Archivio mensile:luglio 2006

Più corporate blog per tutti?/2

All’inizio del mese vi dicevo delle mie perplessità rispetto ad un ottimistico e criptico rapporto sul corporate blogging pubblicato da Jupiter Reaserch. Beh, a quanto pare non sono stato il solo a storcere il naso, anzi: le numerose obiezioni provenienti dalla blogosfera hanno infatti costretto il curatore della ricerca Greg Dowling (foto) a tornare sull’argomento e dare maggiori spiegazioni: il dato più contestato secondo cui “quasi il 70 per cento di tutti i site operators implementeranno corporate blog entro la fine del 2006” – spiega l’analista – è frutto di un sondaggio cui hanno risposto 251 “web site decision makers” al soldo di aziende con ricavi superiori ai 50 milioni di dollari l’anno. Inoltre, molti dei corporate blog in allestimento saranno interni, e quindi invisibili alla community on line. Che ne pensate?

Fedoweb, nuovo presidente e vecchio sito

Ieri Elserino Piol è stato nominato presidente del Consiglio Direttivo della Federazione Operatori Web (Fedoweb). A lui vanno le nostre congratulazioni, ma anche una calda raccomandazione: che il suo primo provvedimento da presidente sia far rinnovare il sito dell’associazione, fermo nella tecnologia, nei contenuti e nell’aspetto grafico all’ormai lontanissimo 2002. E già che c’è, Piol dovrebbe anche assicurarsi che, contestualmente alla creazione del nuovo sito, venga anche definito e avviato il processo redazionale necessario a presidiare e aggiornare le informazioni che quel sito deve contenere. Il website attuale, praticamente abbandonato dal giorno successivo alla sua release, con i database di news, link e forum “in panne”, è semplicemente indegno di un’associazione che include la parola “web” nel proprio nome.

E’ nato Google Video Italia

google video italia

Stefano Hesse, Corporate Communications Manager di Google Italia, mi informa che è nato Google Video Italia e che il nuovo servizio consente di:

  • Ricercare video ovunque nel mondo, sia generati da utenti che da realta’ aziendali e professionali
  • Inserire i video all’interno di blog o siti di community
  • Scaricare i video su un computer o dispositivi portatili come Ipod o Sony PSP
  • Dare un giudizio a ogni video e aggiungere commenti
  • Condividere i propri video con utenti in tutto il mondo

Poi non dite che non vi avevo avvertito.

Per saperne di più:

– Google Blog italia

Open Source Government

Padoa Schioppa è stato chiaro: riassestare le casse dello Stato costerà sacrifici e impone fin d’ora consistenti tagli alla spesa pubblica. Sta bene, rispondono dall’hacklab di Caserta, ma perchè non cominciare proprio con una bella migrazione delle Pubbliche Amministrazioni verso sistemi operativi, applicativi e piattaforme Open Source? Un’idea mica male, alla quale chiunque può aderire firmando l’apposita petizione e scendendo in piazza il prossimo 20 luglio davanti alle Poste centrali di Roma.

(Via Punto-Informatico)

Per Dell la comunicazione è “one2one”

dell one2one blog

Prima o poi doveva succedere: dopo mesi e mesi di critiche circolate nella blogosfera e rimbalzate sui main stream media, il management di Dell si è finalmente svegliato dalla catalessi è ha risposto nell’unico modo possibile: lanciando corporate blog. I fedeli lettori di blogs4biz già sanno chi sia Jeff Jervis e come egli abbia messo in imbarazzo il colosso tecnologico americano trasformando il proprio blog in un gigantesco “unfiltered focus group” sui prodotti e sul servizio di customer care offerto da Dell. Fino ad oggi l’azienda statunitense si era limitata a far finta di non sentire le (spesso aspre) critiche: ora però il gigante è sceso nell’arena e promette una conversazione “one2one”. In altre parole, una rivoluzione.

Update: dopo un’analisi più approfondita del blog, segnalo anche i post di Steve Rubel e dallo stesso Jeff Jarvis. Condivido la loro tesi: Il lancio di un corporate blog offriva a Dell una serie di opportunità che, tuttavia, l’azienda non ha voluto o saputo cogliere. In altre parole, una rivoluzione mancata.

Gli Studios preferiscono BitTorrent

A Steve Jobs va il merito di aver convinto le major discografiche e i network televisivi a distribuire i loro contenuti on line. Con l’iTunes Store il Ceo Apple ha infatti dimostrato che è realmente possibile diffondere legalmente milioni di “titoli” guadagnando cifre più che ragionevoli. Resta una roccaforte da espugnare: quella in cui vivono asserragliati gli Studios hollywoodiani che ancora si rifiutano di vendere i loro “movies” sull’e-shop con la Mela. Inizialmente sembrava che fosse un problema di prezzo: ora alcuni rumors riportati da TechSpot vorrebbero i produttori americani interessati a sostenere un’iniziativa simile a iTunes ma basata su BitTorrent, e, cosa ancora più importante, funzionante sotto il loro stretto controllo.

Avanti il prossimo

Sviluppare nuove versioni del proprio sistema operativo, piazzarle sul mercato cessando via via il supporto a quelle più vecchie e, di fatto, abbandonare in mezzo a una strada gli utenti meno remunerativi è politica classica di Microsoft come di molte altre aziende. Ora però questa strategia potrebbe pagare meno che in passato, finendo in ultima analisi con il danneggiare la stessa casa di Redmond: secondo ZDNet Australia, infatti, l’odierna “dipartita” ufficiale di Windows 98 spianerebbe la strada di molti desktop a un Linux ormai maturo, pronto a conquistare gli utenti “traditi” dallo zio Bill. Staremo a vedere.

Per saperne di più:

– ZdNet Australia: “End to Win98 support may boost desktop Linux

Pubblicità obbligatoria

Ricordate la “tecnologia sviluppata da Philips in grado di bloccare il telecomando durante la pubblicità per impedire lo zapping” di cui parlava qualche mese fa Spotanatomy? Se avete seguito la questione, saprete anche che il clamore destato dalla notizia si è sgonfiato quando Philiphs ha comunicato che non c’era “alcuna intenzione di creare una tecnologia che obblighi lo spettatore a vedere tutta la pubblicità”. Oggi c’è però chi rilancia la questione auspicando l’avvento quanto prima di “superspot” che il pubblico non possa in nessun modo aggirare. E quando quel qualcuno è Mike Shaw, responsabile marketing della ABC, allora conviene drizzare le orecchie.

Lo “scandalo” PayPerPost, risponde il CEO Ted Murphy

Visto e considerato l’interesse destato in America e (persino) in Italia dallo “scandalo PayPerPost“, Blogs4biz non poteva esimersi dal chiamare in causa il Ceo e fondatore della controversa azienda statunitense Ted Murphy. In una breve intervista, il magnate americano risponde secco alle critiche e trova anche il tempo di lanciare una piccola provocazione. Leggete, riflettete e poi, se ne avete voglia, tornate qui e dite la vostra.

– Blognews24: “PayPerPost, Ted Murphy risponde alle critiche

Two weeks of blogging

Gli hot topics delle ultime due settimane:

In evidenza:

Le altre notizie: