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Stati Uniti, gli impiegati federali bloggano per stare vicino alla gente

“Siamo impiegati del Governo federale e lavoriamo negli uffici dell'”Office of Citizen Services and Communications” presso la “U.S. General Services Administration”. Ogni giorno nel nostro lavoro abbiamo a che fare con una enorme quantità di informazioni e servizi che possono migliorare la vostra vita […] Vogliamo condividere queste risorse con voi e vogliamo farlo in modo nuovo, con il nostro blog”.

Questa la breve ma significativa presentazione del blog Gov Gab, recentemente lanciato dal Governo statunitense ed edito da ben sei autori. La nitida chiarezza con cui, folgorante, si palesa l’utilità di uno o più blog simili a questo nella labirintica Pubblica Amministrazione nostrana, lascia spazio a pochi commenti.

Vale tuttavia la pena notare due cose: la prima è che, nel loro giorno di “servizio” come editor, gli autori di Gov Gab sono dispensati del tutto o in parte dal loro lavoro “standard” così da poter scrivere post ma anche moderare i commenti, rispondere alle domande, gestire insomma la community. Una scelta lungimirante e probabilmente anche motivante per i dipendenti.

La seconda è che il blog integra le giuste tecnologie includendo in ogni post la possibilità di commentare, linkare, e condividere (su Technorati, Digg e Del.icio.us) ciascun post. Segno questo che gli americani, fiutata l’importanza di entrare nella conversazione, hanno scelto di affidarsi ad esperti per sviluppare il servizio.

Qui da noi, al contrario, siamo passati dal disinteresse all’improvvisazione con rapidità addirittura fulminea.

Meglio l’e-learning

“Assomma cautelativamente ad almeno 35 milioni di € l’anno l’onere, in termini di tempo di spostamento e di minor produttività, che la sola Pubblica amministrazione centrale deve sostenere per la partecipazione dei propri dipendenti ai corsi di formazione. Soltanto nel 2006 sono stati circa un milione quelli che hanno preso parte, soprattutto in sedi diverse da quella di lavoro, a lezioni di aggiornamento o di perfezionamento, con una media di 2 ore al giorno impiegate nei trasferimenti. La risposta al contenimento di questo rilevante costo è l’uso della formazione a distanza mediante le nuove tecnologie informatiche, l’e-Learning, e le ‘istruzioni per l’uso’ sono contenute nel ‘Vademecum per la realizzazione di progetti formativi in modalità e-Learning nelle PA'”. Lo dice oggi il CNIPA. Ogni commento mi sembra superfluo.

Camera .it, nuovo sito “a prova di Bertinotti”

La Camera ha un nuovo sito talmente accessibile da essere alla portata persino di Bertinotti, (lo dice lui, non io). Confrontatelo con il vecchio e poi ditemi se, secondo voi, con il rinnovamento ci ha perso o guadagnato. Così, a colpo d’occhio, a me sembra più leggibile e ordinato, ma anche un po’ più triste. E c’è anche l’immancabile chicca.

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CNIPA “da esportazione”

L’informatica nella pubblica amministrazione italiana? Un modello “da esportazione” che potrebbe essere adottato persino nel tormentato Iraq. Parola di Raed Jahid Fahmi, ministro della Scienza e della Tecnologia iracheno che, venuto in Italia su invito del ministro Luigi Nicolais, ha incontrato il presidente del CNIPA Livio Zoffoli e chiesto all’Italia di collaborare con il suo governo per mettere in piedi un “sistema CNIPA” in Iraq. Una prospettiva affascinante che però dovrà inevitabilmente fare i conti con la gravissima e apparentemente irrisolvibile situazione irachena.

La classifica globale dell’e-government

Giunto ormai alla sua sesta edizione, il “Global E-Government Full Report 2006” è un ambizioso studio realizzato dal Center for Public Policy della Brown University per definire lo stato dell’e-government a livello planetario. La ricerca prende in esame 1782 web site governativi di 198 paesi: il risultato è una significativa classifica che quest’anno vede al primo posto la Corea Del Sud, balzata in testa direttamente dall’86esima posizione conseguita l’anno precedente. Seguono Taiwan e Singapore, rispettivamente al secondo e terzo posto, mentre gli Stati Uniti sono solo quarti. L’Italia, manco a dirlo, si è classificata 34esima pur migliorando di 19 posizioni la precedente performance. Meglio di noi nazioni hanno fatto nazioni europee come Germania, Francia, Spagna, Irlanda e Gran Bretagna, ma anche paesi “insospettabili” come l’Azerbaijan, l’Ucraina e la Turchia.

Per saperne di più:

– Global E-Government Press Release, 2006 (PDF)
– Global E-Government Full Report, 2006 (PDF)

La lenta avanzata dell’e-Government

Oggi a Roma è stato presentato il “9°rapporto sulle Città digitali”, realizzato da Rur in collaborazione con il Censis e per conto del Ministero per le riforme e l’innovazione nella pubblica amministrazione. Attraverso l’analisi di 500 siti istituzionali (20 regioni, 102 province, 103 comuni capoluogo di provincia, 92 comuni sopra e 183 sotto i 40 mila abitanti), lo studio ha cercato di rispondere a una semplice domanda: “A che punto è l’innovazione tecnologica nell’amministrazione pubblica italiana a livello territoriale?” La risposta, complessa ed articolata, la trovate nel comunicato stampa censis. Se però non avete pazienza di leggerla, potete saziarvi con questo breve sunto: in Italia l’e-Governemnt sta lentamento prendendo piede, tanto da indurre gli analisti a un cauto ottimismo. La strada da percorrere resta tuttavia ancora lunga.

Per saperne di più:

– Censis: “9°rapporto sulle Città digitali

Open Source Government

Padoa Schioppa è stato chiaro: riassestare le casse dello Stato costerà sacrifici e impone fin d’ora consistenti tagli alla spesa pubblica. Sta bene, rispondono dall’hacklab di Caserta, ma perchè non cominciare proprio con una bella migrazione delle Pubbliche Amministrazioni verso sistemi operativi, applicativi e piattaforme Open Source? Un’idea mica male, alla quale chiunque può aderire firmando l’apposita petizione e scendendo in piazza il prossimo 20 luglio davanti alle Poste centrali di Roma.

(Via Punto-Informatico)

L’innovazione tecnologica nella PA

Come puntualmente annunciato, oggi Livio Zoffoli, presidente del Cnipa, ha descritto in una relazione lo stato della riforma digitale dell’apparato pubblico. Durante la presentazione rapporto annuale 2006, Zoffoli ha in particolare sottolineato la necessità di agire “sia sul versante dell’offerta di e-Government, affinché tutti i dirigenti pubblici comprendano appieno le potenzialità della digitalizzazione; sia su quello della domanda, affinché cittadini ed imprese si avvalgano delle semplificazioni e dei benefici, anche economici, indotti dall’e-Government”. Hai detto niente.

Per saperne di più:

– CNIPA: “La riforma digitale per recuperare la produttività e la crescita del sistema paese” (comunicato stampa in PDF)

La PA sotto la lente del CNIPA

Domani Livio Zoffoli, Presidente del Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA), farà il punto sul processo di modernizzazione della Pubblica amministrazione italiana. A Roma, nel Complesso Monumentale del Santo Spirito, a partire dalle 11.30, rappresentanti del Governo, delle principali istituzioni, dei vertici delle Amministrazioni Pubbliche e del mondo dell’imprenditoria ascolteranno Zoffoli – si spera con attenzione – mentre tratteggia “sia le luci che le ombre di un impegnativo percorso che non è soltanto strettamente tecnologico, ma che racchiude in sé una forte componente culturale ed umana”. E scommetto su una netta preponderanza delle ombre.