commettendo due errori a “salire sul carro” di SL. In primis l’eccesso di innovazione è talvolta penalizzante tanto quanto l’arretratezza; secondariamente visto che la popolazione italiana di SL è una quota minima dei 5 milioni di residenti se, appunto, non ho obiettivi di comunicazione internazionale perchè allocare risorse sul quel media [ser vogliamo considerarlo tale] quando potrei ottimizzare i miei investimenti sul web in modo oggi più efficace.
    Saluti.
    Pier Luca Santoro

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