Lezioni di corporate blogging

L’ottimo Business Week ci delizia con un breve ma gustoso articolo sul corporate blogging che, in fin dei conti, somiglia molto alla prima lezione di un utile “How To”. Citando i tre esempi del nuovo blog di Dell, dell’abbondono di Microsoft da parte del blogger Robert Scoble e del blog tecnico di Apple dedicato alla piattaforma “.Mac”, l’autore Nicholas Carr elenca, analizza e commenta gioie e dolori del corporate blogging concludendo con un giudizio che riassumeremo così: non è certo tutto rose e fiori, ma in molti casi il gioco vale la candela.

Per saperne di più:

– Business Week: “Lessons in Corporate Blogging

A week of blogging

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Il blog di Dell? Merita una chance

Com’era prevedibile “one2one” è sotto il fuoco incrociato di clienti Dell inferociti dai disservizi ed esasperati dal lungo silenzio che ha preceduto la nascita di questo – diciamolo pure – coraggioso corporate blog. Ai suoi editor, che certo non operano da soli ma insieme a chiunque nella compagnia si occupi di comunicazione, va comunque riconosciuto il merito di aver accettato un compito ingrato e, a mio avviso, va dato il tempo di “carburare” e trovare la sintonia con un audience ancora troppo rabbioso e frustrato. Il blog è un’inizio, forse stentato, ma pur sempre un’inizio:

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Symantec corporate blog

symantec response weblog

Mentre sono tutti ancora lì a fare (forse prematuramente) a pezzi il nenonato blog della Dell, salta fuori che anche Symantec ne ha aperto uno tutto suo. Trovo interessante notare che, come già il colosso dell’hardware, anche la software house sia tristemente famosa per avere un pessimo servizio di customer care e stia tentando di rimediare proprio entrando nella “conversazione” in corso nella blogosfera. Peccato però che, anche in questo caso, si stato fatto subito più di un passo falso: i post del “Security Response Weblog” non sono aperti a commenti o trackback e, nel disclaimer, l’azienda puntualizza fin troppo che non si assume alcuna responsabilità per quanto verra scritto dai suoi autori. Su di essi anzi, scarica brutalmente ogni responsabili rispetto ai contenuti interni al blog o da esso linkati. A queste condizioni, era meglio senza.

Apple vs blogosphere, Jobs getta la spugna

Apple ha posto fine al lungo contenzioso giudiziario che la vedeva opposta agli “editor” di Apple Insider e Power Page, weblog “colpevoli” di aver divulgato segreti industriali dell’azienda di Cupertino e che rifiutavano di fare i nomi dei loro “informatori”. A fine maggio la Corte californiana aveva dato ragione ai blogger, sostenendo che il loro diritto a mantenere segrete le fonti era da equipararsi a quello dei giornalisti professionisti. Ora Apple, riferisce l’Electronic Frontier Foundation (EFF) ha fatto sapere che preferisce non ricorrere in appello, gettando di fatto la spugna.

(Via Punto-Informatico)

Italia.it: nuovo Governo, vecchie promesse

Ieri Rutelli, forse non del tutto consapevole di ciò che stava facendo, si è sbilanciato ed ha promesso che “Il turismo italiano globale sara’ presto in rete con la lista di tutti gli appuntamenti in programma nella penisola” (fonte Ansa). Non so cosa abbia spinto il ministro della Cultura a mettere in gioco la sua reputazione su un progetto come il portale Italia.it che, dopo 4 anni di promesse e milioni di euro investiti, ha prodotto solo una blanda pagina blue e bianca con su scritto “coming soon”. Quello che so è che d’ora in poi aspetteremo l’Onorevole Rutelli al varco e che la sua frase “Il governo italiano ha avviato la realizzazione di Italia.It”, riferita a un portale che (secondo Lucio Stanca) doveva essere ormai quasi pronto, risulta piuttosto inquietante.

Per saperene di più:

– Blogs4biz: “Italia.it, chi l’ha visto?
– Blogs4biz: “Italia.it, il portale che ancora non c’è
– Blogs4biz: “Portale Italia.it, conto alla rovescia

Più corporate blog per tutti?/2

All’inizio del mese vi dicevo delle mie perplessità rispetto ad un ottimistico e criptico rapporto sul corporate blogging pubblicato da Jupiter Reaserch. Beh, a quanto pare non sono stato il solo a storcere il naso, anzi: le numerose obiezioni provenienti dalla blogosfera hanno infatti costretto il curatore della ricerca Greg Dowling (foto) a tornare sull’argomento e dare maggiori spiegazioni: il dato più contestato secondo cui “quasi il 70 per cento di tutti i site operators implementeranno corporate blog entro la fine del 2006” – spiega l’analista – è frutto di un sondaggio cui hanno risposto 251 “web site decision makers” al soldo di aziende con ricavi superiori ai 50 milioni di dollari l’anno. Inoltre, molti dei corporate blog in allestimento saranno interni, e quindi invisibili alla community on line. Che ne pensate?

Fedoweb, nuovo presidente e vecchio sito

Ieri Elserino Piol è stato nominato presidente del Consiglio Direttivo della Federazione Operatori Web (Fedoweb). A lui vanno le nostre congratulazioni, ma anche una calda raccomandazione: che il suo primo provvedimento da presidente sia far rinnovare il sito dell’associazione, fermo nella tecnologia, nei contenuti e nell’aspetto grafico all’ormai lontanissimo 2002. E già che c’è, Piol dovrebbe anche assicurarsi che, contestualmente alla creazione del nuovo sito, venga anche definito e avviato il processo redazionale necessario a presidiare e aggiornare le informazioni che quel sito deve contenere. Il website attuale, praticamente abbandonato dal giorno successivo alla sua release, con i database di news, link e forum “in panne”, è semplicemente indegno di un’associazione che include la parola “web” nel proprio nome.

E’ nato Google Video Italia

google video italia

Stefano Hesse, Corporate Communications Manager di Google Italia, mi informa che è nato Google Video Italia e che il nuovo servizio consente di:

  • Ricercare video ovunque nel mondo, sia generati da utenti che da realta’ aziendali e professionali
  • Inserire i video all’interno di blog o siti di community
  • Scaricare i video su un computer o dispositivi portatili come Ipod o Sony PSP
  • Dare un giudizio a ogni video e aggiungere commenti
  • Condividere i propri video con utenti in tutto il mondo

Poi non dite che non vi avevo avvertito.

Per saperne di più:

– Google Blog italia

Open Source Government

Padoa Schioppa è stato chiaro: riassestare le casse dello Stato costerà sacrifici e impone fin d’ora consistenti tagli alla spesa pubblica. Sta bene, rispondono dall’hacklab di Caserta, ma perchè non cominciare proprio con una bella migrazione delle Pubbliche Amministrazioni verso sistemi operativi, applicativi e piattaforme Open Source? Un’idea mica male, alla quale chiunque può aderire firmando l’apposita petizione e scendendo in piazza il prossimo 20 luglio davanti alle Poste centrali di Roma.

(Via Punto-Informatico)