PayPerPost, è ancora polemica

Passano i mesi ma la blogosfera non smette di discutere e soprattutto criticare l’iniziativa commerciale PayPerPost. L’ultimo a prendere la parola è stato sua maestà Jason Calacanis, scomodatosi a sottolineare direttamente sul suo blog personale perchè PayPerPost rappresenta l’incarnazione del male. Riassumendo: la blogsfera offre un panorama mediatico unico al mondo fatto di autenticità, onestà e trasparenza. In questo contesto il modello di “marketing ingannevole” su cui si basa PayPerPost, ovvero pagare i bloggger per scrivere post pubblicitari senza obbligarli ad una disclosure, non è altro che un cancro capace di minare alla base la blogosfera, un male da arrestare prima che si diffonda. Parole durissime ed inequivocabili rivolte anche Pete Wright di PayPerPost, che tenta di replicare alle critiche (a torto o a ragione decidetelo voi), e viene sommerso da una lunga serie di precisazioni dal “potente” Calacanis. Insomma, un botta e risposta a suon di cannonate che vi invito a non perdere. Dopo di chè, schieratevi: voi da che parte state?

Google, craccato il corporate blog

Sembra impossibile, ma anche l’onnipotente Google è a rischio hacker: come ammesso della stessa azienda di Mountain View, un abile pirata informatico si è infiltrato niente meno che nell’Official Google Blog intervenendo direttamente sui contenuti. La cosa curiosa è che, invece di pubblicare un proclama con cui celebrare la propria impresa o semplicemente riempire la home di insulti, l’hacker ha preferito postare un finto annuncio ufficiale nel quale si notificava la sospensione dei test di AdWords click-to-call. Un modo piuttosto ricercato di danneggiare Google che ora deve peraltro fare i conti con una duplice, pessima figura: la breccia nella sicurezza del proprio corporate blog e il fatto che l’intrusione è stata possibile grazie ad un bug nella piattaforma Blogger, sempre di proprietà dell’azienda di Mountain View. Insomma, chi ha colpito lo ha fatto seguendo una raffinata ed efficace strategia.

(Via Google Blog)

Università, più wi-fi per tutti

Questo lunedì iniziamo con una segnalazione: oggi Punto-Informatico ci informa su un decreto del ministero delle Comunicazioni in virtù del quale lo “Stato co-finanzierà la realizzazione di progetti wi-fi per le aree e gli edifici universitari di 64 atenei italiani”. I fondi stanziati ammontano a un totale di 2,5 milioni di euro e sosterranno progetti da un massimo di 40mila euro ciascuno. Non avendo avuto ancora modo di valutare se l’entità dello stanziamento sia adeguata o meno, mi limito per ora a notare che si tratta di una spesa assolutamente necessaria. Molti atenei italiani hanno in effetti già provveduto a dare copertura wi-fi in alcune delle loro strutture, ma si tratta quasi sempre di esperimenti e progetti pilota che necessitano, e ora potrebbero avere, un significativo sviluppo.

(Via Punto-Informatico)

B5Media incassa 2 milioni di dollari

Ottime notizie per il blognetwork americano B5Media: dopo sei mesi di raccolta fondi, la creatura di Duncan Riley (ex “The Blog Herald”) e Jeremy Wright ha appena ricevuto un corposo finanziamento pari a 2 milioni di dollari, stanziato Brightspark Ventures e J. L. Albright Venture Partners. Evidentemente, anche nel nanopublishing così come altrove chi la dura, la vince.

Bad Stock Options, Jobs sapeva

Come forse ricorderete, alla fine di giugno Apple fece scandalo auto-denunciandosi alla SEC (la Consob americana) dopo aver rilevato delle irregolarità nell’assegnazione delle sue stock options. Colpa del management, si disse al tempo, ma non del CEO Steve Jobs, definito più volte estraneo alla vicenda. Ora però la casa di Cupertino torna sulla questione e lo fa con una dolorosa ammissione: lo zio Steve, infatti, sapeva tutto. Un duro colpo all’immagine della compagnia hi-tech più “cool” al mondo, lenito solo in parte da questa tardiva rivelazione ed (evento più unico che raro) dalle pubbliche scuse dello stesso CEO Apple.

Les Blogs 3

Loic Le Meur, A-list blogger e responsabile della divisione europea di Six Apart, ci ha preso gusto: non contento dell’ampio successo registrato l’anno scorso dal meeting internazionale Les Blogs 2.0, oggi il vulcanico francese torna ad invitare nella splendida città di Parigi i blogger di tutto il mondo per quella che sarà la versione 3.0 del convegno sulla blogosfera. L’annuncio lo ha dato lo stesso Loic e per ora si sanno solo due cose: che l’evento avrà luogo l’11 e 12 dicembre e che l’organizzatore punta a raddoppiare il numero delle presenze. In parole povere, sono attese a Parigi almeno 900 persone.

Verizon PoliBlog

Fresco di debutto, il nuovo blog dedicato a “technology and telecommunications policy” di Verizon decreta ufficialmente l’entrata nel corporate blogging di un’altra azienda presente nella prestigiosa lista dei “Fortune 500“, (18esima posizione). Debbi Weil ci segnala che i “poliblogger” saranno 9 e fa anche intelligentemente notare due interessanti elementi:
1) fra loro ci sarà anche l’executive director of external communications di Verizon John Czwartacki;
2) il lancio del nuovo blog non è stato preceduto o seguito da una vera campagna mediatica tradizionale basata, ad esempio, su comunicati stampa. Czwartacki si è infatti limitato a segnalare la nascita di Policy Blog con un semplice commento sul pur frequentatissimo Micro Persuasion.

Un inizio molto incoraggiante.

Un blog principesco

Dal corporate al “royal blogging”. Nell’infinito carosello di possibili applicazioni del tool blog, stupisce ma non più di tanto l’idea avuta da un membro della famiglia reale Tailandese che, per esortare i suoi sudditi ad imparare l’inglese, ha pensato bene di aprire un blog (http://access.britishcouncil.or.th/). Avete capito bene: la cinquantunenne principessa Maha Chakri Sirindhorn (foto), grande appassionata di internet, ha deciso di sovvertire la tradizionale riservatezza comune ai reali di tutto il mondo iniziando a bloggare in collaborazione con il British Council per “evangelizare” il suo popolo rispetto alla necessità di imparare l’idioma di Shakespeare. Un unico neo: mentre scrivo il blog è irragiungibile. Forse chi lo ha realizzato ha anche sottovalutato la mole di traffico che l’originale iniziativa doveva inevitabilmente l’attrarre.

Per saperne di più:

– WTOP: “Thai Crown Princess Launches Royal Blog

(via Punto-Informatico)

CNIPA “da esportazione”

L’informatica nella pubblica amministrazione italiana? Un modello “da esportazione” che potrebbe essere adottato persino nel tormentato Iraq. Parola di Raed Jahid Fahmi, ministro della Scienza e della Tecnologia iracheno che, venuto in Italia su invito del ministro Luigi Nicolais, ha incontrato il presidente del CNIPA Livio Zoffoli e chiesto all’Italia di collaborare con il suo governo per mettere in piedi un “sistema CNIPA” in Iraq. Una prospettiva affascinante che però dovrà inevitabilmente fare i conti con la gravissima e apparentemente irrisolvibile situazione irachena.