Il blog di Untitled Editori

Untitled Editori è una casa editrice che nasce nella e dalla blogosfera. Fondata da tre blogger nel 2005, pubblica esclusivamente libri scritti da altri blogger. Poteva mancare un corporate blog? Evidentemente no: si chiama “Appunti dalla redazione” e, più che un weblog, sembrerebbe una qualsiasi anonima sezione del sito se non fosse per la dichiarazione d’intenti che torreggia sopra all’elenco dei post:

“Questo blog è una specie di lavagna magnetica della Redazione di Untitl.Ed, dove di tanto in tanto vengono appuntate riflessioni sulla scrittura e sulla lettura, annotazioni riguardanti l’andamento dei lavori editoriali, cose da tenere a mente, questioni da discutere, impressioni su quello che succede intorno. E’ una lavagna, una pubblica bacheca – o forse è la vetrata di una casa (di un’officina, di un atelier), attraverso la quale s’intravvedono sagome di persone al lavoro, e s’indovinano discussioni.”

Insomma, le intenzioni sono chiare e francamente buone; meno buona invece mi sembra la realizzazione pratica del blog: i post sono dotati di commenti aperti, di permalink e sono anche firmati, ma mancano l’archivo mensile dei post, le categorie, il blogroll e i trackback cui si somma, come già accennato, la scarsissima personalizzazione del template. Una serie di lacune facilmente colmabili, ma che non ti aspetteresti in una azienda fondata da blogger. Tutto questo, senza nulla voler togliere alla

Un pensiero su “Il blog di Untitled Editori

  1. Untitl.Ed

    Grazie moltissimo per i consigli: sì siamo blogger, ma anche notorie capre dal punto di vista tecnico 🙂
    Aggiungo solo che Appunti è nato come luogo di “incollaggio” a posteriori di veri post di discussione interna: quello che succede è che uno spunto di discussione postato fra noi socie (in area privata, cioè) in un dato momento, viene poi spostato in Appunti… in differita – a volte a distanza di settimane. Il blog di Appunti pertanto, anche se adesso è aperto ai commenti e alle discussioni, risente ancora dell’impostazione iniziale, quando si trattava davvero di una “lavagna magnetica”, o se vuoi di una vetrina sui lavori redazionali, tanto più trasparente quanto meno effettivamente accessibile. Abbandoneremo pian piano quella posizione, perché abbiamo capito che su certi temi abbiamo ancora bisogno di confrontarci, ma vorremmo conservare (un po’) quell’atmosfera da studio privato, o da laboratorio d’impresa. Non è un problema di semplice soluzione, e neanche solo tecnico, ma di sostanza, ti pare? Sostanzialmente ci si chiede: quanto devono e possono essere effettivamente “pubblici” e condivisi i procedimenti di un impresa? e quanto i contenuti esposti possono liberamente migrare dal blog dell’impresa verso altri contesti, senza nuocere alla chiarezza e alla completezza del messaggio?
    Noi, è chiaro, non abbiamo risposte certe: ci stiamo riflettendo da tempo. Spero comunque di aver aggiunto qualche spunto di riflessione utile sull’argomento.
    Ciao
    untitled io

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