In Rainbows è andato a ruba. Letteralmente.

Io l’avevo detto:apprezzo l’iniziativa senza precedenti con cui i Radiohead fanno pagare “a sottoscrizione” il nuovo album In Raimbows, ma la disintermediazione funziona solo se i fan non sono degli spilorci.

Ora si scopre che “il 62% degli 12 milioni 1,2 milioni” di acquirenti del disco non ha “donato” nulla. Gli altri hanno elargito da 3,20 euro (gli inglesi, più taccagni) fino a un massimo, peraltro raramente, di 8,30 euro. Ritengo che questa gente meriti di pagare un cd 40 euro.

Tre download “gratuiti” su cinque mi sembrano insomma decretare, almeno per il momento, il fallimento dell’iniziativa.

Chi è d’accordo?

Per saperne di più:

– Comscore press release

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14 pensieri su “In Rainbows è andato a ruba. Letteralmente.

  1. Andre

    Un mio amico ha appena realizzato il suo primo CD prodotto da una major. Il costo del CD al pubblico è di 15 euro, ma lui ci guadagna 15 centesimi a copia.
    Se vendesse online, e solo 1 acquirente su 100 pagasse il prezzo pieno, con gli altri 99 che scaricano a sbafo, guadagnerebbe comunque la stessa cifra.

    Visto che il rapporto dei Radiohead non è di 1 a 100, ma di 1 a 3, secondo me si tratta di tutt’altro che un fallimento.

    Rispondi
  2. Zen

    tutt’altro che un fallimento. la penso come quintarelli: 5 milioni di copie vendute in 3 settimane nn sn poche. Per l’artista poi si parla di triplicazione dei guadagni per copia ed di oltre 10 milioni di euro (se la memoria non mi inganna). Ci hanno guadagnato i Radiohead e i consumatori. La distribuzione ci ha perso sui 9 dollari: infatti c’erano dei costi di transazione di poco più di un dollaro.

    ciao
    z

    PS naturalmente nn voglio fare un discorso moralisteggiante usl fatto che i Radiohead avevvano dichiarato che l’album nn sarebbe finito nei negozi e invece accadrà.

    Rispondi
  3. Ferd

    Più che un fallimento è un successo. Secondo me Bonacina e Quintarelli hanno piu’ di una ragione:
    http://bonacina.wordpress.com/2007/11/08/punti-di-svista/
    http://blog.quintarelli.it/blog/2007/11/critica-allrtic.html
    L’articolo del Corriere è scritto male soprattutto perché, come dice Bonacina “non credo si possa parlare di fallimento, semplicemente perché non ritengo che i risultati di questa iniziativa possano essere misurati con i canoni tradizionali. E’ una cosa molto diversa, per cui a mio avviso va valutata con un metro diverso”. Inoltre l’articolo riporta dati errati.

    Rispondi
  4. Anonimo

    Allora:

    Innanzitutto grazie per aver commentato portando informazioni e idee assai preziose. Ciò detto,

    punto uno: per una volta che vado di fretta e, saltando da una città dell’Europa all’altra, mi accontento di consultare solo una “blasonata” testata giornalistica nostrana, questa cambia in corsa i dati pubblicati nel pezzo. Così le uniche parole che ho copiato e incollato nel post, ovvero “il 62% dei 12 milioni”, sono improvvisamente diventate “1,2 milioni”. E, badate bene, senza che compaiano cancellature evidenti, con buona pace di chi ha letto l’articolo prima della correzione e non si accorgerà mai della differenza.

    Punto due: a me sembra che i fan siano sempre 12 milioni. La fonte del Corriere, dichiarata con tanto di link, è il Daily Mail. Vi si legge:

    “The band are one of the biggest selling acts in music history, a feat bellied by the staggering 12 million fans who have rushed to download the album since it’s release last month.”

    Poi si precisa che chi ha rivelato il dato, cioè Comscore, monitora circa due milioni di utenti internet.

    Insomma, sebbene non sia chiaro se questa azienda parli perchè sa o perchè ha fatto dei sondaggi sul suo campione di utenti, a me pare proprio che l’articolo parli ancora, e chiaramente, di “12 milioni di fan che si sono precipitati a scaricare l’album dopo la sua release il mese scorso”.

    SE sbaglio ancora spiegatemi perché e correggo subito il post

    punto tre: perchè parlo di fallimento? Perchè l’onestà intellettuale dei radiohead è stata tradita, ripagata da due terzi dei fan con moneta falsa. Anzi, neanche con quella.

    Anche volendo ammettere che la band abbia guadagnato di più con questo nuovo sistema di vendita che passando attraverso una major (cosa tutta da dimostrare e che mi riprometto di verificare), resta tuttavia il fatto che una band stra affermata con milioni di fan è in grado di “fare business” con l’economia del dono. Milioni download son soldi anche se pagano poco e in pochi.

    Se però sei una band meno famosa o emergente, allora sei del gatto.

    Colpa degli spilorci di cui sopra, che per non dare qualcosa quando potevano scegliere se farlo o meno, ora dovranno continuare a pagare i soliti 30/40 euro per un CD.

    E noi con loro

    Rispondi
  5. Anonimo

    Sempre sul punto due: ok, non avevo visto il link a comscore. dunque gli utenti che hanno scaricato sono 1,2 milioni.

    Il daily mail ha sbagliato a scrivere. Il corriere a copiare. Io faccio bene a non fidarmi. La prossima volta andrò come al solito a leggere direttamente la fonte. Comscore in questo caso. altrimenti è meglio non scrivere affatto.

    Ciò detto, il dato porta acqua al mio mulino:

    Data una folla moceanica di fans, 1,2 milioni di download sono già pochi di persé, ma diventano una miseria se a pagare sono due su 5. Ribadisco: è sostanzialmente un fallimento

    Rispondi
  6. [mini]marketing

    sinceramente vedo il bicchiere mezzo pieno. il 40% ha pagato. gli altri lo avrebbero comunque scaricato dal p2p. e come ha scritto andreutti, hanno avuto una visibilità (e un db di nominativi) che valgono anche i soldi mancanti dal 60% portoghese.
    francamente non vedo perche’ lo stesso ragionamento – in scala – non dovrebbe valere per band poco famose (anzi, voglio vedere chi ha il cuore di non dare 1 euro a gente non ricca come i radiohead).
    ciao
    gluca

    Rispondi
  7. Ferd

    C’e’ anche da tener presente che questa iniziativa ha permesso anche a molti utenti che non conoscevano i Radiohead di accedere alla loro musica, anche solo per sentirli e capire se gli piacevano o meno. e che comunque gli 1,2 milioni sono parte di quel campione di 2 milioni monitorato da comScore. C’e’ margine per qualsiasi speculazione/rumor, a questo punto.

    Rispondi
  8. matteo

    Tre download “gratuiti” su cinque mi sembrano insomma decretare, almeno per il momento, il fallimento dell’iniziativa.

    mi pare che l’obiettivo primario dei RH con questa iniziativa non fosse quello di fare cassa col nuovo CD, ma piuttosto di lavorare sul “brand” Radiohead.

    il vero risultato della strategia è stato il buzz che si è generato e che siamo qui a parlare di una band che (anche per le ultime scelte stilistiche) rischiava di finire relegata ad una “nicchia”, e non sarebbe sicuramente stata sulla bocca di tutti, come oggi.

    Rispondi
  9. Zen

    Ciao Alessio,

    due puntualizzazioni.

    Scrivi “punto tre: perchè parlo di fallimento? Perchè l’onestà intellettuale dei radiohead è stata tradita, ripagata da due terzi dei fan con moneta falsa. Anzi, neanche con quella.”

    Secondo me, non si parla di 2 terzi di fans. Non tutti quelli che han scaricato sono fans, bensì semplici curiosi et sim. Sn più che sicuro che i veri fans siano stati più che geenrosi: i RH sono un gruppo attorno al quale c’è forte coesione. Prova a parlare con uno di loro…:)

    E poi nn parlerei manco troppo di onestà intellettuale da parte di RH: erano infatti partiti dicendo che il cd nn sarebbe stato dipsonibile e, novità dell’altroieri, invece lo sarà, pubblicato da un’etichetta indipendente.

    ciao
    z

    Rispondi
  10. Roberto Chibbaro

    Non solo i Radiohead hanno fatto cassa, ma vogliamo parlare del costo di una campgna pubblicitaria massiccia come quella che ci fà parlare adesso di questo caso?

    Secondo me l’operazione è stata un gran successo…

    Rispondi
  11. Feba

    Io sono del parere che l’operazione sia stata comunque un successo. Di nuovo, stiamo considerando solo gli introiti e non il ritorno di immagine e il buzz, che sono difficilmente quantificabili. Non stiamo considerando le mancate uscite per la produzione di una campagna con gli stessi effetti. Non stiamo considerando il database ottenuto, che contiene informazioni su circa 1,2 milioni di persone (volendo utilizzare questo dato approssimativo); non oso immaginare le spese necessarie per ottenere lo stesso database con altri mezzi… In sostanza, dal mio punto di vista l’operazione è stata un successo. Staremo a vedere…

    Rispondi
  12. mat

    A mio parere avete ragione tutti, solo cheognuno focalizza un obbiettivo differente.
    Dal punto du vista economico dell’iniziativa, se al isoliamo, il bicchiere sarà anche mezzo pieno o mezzo vuoto, ma se senza questa iniziativa avessero venduto i cd a prezzo pieno allo stesso numero di utenti non ci sarebbero dubbi sul verdetto: fallimento.

    Se l’obbiettivo è invece il buzz ed i ritorni di immagine, un po’ come Gabetti su SL i ritorni vanno cercati nel risparmio in comunicazione.

    Vendere di più, risparmiare di più, far parlare di se di più…quale sarà stato il loro obbiettivo vero?

    Rispondi
  13. viralavatar

    tutt’altro che insuccesso. Tutto ciò a creato un buzz enorme per i radiohead prima ancora che uscisse l’album. Adesso con i dati alla mano il buzz è ritornato. Tutto ciò genera interesse e guadagno. I Radiohead ci hanno comunque guadagnato anche se 3 su 5 non hanno pagato il file. Lo avrebbero cmq scaricato gratuitamente su Emule.. Quindi ricapitolando. Grande buzz, milioni di copie vendute e un tour che costerà assai caro per le tasche dei fan…

    Chi sono quindi i Danger Thieves?

    Rispondi

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