Neanche le stelle cadenti sono più quelle di una volta

La notte di San Lorenzo è appena passata. Ancora per qualche giorno sarete con il naso all’insù a cercare luci cui affidare speranze e desideri. E’ nel vostro diritto, così come è nel mio ricordarvi che non sempre quello che si vede è ciò che sembra. Che le stelle cadenti non sono sempre stelle. E che magari l’unico modo per ottenere ciò che si vuole, è avere il coraggio di prenderlo saldamente con entrambe le mani quando ci passa accanto, invece di darsela a gambe sul più bello.

Visto che la superstizione è dura a morire, per ottenere il mio scopo non mi restava che riportare i fatti e ricorrere alla scienza: qualche mese fa ho infatti raccontato per “E se domani” quanta monnezza ci gira sopra la testa (monnezza che, attenzione, nello spazio abbiamo spedito noi), e quanto spesso questa abbia l’allegra tendenza a ricaderci sulla testa, mentre siamo lì a bearci scambiandola per un frammento di materia extraterrestre.

Dietro questi 15 minuti di servizio ci sono lunghe ricerche d’archivio, centinaia di chilometri macinati in macchina e a piedi, ore di riprese insieme al grande Alberto Fabi, decine di telefonate fatte dall’inarrestabile Giulia Soi, lunghe chiacchiere con esperti appassionati, una caccia spietata a immagini di copertura, svariate notti insonni passate al montaggio. Persino un intero pomeriggio trascorso in uno sfasciacarrozze romano, esperienza che meriterebbe da sola un racconto a parte.

Se ne avete voglia, dateci un’occhiata. 😉

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