Quando un “blogger” vince il Nobel

Prima di tutto, i fatti:

– Paul Krugman è professore alla Princeton University ed editorialista del New York Times;

– Paul Krugman ha vinto oggi il Premio Nobel per l’Economia;

– Paul Krugman è un blogger.

Detto questo, non lasciatevi trarre in inganno: non sto citando questa notizia per suggerire che i blogger meritino il Nobel e, con esso, rispetto e considerazione. Al contrario, sono stanco di partecipare a meeting, convegni e seminari dove sento parlare dei blogger come di una categoria, di una specie di esercito composto da milioni di soldati senza volto (magari adolescenti) uniti da un unico scopo condiviso. Scopo che, a sentire i detrattori, varia dal sovvertire l’informazione tradizionale e mandare a casa i giornalisti al demolire i brand per il puro piacere di distruggere.

E’ l’apotesi del classico “fare di tutta l’erba un fascio”, del generalizzare in luogo del voler capire. Quello stesso processo mentale che, dato l’esempio fornito dalla notizia su Krugman, qui mi autorizzerebbe a dire che i blogger sono così affidabili, preparati e competenti che uno di loro ha persino meritato il Premio Nobel.

Siamo seri. Il blog non è altro che uno strumento che consente di veicolare idee, informazioni, pensieri ma anche errori, odio e persino inutilità. La differenza, qui come altrove, la fa chi lo usa quando vi riversa dentro se stesso e le proprie conoscenze.

A questo punto il messaggio per le aziende e i loro manager mi sembra chiaro: smettela di generalizzare. Poteva funzionare 15 anni fa ma oggi la generalizzazione è un lusso che non vi potete più permettere perché la fuori, nella rete, ci sono milioni di persone, di professionisti, pensionati, disoccupati, adolescenti, casalinghe di Voghera che oggi hanno enormemente potenziato la loro capacità di comunicare grazie un blog.

Alcuni di loro hanno idee e competenze abbastanza originali e forti da emergere dalla massa. Altri vi resteranno sommersi per sempre. Tutti stanno parlando di voi, del vostro brand ed hanno imparato a pretendere un confronto diretto, un dialogo uno ad uno.

Scrollatevi di dosso i pregiudizi e attrezzatevi.

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8 pensieri su “Quando un “blogger” vince il Nobel

  1. Leonardo Bellini

    Non potrei essere più d’accordo; basta con le generalizzazioni e con le etichette; siamo persone, che pensano, leggono, comunicano e conversano, qualche volta anche attraverso il loro blog (o commentando su blog altrui..)

    Rispondi
  2. Domenico

    Condivido a pieno.
    Vale però, secondo me, anche per l’altra faccia della medeglia: i blogger non devo considerarsi appertenti ad una categoria o ad un target. Prima di tutto siamo persone che – il più delle volte – si confrontano e condividivono interessi con altre persone. Per fare questo – tra tutte le pratiche che abbiamo a disposizione – usiamo anche il blog.

    Rispondi
  3. ale_sphere

    Concordo pienamente.
    Basta con inutili generalizzazioni! così come in tv non c’è solo Maria De Filippi o l’isola dei Famosi, allo stesso modo la blogosfera non è costituita solo da gente che non ha di meglio da fare che scrivere stupidaggini, ma anche da gente competente che arricchisce gli altri con le sue conoscenze e le sue opinioni.

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  4. Leonardo Bellini

    Non potrei essere più d’accordo; basta con le generalizzazioni e con le etichette; siamo persone, che pensano, leggono, comunicano e conversano, qualche volta anche attraverso il loro blog (o commentando su blog altrui..)

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  5. Domenico

    Condivido a pieno.
    Vale però, secondo me, anche per l’altra faccia della medeglia: i blogger non devo considerarsi appertenti ad una categoria o ad un target. Prima di tutto siamo persone che – il più delle volte – si confrontano e condividivono interessi con altre persone. Per fare questo – tra tutte le pratiche che abbiamo a disposizione – usiamo anche il blog.

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  6. ale_sphere

    Concordo pienamente.
    Basta con inutili generalizzazioni! così come in tv non c’è solo Maria De Filippi o l’isola dei Famosi, allo stesso modo la blogosfera non è costituita solo da gente che non ha di meglio da fare che scrivere stupidaggini, ma anche da gente competente che arricchisce gli altri con le sue conoscenze e le sue opinioni.

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