Stati Uniti, gli impiegati federali bloggano per stare vicino alla gente

“Siamo impiegati del Governo federale e lavoriamo negli uffici dell'”Office of Citizen Services and Communications” presso la “U.S. General Services Administration”. Ogni giorno nel nostro lavoro abbiamo a che fare con una enorme quantità di informazioni e servizi che possono migliorare la vostra vita […] Vogliamo condividere queste risorse con voi e vogliamo farlo in modo nuovo, con il nostro blog”.

Questa la breve ma significativa presentazione del blog Gov Gab, recentemente lanciato dal Governo statunitense ed edito da ben sei autori. La nitida chiarezza con cui, folgorante, si palesa l’utilità di uno o più blog simili a questo nella labirintica Pubblica Amministrazione nostrana, lascia spazio a pochi commenti.

Vale tuttavia la pena notare due cose: la prima è che, nel loro giorno di “servizio” come editor, gli autori di Gov Gab sono dispensati del tutto o in parte dal loro lavoro “standard” così da poter scrivere post ma anche moderare i commenti, rispondere alle domande, gestire insomma la community. Una scelta lungimirante e probabilmente anche motivante per i dipendenti.

La seconda è che il blog integra le giuste tecnologie includendo in ogni post la possibilità di commentare, linkare, e condividere (su Technorati, Digg e Del.icio.us) ciascun post. Segno questo che gli americani, fiutata l’importanza di entrare nella conversazione, hanno scelto di affidarsi ad esperti per sviluppare il servizio.

Qui da noi, al contrario, siamo passati dal disinteresse all’improvvisazione con rapidità addirittura fulminea.

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Un pensiero su “Stati Uniti, gli impiegati federali bloggano per stare vicino alla gente

  1. markingegno

    Mi sembra un chiaro esempio di quei casi in cui il “modello americano” difficilmente potrebbe essere esportato qui in Italia.

    Il livello di competenza medio in tema di web e comunicazione all’interno delle PA nostrane, abbinato al dinamismo tipico del bradipo di chi lavora in Enti pubblici, porterebbe a conseguenze disastrose.

    Tipo la Presidenza della Regione Sicilia, dove ci sono oltre 30 caporedattori e nessun redattore semplice [da: Le Iene]

    Serve un cambiamento culturale, prima che delle tecnologie o degli strumenti.

    Detto questo sarei lieto di essere smentito, e chiaramente eccezioni ce ne sono. Purtroppo pero’ sono eccezioni e non la regola.

    Rispondi

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