Archivio mensile:dicembre 2006

Il personaggio dell’anno non è italiano

Time ha scelto il personaggio dell’anno: il popolo del web 2.0, protagonista del cambiamento nell’era dell’informazione partecipata. E mentre Massimo, caustico come sempre, stigmatizza questa scelta, l’Ansa conferma i miei peggiori timori: sulla copertina della prestigiosa rivista non c’è posto per noi italiani, inevitabilmente esclusi per cronica carenza di collegamenti internet.

UPDATE: vi segnalo il delizioso editoriale di Nora Ephron che, dalle pagine dell’Huffington Post, copre di sonore legnate Time magazine. Davvero non perdere.

Anche Sony ha il suo bel Flog

Dopo i Flog messi in piedi dall’allegro duetto Walmart-Edelman, questa volta è nientemeno che il gigante Sony a sbattere il cranio contro la dura realtà della blogosfera: non puoi lanciare un Fake Blog e sperare di passarla liscia. Sono infatti bastate due settimane ai segugi della rete per scoprire che il sito alliwantforxmasisapsp.com, presentato come weblog personale di un amante della PSP, non era altro che una creatura dall’agenzia di comunicazione Zipatoni. Ora naturalmente tutti gridano allo scandalo mentre alla batosta per il brand Sony si aggiunge anche la beffa: pensate infatti che, per smascherare il flog, è stato sufficiente che alcuni utenti lanciassero una classica “whois search“. Il dominio di alliwantforxmasisapsp.com (attualmente off-line) risultava infatti registrato direttamente a nome della Zipatoni. Belle volpi davvero.

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iTunes Store e il report conteso

E dopo la bomba, il duello. Due giorni fa Josh Bernoff, ricercatore Forrester, pubblica una ricerca esplosiva secondo cui le vendite dell’iTunes store sarebbero colate a picco (-65%). L’onda d’urto della deflagrazione si propaga attraverso i media on- e off-line finché arriva la smentita di Apple che, pur non rivelando i numeri reali delle vendite, in parole povere sentenzia: alla Forrester si sono bevuti il cervello, l’iTunes Store va alla stragrande. Il giorno dopo la smentita, sul campo restano Bernoff, che dal blog lamenta di essere stato frainteso e strumentalizzato, e The Register, che invece lo accusa apertamente di essersi rimangiato i risultati della sua ricerca cedendo alle pressioni di Apple e dei suoi stockholder. E mentre i due contendenti si infilzano a dovere, a noi non resta che goderci lo spettacolo ed aspettare i prossimi dati ufficiali sulle vendite dell’iTunes Store.

(via Punto-informatico)

Famo ‘na cosa virale

Mercoledì scorso ho pubblicato il post intitolato L’FTC contro il “deceptive Viral Marketing” e, poco dopo averlo messo on line, ho visto comparire un commento-spam postato dall’ufficio marketing della Pulicimage, azienda di comunicazione di un certo Vittorio D’Amore. Prima che potessi farli a pezzi sono piovuti 5 commenti al post che, in pratica, hanno raso al suolo l’iniziativa dell’incauta agenzia. Bene, ho pensato, magari le intenzioni erano buone ma la scarsa (e colpevole) conoscenza della rete ha malconsigliato l’agenzia. Forse ora i suoi responsabili avranno perlomeno la dignità di commentare a loro volta il post e provare a dare spiegazioni. Macchè: evidentemente il nostro blog è per loro solo un ricettacolo di brochure pubblicitarie; non certo il luogo adatto a intervenire per difendere la propria immagine dall’attacco di pochi sconosciuti. Insomma, se un rappresentante di questa azienda dovesse venire da voi e vi dicesse “Famo ‘na cosa virale”, fareste meglio a non dargli retta. Non sanno di cosa stanno parlando.

UPDATE: proprio mentre scrivevo questo post, l’agenzia incriminata è tornata alla carica sul nostro spotanatomy. Voi che dite: questi ci sono o ci fanno?

L’Ansa minimizza il “battery recall” di Sony

Proprio non ci siamo: una notizia pubblicata ieri sul sito dell’agenzia riferisce che secondo il presidente della Sony Ryoji Chubachi, il colosso nipponico sarebbe finalmente in ripresa. Fin qui niente di strano ma poi, in chiusura, la gaffe: l’azienda va meglio nonostante “il ritiro dal mercato di alcune batterie difettose e alcuni ritardi nella produzione della Playstation”. Alcune batterie difettose? Ma se sono mesi che in rete si parla degli oltre 10 milioni di batterie Sony per notebook richiamate in fabbrica (di cui 4.1 milioni da Dell e 1,8 milioni da Apple) perchè si temeva potessero esplodere! Qualcuno ha persino stimato il costo delle perdite per la casa nipponica in 561 milioni dollari. Direi che il collega dell’Ansa ha un tantino sottovalutato il fenomeno.

(Photo: Engadget)

Gartner dà i numeri sul blogging

Come d’abitudine, a dicembre gli analisti della Gartner ci deliziano con le loro previsioni per i dodici mesi a venire. Quest’anno una è riservata alla blogsfera che, secondo l’istituto di ricerca, raggiungerà il suo picco massimo d’espansione a metà del 2007, stabilizzandosi sui circa 100 milioni di “abitanti”.

Voi che ne pensate?

(Via BBC News)

Sixty minutes with Bill Gates

Oggi un’agenda inclemente mi ha impedito anche solo di avvicinarmi a Blogs4biz. Approfitto degli ultimi 5 minuti che precedono il collasso per segnalare lo storico incontro tenutosi oggi tra Bill Gates e alcuni tra i più famosi blogger americani. Sessanta minuti durante i quali si è il co-fondatore di Microsoft è stato subissato di domande “scomode” sul futuro di Internet, come gli invitati testimoniano puntualmente nei rispettivi blog. Di seguito troverete un po’ di link ad alcuni dei post più interessanti, ma prima di lasciarci una (meravigliosa) nota di colore: tra gli highlights dell’incontro, quella vipera di Tech Chrunch inserisce anche la faccia che Gates ha fatto quando, entrando nella stanza dove lo attendevano i blogger, si è accorto che tutti, nessuno escluso, avevano davanti un Mac. Avrei tanto voluto esserci.

1) TechCrunch: “Bill Gates On The Future Of DRM
2)Niall Kennedy: “Talking Linux IP with Bill Gates
3) Steve Rubel: “Our Sixty Minutes with Bill Gates
4) GigaOm: “Bill Gates on the Future of Web Apps
5) Public Market: “A Day at Microsoft

(Foto: Micro Persuasion)

L’FTC contro il “deceptive Viral Marketing”

Oggi a Washington Dc, Stati Uniti, si tiene la seconda giornata del World of Mouth (WoM) Marketing Summit. Programma del convegno a parte, ieri l’atmosfera è stata notevolmente ravvivata dalla notizia che la Federal Trade Commission (FTC) statunitense si è pronunciata sul cosidetto “marketing virale”, imponendo maggior trasparenza. Nel dettaglio, l’FTC ha semplicemente stabilito che, se un’azienda paga qualcuno (anche un blogger) per farsi fare pubblicità, tale accordo deve avvenire alla luce del sole e la piena trasparenza deve essere cura della stessa azienda/committente. In caso contrario si tratta di “deceptive advertising”.
E se tutto questo vi sembra un’ovvietà, credetemi, non lo è affatto: in America si moltiplicano infatti le iniziative di WoM marketing che tradiscono in parte o in toto questo principio, prima fra tutte la contestatissima PayPerPost, e questo è il primo vero intervento di un Ente governativo per tentare di regolare il fenomeno.

(via Techdirt)

Les Blogs 3 chiude tra le polemiche

La due giorni di Les Blog 3.0 è iniziata e finita. Dopo il live blogging a caldo, è ormai tempo delle riflessioni a bocce ferme che già si moltiplicano nella blogosfera. Se volete farvi un’idea, potete seguire la discussione su Techmeme e su Technorati, oppure potete collegarvi alla Live VPod Tv e ascoltare direttamente gli interventi dei relatori. Vi anticipo solo che in rete circolano pareri contrastanti e divisibili in tre filoni:

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Il “Blog del Direttore” di TuttoMoto

Dopo una lunga gestazione, la rivista motociclistica italiana TuttoMoto ha da poco pubblicato una nuova versione del proprio sito internet. Ma la notizia vera è che c’è un blog, tenuto dal direttore in persona Enzo Caniatti e dove egli esprime la sua opinione rispetto agli spunti offerti dalla cronaca del settore. Non posso che congratularmi per l’iniziativa, impreziosita dalla possibilità di commentare i post, ma auspico anche che il Direttore Caniatti riesca a:

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