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Di Facebook e dell’odio contro Berlusconi

Giovedì scorso ho partecipato alla diretta di Rainews24 con Dania Mondini per parlare del gruppo Facebook che inneggia all’uccisione di Silvio Berlusconi (e che nel frattempo ha cambiato nome varie volte e raggiunto 34 mila iscritti). Il giorno dopo le informazioni raccolte prima di partecipare alla trasmissione mi hanno consentito di beccare in castagna Repubblica.it e CNR Media.

Ora il video è online sul sito del canale All News.

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Repubblica e CnrMedia sbagliano, il gruppo Facebook anti-Berlusconi è ancora lì

Update: Repubblica ha raccolto la segnalazione (pur evitando accuratamente di citare la fonte) e aggiornato il pezzo, raggiungibile sempre allo stesso link che trovate qui sotto (qui invece lo screenshot del pezzo com’era prima). Al momento CNRMedia porta ancora la “notizia” sbagliata.

Update 2: ora anche CNR Media ha aggiornato il pezzo. Cosa notevole, nel sito subito sotto l’aggiornamento, è disponibile anche il pezzo iniziale con l’informazione errata. In questo modo l’agenzia dà intelligentemente la possibilità ai lettori di ricostruire l’errore e avere l’informazione corretta in maniera trasparente.

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Scrive stamani Repubblica:

Facebook oscura il gruppo “Uccidiamo Berlusconi”
ROMA – Il gruppo nato su Facebook “Uccidiamo Berlusconi” è stato oscurato. Ne dà notizia CnrMedia.com. “Restano alcuni ‘cloni’ simili -viene rilevato- ma la denominazione originaria è stata cancellata dal social network. L’azienda di Palo Alto ha quindi risposto subito agli inviti del Governo italiano”.

La notizia è tratta da CnrMedia:

Il gruppo “Uccidiamo Berlusconi” di Facebook è stato oscurato. On-line ci sono ancora gruppi simili (dei cloni, come si dice in gergo) ma il gruppo originario è stato cancellato dall’azienda di Palo Alto che ha così obbedito alle richieste del Governo. Solo Facebook, infatti, poteva intervenire direttamente in così poche ore. Intanto nascono sul social network altri gruppi simili.

(CNR Media – 23/10/09)

Purtroppo è una collossale cantonata. Il gruppo, infatti, è ancora lì, forte dei sui 23mila membri, solo che ha cambiato varie volte nome tra ieri e questa mattina e quindi risulta difficile da trovare se non si dispone del link diretto e si passa per il motore di ricerca del social network.

Ieri sera i suoi admin avevano cambiato nome in “berlusconi,ora che abbiamo la tua attenzione…RISPONDI ALLE NOSTRE DOMANDE.”, con la frase sulla foto del premier che cambiava da “Uccidiamo Berlusconi” a “Berlusconi Vattene”; poi si era passati a “Uccidiamo Politicamente Berlusconi” e, infine, stamattina si è tornati alla versione che chiede l’attenzione del premier.

Immagino il collega di CNRMedia che fa la sua ricerca dentro Facebook, non trova in nessun modo il gruppo e trae le sue conclusioni, quindi scrive che gli amministratori in persona del social network hanno chiuso il gruppo dando seguito alla proteste del Governo perche “solo loro potevano farlo così in fretta”.

Un errore da dilettanti.

Impossibile a questo punto non citare il bel post di Luca Sofri intitolato “Il futuro dei media è fare le cose per bene”:

I media tradizionali accusano la rete di devastare la qualità dell’informazione in quattro modi diversi.
– Uno è la diffusione di notizie infondate, inaffidabili, false, non verificate. […]
Quando alla Gazzetta dello Sport mi proposero una rubrica settimanale di notizie uscite sui giornali che poi si sarebbero rivelate false (o che lo erano già palesemente) fui preoccupato di trovare materiale con abbastanza frequenza. Oggi, due anni e mezzo dopo, quella rubrica potrebbe avere frequenza doppia, e costituisce un repertorio indiscutibile di prove a carico dell’inaffidabilità dell’informazione italiana. Ci sono sostanzialmente tre tipi di falsità giornalistiche: quelle per cialtroneria che non sa e non controlla, quelle per adesione a un comunicato stampa o sondaggio, quelle per tifoseria politica. Vi mostro un po’ di esempi.