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Studio: su Twitter si vende meglio che su Facebook

Volete vendere attraverso i social media? Scegliete Twitter. L’ennesimo studio sulle abitudini di acquisto degli utenti online (edit: negli USA), realizzato da Kantar Media Compete e intitolatoOnline Shopper Intelligence Study, promuove a sorpresa la cinguettante piattaforma di micro-blogging e, cosa ancora più interessante, lo fa proprio mentre praticamente chiunque indica in Facebook la madre e il futuro di ogni commercio in rete.

The survey was given to 2,574 online purchasers (US consumers only n.d.r.)who shopped between July 14 and August 8, 2011 and here’s what they found out.

35% of respondents said that Twitter feeds had an influence on their purchase decisions. Only 23.5% had the same thing to say about Facebook.

Trattandosi di uno studio cross-channel, l’analisi non si ferma ai due giganti della rete e rivela anche altre notizie interessanti, come ad esempio il fatto che l’email marketing non solo non sarebbe morto, ma anzi godrebbe di buona salute.

Kantar Media Compete’s study also found that nearly one in three consumers receive more than 20 emails from retailers in a week. And in good news for retailers relying on email, 89 percent of respondents at least occasionally click through to a retail site from an email or visit a retail site immediately after reading an email.

C’è anche dell’altro, a partire dalla notizia – forse un po’ scontata – che lo shopping online sia tutta una caccia allo sconto, alla promozione e al prezzo stracciato, per arrivare al dato che per tre intervistati su quattro la spedizione gratuita è requisito fondamentale per procedere all’acquisto. Detto questo, il resto lo trovate nel rapporto KMC.

La domanda che però resta senza risposta è perché un maggior numero di utenti si dicano più influenzati da Twitter che da Facebook negli acquisti online. Forse ha ragione Cinthia Boris quando dice che il primo, muovendosi molto più velocemente del secondo, alla fine prevale forse perché offre un maggior numero di occasioni da cliccare nella stessa unità di tempo.

Per conto mio aggiungerei che forse sono proprio la brevità dei messaggi e la velocità con cui essi scorrono nelle nostre timeline a renderli drammaticamente efficaci nello stimolare l’acquisto compulsivo di prodotti di ogni tipo.

E secondo voi?

UPDATE: per amor di precisione ho chiesto via mail alla referente del progetto, Debra Miller Arbesman, a quale mercato fa riferimento la ricerca. Dopo meno di mezz’ora (!!) la signora mi ha risposto che “The survey is of US consumers only”.

Facebook rende pubblica l’analisi demografica dell’utenza statunitense

Facebook ha da poco reso noti i dati del primo studio su “race and ethnicity” dei suoi utenti statunitensi, evidenziando che la popolazione di alcuni gruppi etnici sta crescendo oggi molto più rapidamente che non negli anni passati.

La ricerca, coordinata da Cameron Marlow, ha infatti rivelato che dei circa cento milioni di utenti USA iscritti al social network, l’11 per cento è composto da afro-americani, il 9 per cento da latino-americani e il 6 per cento da asiatici. Un netto incremento rispetto a quattro anni fa quando, ad esempio, i primi costituivano solo il 7 per cento della popolazione di Facebook e i secondi solo il 3.

La cosa interessante da sottolineare è che Facebook non chiede ai suoi utenti di specificare a quale razza o etnia appartengano, ma i suoi ricercatori sono stati ugualmente in grado di ricavare queste informazioni incrociando i (molti e dettagliati) dati in loro possesso con quelli relativi a 150mila cognomi americani archiviati nello Us Census Bureau database.

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