Contro fake blog e falsi utenti

“Fingersi un consumatore” e creare fake blog. Inserire falsi commenti o recensioni su siti specializzati per “addomesticare” l’opinione degli altri utenti/consumatori. Sono pratiche odiose che non solo contravvengono le direttive europee a tutela del consumatore ma che, a partire dal 31 dicembre 2007, costituiranno reato in Gran Bretagna. E mentre aspettiamo (senza troppe speranze) qualcosa di simile anche in Italia, i furbi sono avvertiti.

Per saperne di più:

– The Times: “Fake bloggers soon to be ‘named and shamed’
(Via Quinta’s blog)

E dopo Vista sarà la volta di Vienna

Ancora non è chiaro se il nuovo sistema operativo Microsoft abbia o meno incontrato il favore del pubblico, che già la casa di Redmond rilancia la posta in palio e si sbilancia promettendo un nuovo, ennesimo sistema operativo. Il nome in codice è Vienna, mentre la sua uscita è prevista fra poco più di due anni, alla fine del 2009. E visti i precedenti, credo sia già possibile azzardare una previsione stimando almeno un anno di ritardo per l’effettivo debutto del nuovo “pargolo” di Bill Gates. Sbaglio?

Per saperne di più:

– PC World: “Microsoft: Vista Follow-up Likely in 2009

(Via Engadget)

Jobs chiama, Emi risponde

Forse non ci crederete, ma la casa discografica EMI si è detta disposta a vendere on line il proprio vasto catalogo digitale senza alcuna protezione anticopia. Solo tre giorni fa Steve Jobs lanciava la sua bomba sul mercato discografico planetario: Apple non ama i DRM, li adotta perchè solo così si possono convincere le Major a vendere musica su iTunes. Una mossa abile e – a mio avviso – frutto di una strategia mirata a:

1) far apparire la casa di Cupertino come l’azienda buona costretta a bloccare nei suoi iPod la musica acquistata attraverso iTunes;
2) scaricare tutta la responsabilità sulle spalle delle “crudeli” Major;
3) sondare l’umore delle case discografiche, nonché a ricattarle davanti all’opinione pubblica, per scuoterle e capire quali tra loro sarebbero disposte a togliere il “lucchetto” dalle canzoni mp3.

Perchè tutto questo? Ma per allargare ancora il marcato musicale digitale e creare nuovi spazi di manovra e crescita per Apple, ovviamente. E se Jobs chiama, Emi Group risponde: la major raccoglie la sfida e rilancia la posta sul piatto dichiarandosi pronta a tuffarsi in un mondo senza DRM. Ora non resta che attendere la reazione delle altre Major: la cosa si prospetta interessante.

Per saperne di più:

– USA Today: “EMI in talks to sell unprotected MP3s

Wikipedia, il punto della situazione

Ieri, il colpo di teatro: a Wikipedia restano pochi mesi di vita. Il giorno dopo è tempo di fare due conti e capire se e quanto “l’enciclopedia libera nella quale i lettori sono anche gli autori” sia davvero in pericolo. Ci dà una mano Frieda Brioschi di Wikipedia e Wikimedia Italia, che spiega: “La situazione è semplice: il sito cresce, crescono le visite e (sebbene molto più lentamente) crescono anche i dipendenti di Wikimedia Foundation. Conseguentemente aumentano anche le spese”. Nulla di nuovo sotto il sole dunque, ma un patrimonio culturale sempre più vasto la cui tutela richiede una coscienza collettiva maggiormente vigile. Ciò detto, è più facile contestualizzare e valutare il grido d’allarme lanciato ieri da Florence Devourad, chairwoman della Wikipedia Foundation:

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Wikipedia ha le ore contate?

E’ una vera bomba quella lanciata sul pubblico del LIFT 2007 da Florence Devourad, chairwoman della Wikipedia Foundation:

“Allo stato attuale, Wikipedia dispone di risorse finanziarie per mantenere i propri server altri 3 o 4 mesi. Se non troviamo altri fondi, non è impossibile che Wikipedia possa sparire”.

Questa la notizia. Ora, passato lo stupore, una riflessione: che l’allarme lanciato dalla Devourad sia reale o solo esagerato per svegliare donatori vecchi e nuovi, la sostanza non cambia. Se Wikipedia andasse a rotoli le conseguenze sarebbero sostanzialmente due: la morte del modello di business basato sulle donazioni; il nostro rapido ritorno all’età della pietra, quando il sapere condiviso non era che una languida utopia.

UPDATE: facciamo il punto assieme a Wikipedia italia.
UPDATE/2: Florence Devourad smentisce l’imminente chiusura di Wikipedia.

(Via Scoble)

Più Gmail per tutti

Gmail cambia e apre al grande pubblico. Da oggi chiunque può collegarsi al sito ufficiale del servizio e registrarsi per proprio conto, senza più bisogno di essere invitato da un altro utente. Contestualmente alla “liberalizzazione” del servizio, Google Italia annuncia anche la disponibilità di un software gratuito che consente la gestione e consultazione di Gmail dal cellulare. Una mossa azzeccata, dal momento che non vedo paese più adatto del nostro, dove ci sono più cellulari che abitanti, per mettere alla frusta un client localizzato per telefonia mobile.

Per saperne di più:

– Google Blog Italia: “Grandi novità per Gmail!

Harper Collins si allea con Blogher

Prendete la casa editrice americana Harper Collins, sommatela alla “federazione” di donne blogger nota come BlogHer Community, infine aggiungete una campagna promozionale per il lancio di una nuova collana di libri. Il risultato è un’iniziativa promozionale web-based fatta di advertising, recensioni, online buzz che inizierà l’11 febbraio, coinvolgerà 7100 blogger in rosa e si protrarrà per i prossimi tre mesi: il Virtual Book Tour.

Per saperne di più:

– PRWeb: “Top book publisher Harper Collins partners with Blogher

Steve Jobs chiama, la rete risponde. In massa

Se il fondatore di Apple e l’artefice del suo salvataggio in extremis, l’uomo grazie al quale scaricare mp3 legalmente dalla rete è ormai un’abitudine per milioni di persone, prende la parola e parla di Digital Right Management, il fatto costituisce già di per sè un evento. Se poi lo fa per dire che, in sostanza, abolirebbe volentieri i DRM qualora le major glielo consentissero, forse siamo addirittura di fronte ad un momento storico. Cosa dice nel dettaglio il CEO Apple potete scoprirlo leggendo direttamente la sua lettera aperta o, nel caso vi faccia comodo, questa summary di Punto-Informatico. Dal canto mio faccio semplicemente notare quale pletora di reazioni abbia determinato l’intervento di Jobs in poco più di 24 ore dalla sua pubblicazione sul sito ufficiale dell’azienda. Il numero di risposte suscitato dal vecchio mago della comunicazione ha dell’incredibile.

Il segno dei tempi

Impossibile non fermarsi a riflettere quando il più vecchio quotidiano del mondo (tra quelli ancora pubblicati) lascia la carta stampata per trasferirsi interamente sul web. Il newspaper in questione si chiama Post-och Inrikes Tidningar, è stato fondato nel 1645 dalla regina di Svezia e, dal primo gennaio, viene pubblicato esclusivamente on line. Se sia un bene o un male non spetta a me dirlo. Di certo è un segno dei tempi che non piace alla redazione dell’antico giornale. Secco infatti è il commento di Hans Holm, chief editor del giornale per oltre 20 anni: “We think it’s a cultural disaster”. Voi che ne pensate?

Per saperne di più:

– CNN: “World’s oldest newspaper now exists only online

(Via AD Blog Arabia)