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Il nanopublishing secondo noi

Lo scorso venerdì 6 luglio ho partecipato all’interessante incontro sul nanopublishing organizzato dal gruppo Netwo presso la sede de il Sole24ore. Per l’occasione ho anche (e indegnamente) rappresentato Communicagroup e Luca Ajroldi, intervenendo brevemente sulla natura della nostra iniziativa editoriale nonchè ribadendo concetti familiari ai lettori di Blogs4biz.

(Thanks Caterina)

Il product blog secondo GlaxoSmithKline

GlaxoSmithKline è “una multinazionale farmaceutica, basata sulla ricerca, nata nel dicembre 2000 dalla fusione di Glaxo Wellcome e SmithKline Beecham”. L’azienda è presente anche in Italia con tanto di sito istituzionale localizzato, ma è la sua divisione americana che ha da poco tenuto a battesimo un product blog dedicato alla linea di prodotti dietetici Alli. Il blog si chiama – intelligentemente – AlliConnect e nel claim dichiara di voler essere “A place to talk about weight loss with the creators of Alli”. Volendo rencensire la qualità realizzativa del sito, gli americani appaiono sempre invredibilmente avanti a noi: Il blog presenta commenti aperti, fa largo uso di tag, consente i trackback. I posto sono puntualmente firmati con nome e cognome dagli autori. “About” del blog, “rss” e soprattutto “comment policy” sono immediatamente visibili. Quest’ultima, poi, non lascia spazio a fraintendimenti:

“We want to hear from you! Just so you know, we will review your comments. If you don’t follow the basics of blog etiquette – civility, respect and staying on topic – we won’t post them. No spam, no profanity, no badmouthing”.

Poco sotto è disponibile l’elenco degli editor, con ogni nome debitamente linkato a un esauriente seppur breve profilo. C’è anche la foto. E a chi mi chiede qual’è l’utilità del fare un corporate blog, giro l’esauriente risposta del chief editor Steven Burton:

“The goal of this blog is to have a two-way conversation about weight loss issues. We are going to challenge many people’s notions about weight loss. And, we want you to challenge us in return. Do leave a comment”

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Il blog di Terre des Hommes Italia

Terre des hommes (Tdh) Italia onlus è un’organizzazione non governativa (ONG) che si occupa di difedere i diritti dell’infanzia nei paesi in via di sviluppo, senza discriminazioni di ordine politico, razziale o religioso. Un compito nobile e difficile, una sfida quotidiana che i responsabili italiani hanno pensato molto saggiamente di raccontare non solo attraverso il classico,, e sempre necessario, sito istituzionale dell’associazione, ma anche attraverso un blog. La grafica è leggera e piacevole e richiama con forza persino eccessiva quella del sito istituzionale. Una testata personalizzata e un nome pensato appositamente per il blog, che attualmente “indossa” l’header dell’associazione, non farebbero invece male all’iniziativa, conferendole maggiore riconoscibilità. La piattaforma è wordpress. I commenti sono aperti e i post firmati, anche se consiglio agli autori di aggiungere il loro cognome e di linkare le loro firme a dei profili esaurienti, magari dotati di foto. Mai come in questi casi, dove a scrivere è gente impegnata in prima linea nel far rispettare i diritti civili, ha senso che nomi e volti emergano assieme a le storie che vengono raccontate. Detto questo, quello tra il corporate blog e le onlus mi sembra un matrimonio che s’ha da fare: le associazioni ne ricevono in dote visibilità a bassissimo costo, conversazione con la comunità di riferimento, umanità in primo piano. E questo solo per cominciare. Cosa desiderare di più?

(Thanks Marta)

BlogNation Italy is here

L’Italia? Mafia, spaghetti, pizza e – come potrebbe mancare – mandolino. Immagino conosciate tutti molto bene i luoghi comuni solitamente impiegati per definire il nostro povero Paese, specie nel mondo anglosassone. C’è tuttavia chi la pensa diversamente: l’agguerrita Amanda Lorenzani (italiana nel nome ma inglese nella formazione e nei modi) ha appena tenuto a battesimo “BlogNation Italy“, il nuovo blog parte del neonato network fondato da Sam Sethi e dedicato al web2.0 italiano. Nel primo post, Amanda si impegna a documentare “the latest news from technology start ups and entrepreneurs in the Web 2.0 world […] We will be tracking the innovators, the most dynamic start ups and reporting on industry news from Italy at a time when the internet space in this country is gathering steam.” Un progetto interessante, che di certo non farà male all’immagine della nostra vecchia Italia. In bocca al lupo.

Kataweb “scarica” Typepad

Il sodalizio tra Kataweb e Typepad sembra ormai giunto alla fine. Il portale web del Gruppo Editoriale L’Espresso ha infatti annunciato che il proprio servizio di blog-hosting gratuito migrerà su un’altra, non meglio specificata piattaforma entro la fine del mese. Sul sito di Kataweb si legge:

“Gentile utente, ti ringraziamo per il tuo interesse nei confronti del nostro servizio. Kataweb Blog al momento è un servizio basato sulla piattaforma TypePad. Kataweb ha deciso di non utilizzare più la piattaforma di TypePad a partire da mercoledì 25 luglio 2007.”

Gli utenti iscritti al servizio possono ora decidere se restare con TypePad abbonandosi alla versione a pagamento, oppure se “prenotare” uno spazio gratuito sulla nuova piattaforma e restare sotto il cappello di Kataweb.

In entrambi casi, è necessario comunicare la propria scelta, pena l’oblio:

“Attenzione!! Se entro la mezzanotte del 22 luglio 2007, non avrai scelto alcuna delle due opzioni, il tuo Blog verrà disattivato e tutti i contenuti saranno cancellati definitivamente.”

Coseiberiche, la Spagna secondo Communicagroup

Ah, la Spagna: corride, toreri, donne calienti, Real madrid, lame di Toledo, Zapatero, la Paella…

Ok, ho finito i luoghi comuni e non sono mai stato nella terra di Cervantes. Per vostra fortuna c’è invece chi di cose iberiche se ne intende e, a partire da oggi, le condividerà con i fortunati lettori di questo nanopublishing network. Leggere per credere:

“Ecco a voi Coseiberiche.info, l’ultimo nato in casa Communicagroup. Cose Iberiche ci porta all’estero. Ci porta nel paese che, in questo momento, sta cavalcando l’onda della modernità, del rinnovamento, della vita godibile. Il suo editor è Ettore Siniscalchi, giornalista esperto di Spagna, sia per avervi lavorato sia perchè ancora oggi si occupa delle vicende dei nostri vicini iberici per alcuni quotidiani italiani. La politica, i percorsi turistici, il cibo, i ristoranti, le mode, le novità che arriveranno anche da noi perché Madrid, Barcellona e Valencia, ormai fanno tendenza.
Curiosi?
Normale.
Da oggi la Spagna e i suoi segreti sono a portata di click”.

Stormhoek e il successo del “viral marketing”

Era la fine del 2005: in Italia, se pronunciavi le parole “viral marketing”, i nostri “marketers” pensavano al massimo ad un’epidemia di influenza. In Sudafrica l’azienda vinicola Stormhoek scopriva invece i blog, si affidava al popolarissimo Hugh Macleod e, assieme a lui, iniziava una campagna pubblicitaria nella blogosfera fatta di splendide vignette, bottiglie inviate gratuitamente ai blogger, passaparola. Oggi Stormoek esporta vino in tutto il mondo e lo fa spendendo poco più di 50mila euro l’anno in advertising; una miseria se paragonati agli oltre 2milioni di euro mediamente investiti dai suoi competitor in campagne pubblicitarie “tradizionali”. E i risultati si vedono: ogni anno sono centomila 10mila le casse di vino vendute sul mercato interno, mentre superano le 350mila unità quelle esportate. E sebbene uno dei proprietari di Stormhoek, Graham Knox, spieghi chiaramente che “il vino è sociale; le persone amano parlare del vino e noi abbiamo cercato un modo per far sì che ne parlassero”, qui da noi il “viral marketing” resta per molti roba da medici.

via

L’Ansa, i blogger e il problema delle “fonti”

Come anticipato, venerdì scorso una “delegazione” di blogger è andata in visita diplomatica all’Ansa. Insieme con Andrea Buoso, Vittoriano Vancini e il direttore Giampiero Gramaglia, abbiamo cercato di capire come e dove il giornalismo professionale e impersonale di un’agenzia stampa possa incontrarsi con la libera anarchia della blogosfera. La notizia è che ci siamo trovati di fronte ad un reale desiderio di capire e collaborare: onestamente, non me l’aspettavo.

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Dentro la notizia

Domani insieme ad un manipolo di blogger andrò in pellegrinaggio al sacro tempio romano dedicato all’Agenzia Nazionale Stampa Associata, meglio nota come ANSA. Occasione ghiotta per vedere dall’interno come funzionano redazione centrale e multimedia della prima agenzia stampa nazionale, ma anche per chiedere al suo direttore Giampiero Gramaglia se e come cambia la mission Ansa in tempo di web 2.0. Poi vi racconto.

(Thanks Andrea, Luca)

I 50 migliori business blog

Times Online, sempre più attento al fenomeno della blogosfera, ha elaborato e condiviso con i lettori l’ennesima classifica dei blog più influenti in ambito business. Il quotidiano individua ben quindici sotto categorie nelle quali organizza e classifica l’opera dei cinquanta blogger “corporate e anti-corporate” chiamati in causa. L’articolo non manca di sottolineare come molti di loro abbiano saputo condurre “campagne” tanto efficaci da far cambiare policy alle aziende. Ogni nome è seguito da una breve descrizione: fra quelli citati figurano pezzi da novanta come Freakonomics, Consumerist, Fastlane, Mark Cuban: Blog Maverick, Richard Edelman, Seth Godin, Wal Mart Watch, TechCrunch e il caro vecchio Buzz Machine. Dateci un’occhiata.

(via chiarula)