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Marten Mikos – Lasciare che i figli imparino ad affrontare i problemi da soli

Marten Mikos, senior vice president di Sun Microsystem, ha tre figli di età compresa tra 12 e 18 anni: «All’inizio ero solito proibire loro l’uso di Internet – racconta – ma ora non più. So che i miei figli possono vedere cose scioccanti e credo debbano saperle affrontare da soli. Io non li sorveglio perché non voglio farli vivere in uno “Stato di Polizia” e perché credo che troverebbero comunque il modo di aggirare regole e restrizioni».

E se oggi dovessero pubblicare in rete informazioni che fra trent’anni potrebbero metterli in imbarazzo? «Andiamo verso un’epoca in cui il problema riguarderà un po’ tutti e quindi smetterà di essere tale. In cui l’aver pubblicato qualcosa di imbarazzante a 15 anni non ci impedirà di essere eletti Primo Ministro a 50». Ma quale consiglio darebbe Mickos ai genitori più apprensivi?

«Fate come fareste nel mondo reale: accompagnate i vostri figli in rete spiegando loro passo passo cosa fare e non fare. Se c’è fiducia, poi saranno loro a venire da voi per chiedervi consiglio quando serve. In ogni caso non sono contrario a bloccare alcuni contenuti, così come quando ero piccolo io mi si impediva di vedere certi programmi alla tv. Attenzione però, – conclude – perché quando si vieta qualcosa a un bambino si scatena la sua curiosità. E’ il limite del semplice proibire».

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Questa breve intervista è parte dello speciale “Bambini a più dimensioni” pubblicato su Nova24 del 14 maggio. Per consultare il resto dell’inchiesta, segui i link di seguito

Vedi anche:
– Il pezzo d’apertura dello speciale “Bambini a più dimensioni”
– David Weinberger: “Educare i figli a discernere il vero dal falso”
– Dave Sifry: “Tutto resterà per sempre documentato in Rete
– Yossi Vardi: Dare ai giovani accesso alla rete e un codice etico per gestirla
– Doc Searls – Tenere i bambini lontano dalla tecnologia il più a lungo possibile
– Joi Ito – Non dobbiamo creare analfabeti digitali
– Maryssa Mayer – Internet porta in dote più benefici che rischi
– Chris Anderson – Navigazione protetta e accesso alle fonti di informazione come Wikipedia

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Il rapporto tra bambini e Rete visto dagli internet guru

Con questo pezzo d’apertura, inizio la pubblicazione a puntate dello speciale dal titolo “Bambini a più dimensioni” uscito con Nòva24 numero 173 del 14 maggio. Una piccola inchiesta realizzata per raccontare ai genitori italiani, specie a quelli “non digitali”, come i guru della Rete gestiscono o gestirebbero rischi e opportunità derivanti dall’incontro tra i loro giovani figli e Internet. Non una guida, ma una serie di pareri autorevoli (parlano Dave Sifry, Yossi Vardi, Doc Searls, Don Tapscott, Cory Doctorow, Marissa Mayer, David Weimberger e il nostro Stefano Quintarelli, solo per citarne alcuni) sui quali riflettere insieme.

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Bambini a più dimensioni

«Internet è il più potente strumento di comunicazione mai posseduto dall’uomo e, nel prossimo futuro, la sua comparsa sarà indicata come un altro dei punti di svolta nell’evoluzione della razza umana, alla stregua dell’invenzione della stampa o della scrittura stessa». A parlare è Yossi Vardi, storico imprenditore della rete, secondo cui la cosa più importante nel rapporto tra genitori e figli “digitali” è «dare loro un solido sistema di valori con cui poter misurare le proprie azioni quando sono in rete».

L’Internet guru ci propone insomma una visione del rapporto tra giovani e rete antitetica rispetto a quella di molti genitori “non digitali”, nel cui tormentato immaginario i figli appaiono come automi imbambolati davanti a un computer ed esposti a ogni genere di predatore sessuale. Terrorizzati, padri e madri “analogici” reagiscono nel modo più semplice: proibendo l’uso di ciò che non comprendono.

Eppure vietare è generalmente inutile:

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Mårten Mickos e le fondamenta del nuovo web

Di seguito l’intervista con l’allora Senior VP del Database Group di Sun Microsystems pubblicata il 30/07/08 su Nova24, IlSole24Ore.

Guardare lontano, sapersi distinguere, non arrendersi davanti agli inevitabili fallimenti ma anzi andare avanti con intatto entusiasmo. E poi ancora dominare il proprio ego e, se necessario, sacrificarlo in favore di un confronto costante e costruttivo con il mondo esterno.

Si possono riassumere così gli ingredienti della ricetta con cui l’ingegnere finlandese Mårten Mickos, fino a gennaio CEO di MySQL ed oggi Senior VP del Database Group in Sun Microsystems, ha portato la sua azienda alla recente acquisizione per un miliardo di dollari da parte della multinazionale guidata da Jonathan Schwartz.

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