GB, Facebook mette in crisi il rapporto medico/paziente

In Gran Bretagna la Medical Defence Union (MDU), organizzazione il cui scopo è “difendere la reputazione professionale dei suoi affiliati”, ha recentemente messo in guardia i medici dal rispondere ai messaggi privati (specie se si tratta di inviti più o meno sessualmente espliciti) inviati attraverso Facebook dai loro pazienti.

La presa di posizione dell’associazione segue diverse segnalazioni dalle quali si evince che, sempre più spesso, i pazienti usano il popolare social network per contattare in maniera informale il proprio dottore. E sempre più spesso lo scopo è corteggiarlo, invitarlo a uscire, o addirittura fare esplicite avance di natura sessuale demolendo con un click i rigorosi precetti che disciplinano il rapporto medico/paziente.

L’annuncio dell’MDU ripropone insomma il tema della gestione della privacy online, ponendolo sotto una luce nuova: alcuni professionisti sembrano infatti essere più a rischio di altri se si avventurano nei social network. Specie se lo fanno senza avere le competenze necessarie a gestire le opzioni di sicurezza relative al proprio profilo e, sopratutto, se non hanno piena consapevolezza del modo in cui stanno condividendo contenuti con un network di cui spesso non comprendono l’estensione (e quindi le eventuali insidie).

Emma Cuzner, consulente medico legale dell’MDU, racconta che alcuni dottori hanno riferito come sembrasse loro scortese non rispondere anche solo per porgere un cortese rifiuto, ma spiega anche reagire in qualsiasi modo significa stabilire una linea di comunicazione che chiaramente si trova al di fuori della corretta relazione medico/paziente.

In realtà il problema vero per i medici che frequentano Facebook (come per ogni altro professionista) non è tanto saper declinare o meno un invito, ma raggiungere un grado di consapevolezza nell’uso dei social network (e più in generale della Rete) tale da poter scegliere cosa si vuole o non si vuole condividere e con chi, partendo dai propri dati personali per arrivare alle foto di famiglia. Tenendo sempre bene a mente che, una vota pubblicato online, un contenuto non ci appartiene più e sfugge al nostro controllo.

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