Archivi categoria: Blog

Shiny Media lancia due nuovi fashion blog

Shiny Media, nanopublisher britannico con sede a Londra, festeggia i 3 milioni e mezzo di visitatori unici registrati in agosto lanciando due nuovi blog, entrambi dedicati alla moda e pensati espressamente per il pubblico americano. I nuovi arrivati sono Shiny Style (about fashion) e Shiny Gloss (about makeup): insieme rappresentano l’avanguardia di dieci blog dedicati allo stesso tema che il nanopublisher londinese pubblicherà nel corso dei prossimi mesi.

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Online Advertising, in Malesia l’unione fa la forza

Nuffnang Malaysia è il nome della prima “blog advetising community” malese. Da febbraio ad oggi il suo fondatore, l’imprenditore Timothy Tiah Ewe Tiam, ha riunito sotto il proprio marchio ben 3500 bloggers, catturato l’attenzione di piccoli e grandi inserzionisti (tra cui anche Nike, Honda e Citibank) e creato un’interessante alternativa alla solita piattarforma AdSense di Google.

Degno di nota è anche il fatto che il signor Tiah non pone limiti di traffico ai blogger che desiderano aderire al network. Che abbiano venti o 2mila lettori, tutti sono i benvenuti: l’importante è che siano tanti e continuino ad aumentare. L’idea è che, sommati l’uno all’altro, i blogger con grande e piccolo seguito fanno insieme la forza di Nuffnang, garantendo una diffusione capillare dei messaggi pubblicitari veicolati dal network.

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Ripartire dai fondamentali

Le vacanze volgono ormai al termine: mancano ancora pochi giorni di mare e di sole prima che inizi la “stagione calda” del corporate e business blogging, a mio avviso anticipata da molti ed incoraggianti segnali registrati nella prima metà di questo movimentato 2007.

Meglio dunque iniziare a “scaldare i motori” approfittando dell’utile riepilogo fornito dal solito Steve Rubel, che in 5 punti sintetizza magistralmente l’essenza del blogging aziendale:

Be passionate and add value
To be credible online, you need to tap into your passions and expertise and use them to add value to the conversation. This helps you build not only your profile but the organization’s too. Be constructive and thoughtful.

Know where your bread is buttered
This one’s not always apparent. It’s critical you know who pays your salary. It isn’t just your employer, but rather their entire circle of stakeholders. In my case, this includes clients, partners and the press. See if you can get a list of your company’s big customers. Don’t make any of them angry.

Color in the lines

It’s important to know what your blog is about and where it can impact your business. Figure out your mission and know where you can and can’t go. In my case, I learned that it’s very difficult for me to blog substantively about our clients, their competitors or individual media outlets. I largely stick to big trends, insights and how-to’s and pepper them with small examples.

Think before you post
This I learned the hard way. When it doubt, throw it out. Ask a colleague who understands this environment to review anything that’s questionable. I have curbed my urge to post from the gut by pre-writing longer posts and using an editorial calendar.

Have a thick skin and a sense of humor

If you can’t have fun as a blogger, then it’s not worth it. Always be open to being mocked. When the Rocketboom vlog interviewed me we threw as many client props into a shot as we could. It got a laugh everywhere.”

Kryptonite’s blog

Per chiudere in bellezza prima della pausa estiva, un rapido tuffo nel passato e una notizia che di quel passato è diretta conseguenza:

L’antefatto: Ricordate il “caso Kriptonite“? Alla fine del 2004 la blogosfera aveva denunciato con prove filmate l’incredibile “fragilità” degli antifurti meccanici prodotti dall’azienda statunitense. Nei 12 mesi successivi Kriptonite aveva prima taciuto, poi negato, infine tardivamente ammesso il problema, con gravi conseguenze economiche e a livello d’immagine.

Il “senno di poi”: a metà del 2007, circa due anni dopo l’increscioso “incidente”, il management dell’azienda americana ha finalmente preso il coraggio a due mani e deciso, seppur con notevole ritardo, di aprire un corporate blog significativamente intitolato Unbreakable Bonds.

Della serie: se non puoi batterli, impara almeno a conversare con loro.

Blog e comunicazione

Ieri i bravi e tenaci membri dello staff di Ecoradio.it sono riusciti a rintracciarmi telefonicamente in Sardegna, dove trascorro una breve vacanza. Trovato riparo (in una roulotte rovente) dal rumore poco radiofonico che tipicamente infesta ogni campeggio, ho partecipato ad un interessante talk show sul tema “Blog e comunicazione, l’informazione da un altro punto di vista”. Alla trasmissione ha preso parte anche Mario Morcellini, preside della facoltà di Scienze della comunicazione presso l’università La Sapienza di Roma, ed una sintesi di entrambi gli interventi (dal tono semplice e divulgativo) è ora disponibile in streaming sul sito di Ecoradio, riproposta in forma di interviste separate. Se avete commenti, sono i benvenuti.

Il sindacato dei blogger

Sì, avete letto bene e no, non è uno scherzo. Da qualche parte nella blogosfera c’è davvero chi ragiona su come istituire un “sindacato dei blogger”. L’idea nasce (ovviamente) negli Stati Uniti, dove un gruppo di blogger, definiti dal Wall Street Journal “di sinistra”, sta realmente tentando di organizzare una “Trade Union” il cui scopo sarebbe, tra le altre cose, rivendicare il diritto per la “categoria professionale” dei blogger ad avere un’assicurazione medica, a condurre rivendicazioni collettive e, infine, a definire veri e propri “professional standards”.

Voi che ne pensate?

– WSJ: “Bloggers Consider Forming Labor Union” (a pagamento)
– Organ Grinder: “A union for bloggers, or herding cats
– Techcrunch: “Is Blogging Ready For a Unionized Workforce?

Il vero volto di “Fake Steve Jobs”

L’ho scoperto; ne ho ammirato la perfidia nonchè la profonda conoscenza del vero CEO di Apple e del suo entourage; ho goduto delle sue pungenti battute. In 14 mesi “Fake Steve Jobs”, editor dell’omonimo blog, ha dato filo da torcere a chi cercava di scoprirne la vera identità e conquistato un pubblico sempre più ampio e divertito, arrivando ad ottenere il pubblico riconoscimento del vero Steve Jobs e del suo rivale di sempre Bill Gates: ospiti della “All Things Digital Conference“, entrambi hanno ammesso di leggerlo quotidianamente.

Ora, con perfetto tempismo rispetto alla prossima uscita del suo libro satirico intitolato “Options: The Secret Life of Steve Jobs, a Parody.”, FSJ viene finalmente smascherato. Ha il volto di Daniel Lyons, senior editor per il Forbes magazine che, come egli stesso spiega in un’intervista al New York Times, un anno fa si era semplicemente domandato: “Non sarebbe divertente se il CEO di una grande azienda iniziasse a bloggare e dicesse davvero quello che pensa?”.

Peccato, perchè in fondo speravo si trattasse di una rivoluzionaria manovra di comunicazione in qualche modo riconducibile al vero Steve Jobs. Di certo, ci si deve complimentare con Lyons se è vero – come racconta – che non si è avvalso di nessun insider per confezionare i suoi post al vetriolo. Il giornalista sostiene infatti di aver creato e coltivato il personaggio semplicemete studiando biografie ed articoli sul padrone assoluto dell’azienda con la Mela. Beh, c’è riuscito in pieno.

Difficile invece stabilire se l’intera operazione serviva ad anticipare l’uscita del libro o se, invece, l’idea di scrivere un romanzo satirico sia nata sull’onda del successo (inatteso) raccolto dal blog. Nel primo caso, ci troveremmo di fronte ad un esperimento di marketing 2.0 senza precedenti.

Per saperne di più:

Fake Steve Jobs non ne può più dell’iPhone
Apple, Engadget e il “falso scoop” su iPhone
Il diario segreto di Steve Jobs

Il crescente successo del citizen journalism

NowPublic.com ha appena concluso con successo una raccolta di fondi che porta nelle casse dell’azienda, nata due anni fa nel “solito” garage, ben 10,6 milioni di dollari in finanziamenti.

Cos’è Nowpublic.com? Un sito d’informazione che fornisce ai propri utenti, sparsi in tutto il mondo, gli strumenti necessari sia a segnalare notizie scovate nel web (stile digg), sia a pubblicare contenuti scritti di proprio pugno (stile Newsvine e Topix).

Un “participatory news network” che, complice il crescente disamore del pubblico per i media tradizionali e la loro “dipendenza” dalle Istituzioni, riscuote sempre più successo in tutto mondo: NowPublic vanta infatti oltre 90mila “contributors” provenienti da 140 paesi.

Un modello, infine, le cui potenzialità non sono sfuggite a media companies come CNN, BBC, MSNBC e Associated Press (quest’ultima già partner di Newsvine), che ora includono regolarmente “citizen-collected news content” nei loro palinsesti.

Streetblogging in salsa sicula

Tony Siino scende in strada a fare sport, o meglio, a parlare e far parlare di sport e, per l’occasione, si porta dietro un videoblog. Sabato 28 e domenica 29 luglio, in occasione dell’International Fitness Tour 2007, il sito Streetblogging.it realizzerà da Mondello una cronaca on line dell’evento accompagnata da contributi testuali, video e fotografici nonché aperta ai commenti degli utenti in rete. Un’occasione per sentire la voce di coloro che fanno della cultura del fitness uno stile di vita, dei curiosi, di quanti sono al seguito dell’evento e degli sponsor che lo promuovono e supportano. Dateci un’occhiata.

Update: mi viene fatto giustamente presente che realizzare Streetblogging.it è stato possibile grazie al lavoro e allo sviluppo tecnico di Servergroup. Diamo a Cesare quel che è di Cesare.

Come ti scippo il blogger

Nanopublisher guardatevi le spalle! I vostri migliori blogger fanno gola a molti e, tra questi, anche a chi gioca sporco per scipparveli senza tanti complimenti. La tattica è semplice: inviare una mail con dentro nell’ordine:

  • saluti;
  • complimenti per la “trasmissione”;
  • allusioni a un non meglio specificato progetto cui il blogger dovrebbe essere grato di poter aderire;
  • un accenno ad una cifra ridicola da guadagnare senza specificare in quanto tempo e per quanto lavoro;
  • l’invito a segnalare altri blogger possibilmente interessati (e magari nello stesso nanopublishing network, che è più comodo, aggiungo io);
  • infine la ciliegina sulla torta: l’invito a non inoltrare a nessuno l’email, il cui testo grida vendetta sotto al sole.

Ora io non divulgherò il nome di chi abbiamo colto sul fatto a corrompere i nostri fidati collaboratori: possono scordarsi pubblicità gratuita da questo blog. Mi limiterò invece a pubblicare l’infame missiva, opportunamente ripulita da nomi, cognomi e brand, al fine di dare tutti gli strumenti per identificare rapidamente ogni “attacco” al vostro network. Con l’occasione vi auguro che i vostri blogger siano onesti con voi quanto i nostri lo sono stati con Communicagroup.

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