News online a pagamento, cosa rispondono gli utenti?

Se il futuro delle news online fosse a pagamento, in quanti sarebbero disposti a pagare? E quale cifra? Queste sono probabilmente due delle domande che in questi mesi più tormentano gli editori di tutto il mondo, assediati come sono dalla pesante crisi di settore in atto, dalla necessità di trovare nuovi modelli di business e dalle pressioni indirette generate dalle “rivoluzionarie” iniziative promesse dal magnate dei media australiano Rupert Murdoch.

Qualcuno ha provato a dare delle risposte: il Boston Consulting Group (BCG) ha realizzato una ricerca (citata dal New York Times) che, a conti fatti, non sembra essere esattamente foriera di buone notizie per il settore, specie per chi lavora con il pubblico statunitense.

Lo studio prende in considerazione le risposte di circa 5mila persone distribuite in Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia, Italia, Germania, Francia, Spagna, Norvegia e Finlandia: tra gli “Internet users” americani, solo il 48 per cento si è detto disposto a pagare per le news online (categorizzazione che include anche la consultazione in mobilità tramite smartphone e affini). Più o meno lo stesso risultato viene dalle interviste realizzate in Gran Bretagna, mentre va meglio negli altri paesi europei, dove la media sale in alcuni casi al 60 per cento.

Per quanto invece riguarda la cifra che gli utenti sarebbero disposti a pagare per un abbonamento, le notizie appaiono anche meno incoraggianti: si va dai 3 dollari al mese dei lettori statunitensi e australiani ai 7 dollari degli utenti italiani, per una volta dimostratisi i meglio disposti ad allentare i cordoni della borsa.

Sempre il New York Times riporta le dichiarazioni di John Rose, senior partner di BCG, secondo il quale gli statunitensi sarebbero “i meno inclini a pagare perché dispongono già di una grande quantità di ottimi contenuti gratuiti online ai quali attingere”.

Un’osservazione forse ovvia, ma che tuttavia in questi giorni si rivela particolarmente interessante se è vero che Rupert Murdoch – come sostengono molti osservatori – starebbe spendendo tutta la sua influenza per convincere gli altri editori suoi concorrenti a distribuire news via Internet solo a pagamento.

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