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Fieg versus Google, ma l’abuso di posizione dominante dov’é?

Abuso di posizione dominante. Con questa motivazione gli editori italiani riuniti nella FIEG hanno chiesto l’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti di Google Italia, ottenendo l’apertura di un’Istruttoria a carico del motore di ricerca statunitense. Eppure l’abuso non c’è, come conferma la secca risposta alle accuse appena pubblicata da Josh Cohen, Business Product Manager per Google News, sul corporate blog italiano dell’azienda.

Siete confusi? Non conoscete gli antefatti? Niente paura. Procediamo con ordine e proviamo a ricostruire qual’è l’oggetto del contendere e quali sono le posizioni dei contendenti. Nel provvedimento dell’Antitrust italiano si legge che:

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Il futuro dei motori di ricerca secondo Marissa Mayer (Google)

Di seguito l’intervista con Marissa Mayer, Search Products & User Experience di Google, pubblicata il 12 marzo 2009 su Nova24 – IlSole24Ore.

Immaginate un futuro nel quale fare ricerche on line diventerà un gesto naturale come parlare o scrivere. In cui i motori di ricerca saranno agilmente accessibili dai dispositivi più diversi, comprenderanno le vostre domande dirette e persino la vostra voce; accetteranno come termini da ricercare non solo parole chiave, ma anche immagini nude e crude.

Non è fantascienza. Si tratta, al contrario, dell’affascinante scenario delineato da Marissa Mayer, vicepresidente Search Products & User Experience di Google, che durante un breve incontro a Parigi ha condiviso con noi le sue previsioni sul futuro dei motori di ricerca dieci anni da ora.

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Google interrompe la partnership commerciale con Yahoo!

Lo scorso 4 maggio scrivevo:

Alla fine Ballmer fa marcia indietro. Dopo averle tentate tutte, compresa l’aggiunta di ben 5 miliardi di dollari sul piatto dell’offerta d’acquisizione di Yahoo! (già pari a 44,6 miliardi), l’ennesimo rifiuto del board of directors di Sunnyvale lo costringe alla resa. E intanto c’è già chi si interroga su come Microsoft impiegherà i quasi 50 miliardi di dollari che gli rimangono in tasca inutilizzati, suggerendo possibili obiettivi come AOL o Facebook.

Sono passati solo sei mesi da quando l’azienda di Redmond se ne tornava a casa con le pive nel sacco e un soddisfatto Jerry Jang (CEO Yahoo) brindava allo scampato pericolo di acquisizione.

Sei mesi nei quali l’azienda di Sunnyvale ha avuto il tempo di stringere un lucroso accordo commerciale con Google (che puntava essenzialmente ad evitare la fusione di cui sopra) per poi vederlo svanire nel nulla.

“The search partnership that helped “save” Yahoo! from being acquired by Microsoft is now officially dead”, scrive oggi Silicon Alley Insider. Yahoo! può dire addio a ricavi stimati in 800 milioni di dollari l’anno, aggiungo io.

Nubi nere si addensano insomma all’orizzonte dell’azienda di Sunnyvale, cui non resta che sperare in un ritorno di Microsoft al tavolo delle trattativae per la fusione. Trattative che, se pur dovessero davvero riprendere, vedrebbero comunque Yahoo! in una posizione assai più scomoda che non sei mesi fa, ai tempi del “grande rifiuto”.

Sinceramente, non vorrei essere nei panni di Jerry Yang.

Come e perché Chrome aiuterà Google a conquistare il mondo

Il lancio di Chrome, browser nuovo di zecca targato Google, è il cerchio che si chiude. Mentre viene da chiedersi perché l’azienda di Mountain View abbia anzi tanto rimandato questa mossa, appare ben chiaro il nesso tra l’attività core dell’azienda, ovvero l’online search associato al placement di tonnellate di pubblicità contestuale, e la necessità di gestire più da vicino l’accesso e la fruizione dei suoi innumerevoli servizi da parte dell’utente.

Non è solo questione di concorrere con Microsoft e il suo Explorer o con (il mai troppo lodato) Firefox della Mozilla Foundation, che Google peraltro foraggia e foraggerà con generosi finanziamenti fino al 2011. Chrome nasce con due importanti obiettivi, uno a brevissimo termine e uno, ben più ambizioso, sulla lunga distanza.

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Chrome, il browser secondo Google, è tra noi

Dopo l’annuncio e il fumetto descrittivo con cui Google ha sapientemente creato suspence, attesa e curiosità intorno alla beta del suo primo browser, Chrome è finalmente disponibile per il download.

Scarica Google Chrome

Per saperne di più:

– Official Google blog: “A fresh take on the browser

Stati Uniti, Google leader assoluto dei motori di ricerca

Che Google sia il motore di ricerca più usato dai cittadini americani è cosa nota. La vera novità è che lo scorso mese di giugno l’azienda di Mountain View ha fatto meglio di sempre, sfiorando quota 70 per cento delle online search negli USA.

Lo rivela l’analisi realizzata da Hitwise Pty. Ltd, secondo cui nelle 4 settimane conclusesi il 28 di giugno, attraverso Google sono passate il 69,7 per cento di tutte le ricerche on line effettuate da pubblico statunitense. Per dare un’idea, nello stesso periodo dell’anno precedente il motorone di ricerca si era attestato su un pur eccellente 63,92 per cento.

Un successo evidentemente pagato di tasca propria dalla concorrenza diretta: sempre in giugno Yahoo! vede infatti assottigliarsi la propria fetta di mercato dal 21,31 (dati giugno 2007) all’attuale 19,62 per cento, mentre MSN search passa dal 9,85 al 5,46 per cento.

Adv online market, Google fa spese in Russia

Zao Begun è una “contextual advertising company” russa che oggi, a sei anni dalla sua creazione per mano del portale Rambler, sale agli onori delle cronache grazie all’acquisizione del solito, onnipresente, onnipotente Google.

Mountain View ha infatti annunciato che sborserà ben 140 milioni di dollaroni sonanti per assumere il controllo dell’azienda e gettare una nuova testa di ponte sul promettente mercato russo.