I social network e l’esercito dei conversatori

“Un terzo degli utenti Internet americani posta almeno una volta a settimana il proprio status update su siti di social networking come Twitter e Facebook”.

L’ultimo rapporto realizzato da Forrester Research, intitolato The New Social Technographics, torna a fotografare le abitudini dei “navigatori” statunitensi a circa due anni di distanza dalla sua prima edizione, curata dagli autori del bel libro “L’onda anomala” Josh Bernoff e Charlene Li.

Nella sua prima versione, il rapporto proponeva un’innovativa catalogazione delle varie tipologie di utenti Internet usando la metafora della scala (the ladder of behaviors) e raggruppandoli (dal gradino più basso che a quello più alto) in Inattivi, Spettatori, Socievoli, Collezionisti, Critici e Creatori. Ogni gradino della scala definiva il livello di interazione e partecipazione in rete di una precisa tipologia d’utenti, e oggi quella scala guadagna un nuovo “step”: i Conversatori.

Spiega Josh Bernoff sul suo blog:

Conversationalists reflects two changes. First, it includes not just Twitter members, but also people who update social network status to converse (since this activity in Facebook is actually more prevalent than tweeting). And second, we include only people who update at least weekly, since anything less than this isn’t much of a conversation.

Conversationalists intrigue me. They’re 56% female, more than any other group in the ladder. While they’re among the youngest of the groups, 70% are still 30 and up.

Il successo di siti come Twitter e Facebook insieme con l’espansione costante di questo “esercito di conversatori” sembrano insomma confermare quanto si diceva lo scorso dicembre a LeWeb ’09, e cioè che siamo ormai in pieno “Real-time web”. La grande conversazione tra utenti online, nata nelle bacheche online, cresciuta nei forum ed esplosa con i blog, si sposta oggi sempre più rapidamente su strumenti che consentono la comunicazione in tempo reale. Tool il cui  successo deve molto se non tutto al fatto che richiedono uno sforzo minimo per comunicare, raccontarsi e condividere informazioni.

Lo “status update” come cronaca di sé e del mondo che ci circonda, racconto frammentato e iperveloce del presente in cui è sempre più difficile scorgere oggi cosa ci riserva il domani.

Il futuro che ci viene incontro 140 caratteri alla volta.

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