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Lo Stato della Rete

L’8 e il 9 febbraio a Udine avrà luogo State of the Net, conferenza nata dalla mente vulcanica di Beniamino Pagliaro, Sergio Maistrello e Paolo Valdemarin. L’obiettivo è “fare il punto sulla realtà di Internet in Italia e aprire un confronto rispetto a quanto avviene nel resto del mondo”.

Il programma vanta ospiti di rilevanza internazionale e ruota intorno a temi caldi come le “Sfide e opportunità del lavorare in un mondo interconnesso”, o ancora “il digital marketing come capovolgimento del rapporto tra azienda e clienti”.

Credo che chi lavora in azienda e vuole portare innovazione nel proprio business, semplicemente, dovrebbe esserci.

Italia.end

Il portale degli scandali è finito come meritava. Mentre leggete il gustoso e puntuale riepilogo dei costi pubblicato da Spotanatomy, vi invito a riflettere su questa dichiarazione di Luca Palamara, ormai ex caporedattore del sito, riportata da Anna Masera:

«Speravamo in un rilancio visto l’investimento cospicuo (5 milioni e 800 mila euro), abbiamo corretto gli errori denunciati lavorando gratis in questi ultimi mesi, e invece siamo a spasso senza nemmeno una comunicazione ufficiale».

Dice: «Abbiamo lavorato gratis per correggere gli errori».
Penso: e ci mancherebbe altro!

Resta l’amaro in bocca per un’iniziativa che ci ha coperto di ridicolo a livello internazionale, che ci ha reso più poveri, che non ci ha dato nulla in cambio se non la conferma di essere paese del terzo mondo, che svanirà nel nulla senza che nessuno paghi per questi errori.

Trattandosi di lavoro in Italia, è già una fortuna che non sia morto nessuno.

Per saperne di più:
Italia.it? Per Rutelli o cambia o si chiude
Tg Neapolis riporta le critiche a Italia.it
Non in mio nome
Italia.it, conto alla rovescia?
Italia.it: nuovo Governo, vecchie promesse
Italia.it, chi l’ha visto?
Italia.it, il portale che ancora non c’è
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Il Keynote di Steve Jobs in diretta su Twitter

Inutile negare: quando Steve Jobs si rivolge al mondo per annunciare le novità dell’anno in casa Apple, lo spettacolo è assicurato. Certo, l’ideale sarebbe essere di persona al MacWorld 2008 e gustare minuto per minuto l’ennesima, istrionica presentazione dell’uomo cui dobbiamo l’esistenza dell’iPod.

Visto che per moltissimi di noi ciò non sarà possibile, qualcuno ha pensato bene anche quest’anno di raccontare “live” cosa accade in quel di San Francisco: a partire dalle 18.00 (ora italiana), le parole di Jobs rimbalzeranno prontamente nella blogosfera grazie al live blogging di Engadget e Macworld. Se poi all’ora “X” sarete lontani da un computer, non disperate: sempre Macworld e anche Ars Technica “trasmetteranno” il verbo dello zio Steve via Twitter, 140 caratteri alla volta.

Il che significa – con mia grande sorpresa – che esiste almeno un modo intelligente di usare la suddetta piattaforma di microblogging.

Chi l’avrebbe mai detto?

Per seguire il keynote di Steve Jobs:

– Ars Technica (twitter)
– Macworld (TwitterBlog)
Engadget

In Cina 47 milioni di blogger

Pochi giorni fa, partecipando ad un convegno organizzato da Ingram Micro, discutevo con Andrea Boaretto e Matteo Ranzi di quanti fossero i blog nel mondo. I dati in nostro possesso, basati per lo più sulle stime di Technorati, parlavano di un numero oscillante tra cento e centoventi milioni di blog.

Ora il China Internet Network Information Center pubblica “the Survey Report on Blogs in China 2007”, un illuminante rapporto che rivela come i soli blogger cinesi siano ben 47 milioni, mentre il numero di blog creati oltre la Muraglia Cinese raggiunga quota 72.82 millioni.

Una blogosfera parallela a quella planetaria, che ne vanta quasi le stesse dimensioni e che però resta separata dal resto del mondo, isolata da potenti e fin troppo efficaci firewall governativi.

Viene voglia di conoscere il cinese.

Musica online, anche Warner rinuncia ai DRM

Con la “capitolazione” di Warner Music, sale ora a tre il numero di major discografiche che scelgono, per amore o per forza, di rendere disponibile on line il proprio catalogo musicale privo di protezione DRM. I brani della Warner saranno in vendita in formato mp3 su Amazon.come non – attenzione – su iTunes Musica Store.

La “resa” della Warner fa di Sony BMG l’unica major rimasta a battersi in prima linea sul fronte del Digital Rights Management.

Corporate blogging, se ne parla a Milano

Sono in viaggio per Milano dove oggi pomeriggio terrò un talk su – manco a dirlo – corporate e business blogging. Sono ospite di Ingram Micro e del suo marketing communication manager Matteo Ranzi, uomo attento ai nuovi temi e alle nuove sfide della comunicazione corporate in epoca di “web 2.0”. Mi aspetta una platea di vendor IT e sono davvero curioso di conoscere il loro grado di alfabetizzazione rispetto a blog, social netwok e affini.

Twitter, ovvero innovare eliminando il superfluo

Parigi – Leweb3: Evan Williams, creatore di Twitter, fa il punto in un talk solitario sul successo planetario del suo “diabolico” servizio, nato solo un anno e mezzo fa. Il segreto, ricorda e ribadisce, è nella semplicità, nell’aver spogliato al massimo la piattaforma, costituita inizialmente da una semplice spazio dove scrivere post di soli 140 caratteri.

E’ il concetto, giusto ma peraltro già sentito, del “Creating by taking things away”. Twitter è qualcosa di nuovo nato eliminando il superfluo. In pratica un blog senza immagini, commenti, trackback o ogni altro “frill”; persino senza parole, dato il limite di 140 caratteri per “post” che obbliga alla sintesi. La sua semplicità si basa su un preciso concetto scientifico: “The usability of an interface is inversely geometrically proportional to its cognitive load”. Avete presente la home di Google?
Una domanda dalla platea: mentre Le Meur, creatore di Seesmic, e Williams, creatore di Twitter, erano in piedi uno accanto all’altro, gli è stato chiesto se i loro due servizi sono in competizione e se collaboreranno. Risposte evasive e un po’ imbarazzate, più qualche mezza ipotesi di interazione nel prossimo futuro.
Mike Butcher, Techcrunch UK, chiede come Twitter fronteggia la spesa SMS in Europa, assente negli States dove paga chi riceve i messaggini, non chi li spedisce. La risposta, un po’ fiaccca, è che Twitter ha introdotto da poco fatto un primo passo introducendo un limite per gli SMS da inciare. Sono inoltre in corso trattative con i mobile carrier europei per avere condizioni più vantaggiose. Ma qual è alla fine il modello di business di Twitter, specie sul mercato mobile? Ci stanno ancora pensando: si parla di inserire pubblicità negli SMS, oppure di far pagare piccole cifre agli utenti.

Insomma, ancora non ne hanno idea.

Da oggi a Roma, PiùBlog per tutti

Ora si chiama “Spazio blog di Splinder”, ma è pur sempre PiùBlog, un’intensa tre giorni di panel e discussioni (più un barcamp) sulla blogosfera vista in tutte le sue numerose declinazioni, compresa quella business e corporate. Ed è proprio per parlare di quest’ultima che domani venerdì 7 dicembre, a partire dalle 17.30, avrò il piacere di partecipare a un panel intitolato “Blog e aziende” e coordinato dall’ottimo collega Alberto D’Ottavi.

Sarò in buona compagnia: con me ci saranno anche Leonardo Bellini, autore di Fare Business con il Web – web marketing; il corporate blogger Filippo Berto, Fratelli Berto; Mafe De Baggis, digital marketing consultant; Howard Liptzin, Product Marketing, Manager Dada.net; Marco Magnocavallo, founder Blogo.it; l’altro corporate blogger Antonio Tombolini, Simplicissimus.

Se la cosa vi interessa, sappiate che tutto si svolge nel cuore della fiera della Piccola e media editoria “Più libri Più liberi”, in corso a Roma da oggi, 6 dicembre, a domenica 9, presso il Palazzo dei Congressi.

Nel caso ci vediamo lì.

Per saperne di più:

– Consulta programma completo di PiùBlog

Social lending, c’è anche Boober Italia

Una rondine non fa primavera, ma due? Fino a ieri fa il social lending era un illustre sconosciuto in Italia. Oggi, invece, le iniziative sul nostro territorio sono addirittura due: oltre al già citato Zoopa.it, esiste anche Boober Italia, sito di “peer-to-peer lending” nato a metà novembre dalla join-venture tra l’omonima società olandese e l’italiana Centax.

Come funziona Boober: “Gli utenti agiscono in totale autonomia. Chi richiede un prestito decide tutte le condizioni del finanziamento: ammontare, tasso d’ interesse e durata. Chi invece desidera prestare denaro è libero di indirizzarlo solo alle richieste di prestito che ritiene vantaggiose. Il denaro, inoltre, viene trasferito in automatico tra i conti correnti degli utenti, solo quando le richieste di prestito risultano interamente finanziate. Ecco perché su Boober non è necessario depositare il proprio denaro su conti virtuali, né gestire alcuna operazione di trasferimento (bonifici, addebiti etc…). Il richiedente colloca la proposta e il finanziatore aderisce alle richieste che ritiene vantaggiose.”

Riflettendoci, veder nascere due iniziative come queste nello stesso mese e in “terra vergine” sembrerebbe suggerire che un nuovo mercato del prestito, fuori dal controllo delle banche tradizionali, stia emettendo i primi vagiti. Fondamentale per il successo dell’operazione è ovviamente che i lenders, ovvero chi presta denaro, abbiano sufficienti garanzie e traggano giusti vantaggi dal proprio investimento.

Serve insomma un po’ di “rodaggio” per registrare la risposta degli utenti italiani prima di poter parlare di idea geniale o fallimento.