Corporate blogging, indicizzazione o conversazione?

Il 2007 è l’anno della svolta per il corporate blogging in Italia. Se ne vedono già i primi segnali, non tutti peraltro confortanti. Le aziende nostrane, che prima hanno temuto e ignorato, poi spiato la blogsfera italica, ora fanno infine le prime mosse per salire sul carro del vincitore. E lo fanno nello stile che è loro proprio, puntando solo ai vantaggi del corporate blogging senza volersene assumere responsabilità e rischi. Insomma, c’è il pericolo che la nuova terra promessa della comunicazione aziendale sia solo ed esclusivamente un posto in prima fila nell’indicizzazione dei motori di ricerca, come sembra confermare l’analisi rabbiosa di Massimo Boccuzzi, in arte SiFossiFoco, arrivata fresca fresca nella mia casella di posta elettronica:

“La riflessione da fare è che, ahimé, google indicizza meglio i contenuti dei blog, rispetto ai vecchi e sani contenuti veri… quindi i clienti, e noi con loro, si preoccupano di lavorare su piattaforme ben indicizzate a prescindere dai contenuti. Su questo credo si dovrebbe fare una riflessione seria, che tu (con il tuo blog) e nemmeno altri sembrano voler fare. Su questo, noi consulenti di comunicazione, dovremmo ragionare, perché al di fuori da questa logica sarà molto difficile convincere aziende a investire di più e fare qualità (che, non so se anche secondo te) significa fare contenuti. Il perché di uno spazio internet dovrebbe nascere da una volontà di “servizio” nei confronti dei navigatori, ma oggi questo rapporto è falsato. Quelli che vedi, sono in sé, dei piccoli paradossi, ma che hanno una precisa ragione di esistere (così come sono realizzati, o anche peggio, se vuoi) per googlemania! “

Insomma, il rischio è che il fine ultimo del corporate blogging italiano sia l’indicizzazione invece che la conversazione. Una degenerazione che credo si debba (e ancora si possa ) assolutamente evitare. Proposte?

Un pensiero su “Corporate blogging, indicizzazione o conversazione?

  1. sifossifoco

    La prima conversazione (a prescindere dal cluetrain, che oggi andrebbe rivisto) è quella tra consulente e cliente, che non manca, a certe latitudini e livelli culturali, di tradursi con “fare le nozze con i fichi secchi”… insomma, su, facciamo una riflessione aperta prossima settimana…
    PS: io non sono mai rabbioso, mai mai mai 🙂 Son più spesso gli altri che s’arrabbiano con me.

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