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LinkedIn Blog

Linkedin è una piattaforma on line che consente di creare reti di relazioni tra persone che codividono interessi simili, soprattutto professionali. Per dare un’idea della sua ampiezza a chi non conosce questo servizio, LinkedIn riunisce al momento ben dieci milioni di professionisti provenienti da tutto il mondo. Una bella “nicchia” di pubblico alla quale rivolgersi e che ora, finalmente, ha il suo blog di riferimento, affidato a Mario Sundar.

Via

Il primo “comandamento” del CEO blogging

Con la consueta intelligenza Scott Adams, creatore di Dilbert, sintetizza in una succulenta strip il primo “comandamento” delle “sacre leggi” che regolano il CEO blogging: “Se vuoi bloggare, scrivi personalmente i post che portano la tua firma; non devi mai e poi mai affidarti a un ghost writer”. Godetevela.

FON e Time Warner insieme per il wireless

FON ha messo a segno il colpaccio: l’Associated Press conferma un accordo tra gli spagnoli e Time Warner Cable in virtù del quale il gigante americano offrirà ai propri utenti broadband l’opportunità di convertire le proprie connessioni in hotspot wireless pubblici. Una benedizione per FON, che grazie a questa partnership può finalmente lanciarsi alla conquista del mercato Statunitense dove finora ha raccolto appena 60mila adesioni. Ma un passo importante anche per Time Warner che, forte oggi di 6,6 milioni di utenze a banda larga, con questo accordo spera di arginare l’esodo di clienti in fuga verso le reti wireless muncipali, gratis o quasi e soprattutto in costante espansione nel paese. Resta ora da vedere se e come FON, all’ombra di questo potente e ingombrante partner, riuscirà a conservare la propria natura di “movimento rivoluzionario” nato per costruire la rete “dal basso”.

Questa la notizia. Aggiungo una domanda: considerando la situazione italiana, fatta di semi-monopoli, oligarchie, protezionismi, un accordo del genere non sembra anche a voi pura fantascienza?

Per saperne di più

– UticaOD.com “Time Warner customers get Wi-Fi hotspots

(Via Giorgio Zarrelli)

La carica degli eco-blog

Ieri spulciando la rete mi sono imbattuto in un articolo pubblicato dallo scozzese ICWales.co.uk. In esso si riflette sulla proliferazione dei blog dedicati al tema caldo dell’ecologia e dell’economia sostenibile nonchè sul ruolo, sempre più centrale, che essi assumono nel panorama dell’informazione di settore.

“With the environment being a red hot topic in print and broadcast media, it was only a matter of time before the blogging community picked up on the subject. There are literally thousands of blogs, forums and pod casts on the topic from both consumers and businesses, looking to champion eco-friendly living to a wider and more diverse audience. Together they are advancing the cause of sustainability.”

Sebbene concordi, mi sembra tuttavia di poter evidenziare un limite dell’articolo sopracitato: il giornalista si ferma infatti a parlare di blog amatoriali editi da attivisti “verdi” che vivono in prima persona secondo i criteri di sostenibilità che discutono sui loro blog. Vengono poi citati anche blog di organizzazioni no profit impegnate sul fronte dell’ecologia. Quello che manca, invece, è un accenno da parte del giornalista all’esistenza dei blog di informazione giornalistica sui temi dell’ecologia, come ad esempio il nostro Blogeko. Quelle voci nella blogosfera, insomma, che ogni giorno stanno sulla notizia con professionalità e che lavorano seguendo un preciso progetto editoriale. Mi sembra una dimenticanza non da poco. Sono troppo severo?

Il blog del Ginestra Medical Center

Peccato, l’idea non era male. Un centro medico specializzato in ostetricia e ginecologia che apre un blog tematico mi era sembrato, specie nel desolato panorama italiano, un’interessante sospresa. Usare un blog per rivolgersi alla comunità di riferimento e informare su patologie, cure, ricerche internazionali o contraccezione è infatti a mio parere un modo straordinariamente efficace di mostrare la propria competenza medica alla potenziale clientela, nonchè un mezzo per conversare con essa ed imparare a conoscerla. Peccato dicevo, perchè il blog del Ginestra Medical Center pare aver avuto vita breve e insoddisfacente: partito il 19 marzo, ha visto pubblicare 8 post entro il 25 dello stesso mese. Poi più nulla, almeno fino ad ora. Probabilmente lo scarso numero di visite (79) ne ha scoraggiato l’autore. I pochi post inseriti consentono i commenti e sono dotati di permalink. Trovo invece semplicemente disturbante la totale mancanza di “firme”: non ha un nome l’editor dei post, non c’è una pagina “About”, non sono firmati i post, persino la scritta blog nella testata è poco visibile. Alla faccia di chi, come me, sostiene che il blog deve essere la voce on line di persone con “nomi e cognomi”.

Yahoo! Space sbarca in Cina

Ieri Google ha ufficialmente lanciato un nuovo “blogging and networking service” localizzato in Cina.

“The Yahoo Space (i.yahoo.com.cn and club.yahoo.com.cn) service includes blogging, photo gallery, online networking and other interactive functions for Yahoo users, Yahoo China said in a statement in response to a Reuters enquiry”.

Ora, visti i trascorsi, viene inevitabilmente da chiedersi a quali ulteriori patti gli americani siano dovuti scendere pur di ottenere dal Governo di Pechino le necessarie autorizzazioni. C’è poi dell’altro: blog, social networking e interattività sono in Occidente sempre più sinonimo di libera circolazione del pensiero e, in ultima analisi, di democrazia. Dunque mi domando al prezzo di quale “riadattamento” di tali servizi sia stata possibile la loro esportazione oltre la Grande Muraglia.

Corporate blogging accademico

Il progetto BlogLab, sebbene appena agli inizi, mi ha gia dato l’impagabile occasione di confrontarmi con un’aula gremita di giovani e promettenti studenti di Scienze della Comunicazione (Università la Sapienza). In un quarto d’ora di intervento ho brevemente illustrato la mia esperienza professionale per poi focalizzare – ovviamente – sul tema del corporate e business blogging. Se vi fa piacere, potete ascoltare la mia viva voce grazie al breve filmato provvidenzialmente pubblicato dall’ottimo professor Stefano Epifani, instancabile fondatore e promotore del progetto. Un solo consiglio: munitevi di cuffie; l’audio in presa diretta purtroppo non è un granchè.

A proposito di blogging e di regole

Si è parlato e si parla in queste ore di un codice deontologico per i blogger. Condivido quanto detto da De Biase, Mantellini e Conti, solo per citare alcuni validi interventi sull’argomento. Per quel che mi riguarda mi limito a citare la mia personale esperienza: yoriah, ovvero il mio “alter-blogger”, si procura e verifica le notizie usando metodi e criteri propri del giornalismo, ma le restituisce ai suoi “25 lettori” seguendo le regole di una civile ed informale conversazione, basata su rispetto reciproco ed onestà intellettuale. Nulla di imposto o che, tanto meno, ritengo si possa imporre con un codice. Semplicemente, la summa di un’esperienza filtrata in rete attraverso il blog. Personalmente ritengo si possa fare del buon blogging anche rifacendosi ad uno solo di questi due sistemi di regole, mentre sono certo non si possa fare a meno di entrambi.
Se invece parliamo di corporate e business blogging, allora le cose cambiano, e di molto:

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A week of blogging

I temi caldi della settimana: