Vicini di Ebay

In reazione ai sondaggi che ne danno in calo l’appeal sul pubblico planetario, il sito d’aste on line Ebay si rinnova e annuncia un proprio servizio di social networking, nome in codice “Neighborhoods”:

“la funzione ‘Neighborhoods’ consente agli utenti di postare foto, recensioni di prodotti, consigli e feedback dando luogo ad un esperienza visuale molto più ricca e interattiva rispetto al classico Ebay Discussion Forum”.

Un cambiamento che ricorda da vicino certe feature disponibili su Amazon.com. Non deve essere un caso: secondo l’Associated Press, infatti, sempre più utenti Ebay si starebbero “trasferendo” sulla piattaforma del megastore online o su omologhi come Overstock.com o uBid.

La strana coppia Ibm-Linden Lab

Quando ci siamo conosciuti a Milano lo scorso giugno, David Orban ha condiviso con me la sua visione sul futuro dei mondi virtuali on line come Second Life o World of Warcraft: “La questione non è se i mondi virtuali sono qui per restare, perchè questo è fuor di dubbio – mi spiegava con entusiamo – La vera questione è come fare a renderli interoperabili. All’alba di internet anche i primi provider non comunincavano tra loro e distribuivano posta elettronica solo ai loro rispettivi utenti. Oggi l’interoperabilità di tali piattaforme è un dato di fatto scontato e sono certo che presto lo diventerà anche per gli universi 3D on line. E’ solo questione di tempo”.

Ora, a quattro mesi di distanza, provate a mettere in relazione queste interessanti affermazioni con l’annuncio, fresco di stampa, che il colosso tecnologico IBM e la software house creatrice di Second Life, Linden Lab, lavoreranno assieme per realizzare l’interoperabilità tra mondi virtuali e consentire agli utenti di usare una “single online persona in different online services”. E’ un passo in avanti che sono gli stessi utenti ad esigere, ma anche fortemente “motivato” da centinaia di milioni di dollari di investimenti nel settore.

David aveva ragione.

Sony crea una divisione dedicata all’In-Game Ad

Preso atto della crescita costante registrata dall’In-Game advertising, il colosso giapponese Sony ha visto la luce e creato una business unit che si occuperà specificamente di gestire le strategie della compagnia in questo promettente settore.

Sebbene non siano disponibili ancora i dettagli, si sa già che la nuova divisione sarà guidata da Darlene Kindler, ex dipendente Nintendo, e che dovrà gestire campagne pubblicitarie su tutte le piattaforme Sony Playstation.

Insomma, si direbbe che Sony abbia incassato il colpo derivante dalle “scarse” vendite della PS3 – 4 milioni e mezzo di pezzi contro gli 11 milioni di Wii piazzati dalla concorrente Nintendo nello stesso periodo di tempo – e si stia organizzando per attivare nuove fonti di guadagno legate alle sue console. Ne vedremo delle belle.

Per saperne di più:

– Sony press release

Intel chiede alla rete “consigli per gli acquisti”

Forse incoraggiata dalla positiva esperienza di Dell con il suo IdeaStorm, anche l’onnipotente Intel ha deciso di lanciare CoolSoftware, un sito Digg-like dove gli utenti possono postare – badate bene – “informazioni riguardanti nuove e interessanti software company”. Sempre agli utenti spetterà poi il compito di votare la startup che giudicano, per usare le parole di intel, più “cool”.

Lo scopo? Ufficialmente CoolSoftware nasce per mettere a frutto la tanto lodata “intelligenza collettiva” al fine di individuare nuove aziende meritevoli di uno spazio in prima pagina.

Per quanto mi riguarda, ci vedo anche e soprattutto una precisa e circostanziata richiesta di “consigli per gli acquisti”. Anzi, per le acquisizioni.

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Zolve, il social network degli agenti immobiliari

Ci sono poche cose che posso essere definite ordinarie nella storia che culmina, oggi, nel debutto di Zolve, “a Social Network for Real Estate Agents”. L’idea è di per sé fortemente innovativa persino per il mercato immobiliare americano: creare un social network di agenti immobiliari fornendo loro tutti gli strumenti propri del web 2.0 (dal blog a Google Maps) per conoscersi, interagire, scambiarsi informazioni, collaborare e fare business.

Una specie di facebook a pagamento del real estate market il cui progetto è stato concepito – pensate un po’ – a Baghdad. L’idea è venuta ad un agente immobiliare americano che, prima di essere richiamato alle armi per servire in Iraq, non aveva mai neanche sentito nominare Facebook o MySpace. Li ha scoperti al fronte grazie ai suoi commilitoni, (che notoriamente ne fanno largo uso), ha imparato ad usarli e li ha sfruttati per cercare di restare in contatto con il proprio ambito professionale. Da qui l’idea di Zolve fatta poi realizzare da un’azienda software indiana.

Alcune caratteristiche degne di nota: ogni agente immobiliare avrà la possibiltà di segnalare un cliente a un collega e avrà diritto al 25/30 per cento di commissione se tale segnalazione si conclude in un affare. Gli utenti di Zolve avranno inoltre la possibilità di mettere in evidenza la propria professionalità e conoscenza del mercato sia bloggando, sia ricevendo un punteggio per ogni transazione portata a termine. Tale punteggio contribuirà ad accrescerne l’autorevolezza, secondo il ben collaudato modello di Ebay.

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Agli investitori il mondo piace “virtuale”

Oltre un miliardo di dollari. E’ quanto “Venture capital, technology and media firms” hanno investito dall’ottobre 2006 allo stesso mese del 2007 in 35 aziende legate all’indotto dei cosiddetti mondi virtuali online (es: Second Life).

Lo rivela un rapporto realizzato da Virtual Worlds Management, che documenta anche quanto ciascuna delle aziende censite abbia incassato in finanziamenti. Dando una rapida scorsa alle cifre, si scopre subito che oltre l’ottanta per cento del miliardo sopramenzionato è andato a due sole aziende:

1) Club Penguin, acquisita per 700 milioni di dollari dalla Walt Disney
2) Havok, azienda specializzata nella grafica per mondi virtuali tridimensinali, acquisita per 110 milioni di dollari dalla Intel .

Il resto se lo sono spartito 33 aziende. Come, lo chiarisce un’utile tabella riassuntiva liberamente consultabile.

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YouTube, Google batte cassa con AdSense

Google ha trovato il modo di fare soldi con YouTube. Poco meno di un anno fa, il motorone di ricerca acquisiva il sito di video sharing più famoso al mondo per la modica cifra di un miliardo e mezzo di dollari. Al tempo in molti si domandarono come Mountain View avrebbe fatto a rientrare dell’investimento, specie considerando che YouTube aveva costi di gestione enormi ed era in perdita costante.

Oggi arriva la risposta ufficiale: l’azienda di Mountain View annuncerà in giornata l’avvio ufficiale di un programma di distribuzione sul circuito AdSense dei video disponibili su YouTube, che circoleranno portando in dote advertising sotto forma inserti grafici (all’inizio e/o alla fine del filmato) oppure di link visibili “along the video bottom”.

“The online search and advertising leader said late on Monday it is linking affiliated Web sites in its Google AdSense network with YouTube video creators to offer an alternative to current ways of supporting online video through advertising.” (Reuters)

Il programma veniva testato già dall’inizio di quest’anno, ma ora viene ufficialmente allargato a tutto il network AdSense. Ovviamente non tutti i contenuti video saranno subito disponibili per “uso commerciale esterno”: si parte con quelli forniti da un centinaio di provider professionali che hanno ufficialmente autorizzato l’uso del proprio materiale per scopi commerciali al di fuori del sito di video sharing. In un secondo momento Google dovrebbe tuttavia dare anche ai singoli prosumer la possibilità di diventare “fornitori” del network.

MSNBC.com acquisisce Newsvine

La joint venture tra Microsoft e il network televisivo NBC ha acquisito Newsvine, “Social news site” che fornisce ai propri utenti, sparsi in tutto il mondo, gli strumenti necessari a segnalare notizie scovate nel web (stile digg), a pubblicare contenuti scritti di proprio pugno e a commentare quelli scritti da altri.

Il costo dell’operazione resta per ora ignoto. Quel che si sa è che, prima dell’acquisizione, Newsvine aveva raccolto circa un milione e mezzo di dollari in venture capital.

L’accordo, le cui trattative erano state avviate già lo scorso maggio, segna una decisa svolta nella politica editoriale di MSNBC.com all’insegna del cosiddetto citizen journalism. Se ciò sia un bene o un male, lo scopriremo presto.

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Il videoblog secondo Gigi D’Alessio

Due modi diversi di interpretare le potenzialità della rete al fine, sacrosanto, di fare business nel settore musicale. Da un lato ci sono gli inglesi Radiohead, che annunciano e vendono il loro prossimo album on line secondo la formula – rivoluzionaria – del “No label, no shop, no price”. Disintermediazione totale, dove il prezzo lo decide il fan e le case discografiche restano a bocca asciutta.

Dall’altro c’è il “nostro” Gigi D’Alessio che, titola l’Ansa, “lancia il suo videoblog” per annullare “le distanze con i suoi tanti fan”. Il nuovo “blog” debutta domani e – badate bene – risiederà su una piattaforma realizzata da Mobaila con le seguenti caratteristiche: sarà accessibile solo tramite videofonino e, soprattutto, solo a pagamento.

Posso solo prendere atto della distanza siderale che separa le due iniziative, originate da due interpretazioni radicalmente diverse, se non antitetiche, delle opportunità economiche insite nel social networking.