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The State of the Live Web ’07

Puntuale come un esattore delle tasse, Dave Sifry pubblica il suo nuovo State of The Blogosphere che, per l’occasione, espande raggio d’azione diventando The State of the Live Web ’07. Altrettanto puntualmente, l’ottima Debbie Weil ne elabora un’esauriente riepilogo per punti che vi consiglio di leggere con attenzione. Per quanto mi riguarda, mi limito a riportare gli interessanti dati relativi alle lingue usate nella blogosfera:

– la prima lingua del blogging è il giapponese (37%);
– la seconda è l’inglese (33%);
– la terza è il cinese (8%), ma è bene ricordare che in molti ritengono questo dato sottostimato a causa di software che impedirebbero a technorati di indicizzare numerosi blog cinesi;
– la quarta, inaspettatamente, è l’italiano.

Per il resto è la solita solfa: la blogosfera si espande a un ritmo tanto impressionante (più 120mila al giorno), quanto lo è la pervicacia con cui la maggior parte delle aziende si ostina a ignorarla.

Non avrai altro GodTube all’infuori di me…

Il vero limite dei social network è che chiunque, davvero chiunque può utilizzare tecnologie o idee presistenti per riversarci dentro qualsiasi contenuto: così non deve stupire l’esistenza, molto due-punto-zero, dell’ennesimo clone di YouTube, questa volta dedicato alla (sola) religione cristiana. Il nuovo sito di video-sharing si chiama, pomposamente, GodTube e, fin dal claim “Broadcasting Him”, sottolinea accuratamente come quell'”HIM” non possa essere altri che Gesù Cristo. Insomma, non siamo proprio di fronte ad un inno al dialogo tra le religioni, tanto che un gruppo di responsabili vigila affinché vengano caricati solo contenuti di tema cristiano. Concordo con TecChrunch quando suggerisce che meglio sarebbe stato se questa gente avesse intitolato il servizio JesusTube: posso accetare che qualcuno voglia filmare e digitalizzare il Vangelo e i suoi insegnamenti, ma inventarsi un “brand” che faccia di Gesù l’unico vero Dio mi sembra un tantino forzato.

Il corporate blog ideale

Andrea Beggi parla di corporate blogging e lo fa da par suo, inchiodando in un bel post l’identikit dell’unico vero blog aziendale possibile. Quest’oggetto “rivoluzionario” è scritto da persone “vere”, con “nomi e cognomi”; è scritto con passione e comunica con un linguaggio necessariamente fresco e informale; genera una conversazione schietta e diretta nella quale bisogna saper accetare le critiche e avere il coraggio di dire la verità (“Su internet le bugie non le hanno neppure, le gambe. Tanto vale non farsi cogliere impreparati”); quest’oggeto chiamato blog viene aggiornato con “frequenza accettabile” e gestito usando “con disinvoltura” tutti gli strumenti che esso mette a disposizione; presuppone che ci si “sporchino le mani” e che non si tenti di barare (es: fake blog), altrimenti tutto è perduto.

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Nuovi network: Blogkitchen

Era ormai un po’ di tempo che non annunciavo la nascita di un nuovo blognetwork. E quando ormai iniziavo a preoccuparmi, Ubersoft Inc. mi è venuta in aiuto lanciando nelle Filippine il suo BlogKitchen. Il gruppo è per ora costituito da 11 blog, cui se ne somma uno “centrale” che rappresenta la “casa madre” (un po’ come il nostro Communicagroup.it).

Queti i blog del gruppo con i relativi temi trattati: “22inNyc, stories and insights on the Big Apple; A Life Less Ordinary, a single mother’s journey through life and self-discovery; Blogging Miles Around the Metro, observations and musings on the metro scene in Bangkok and Manila; Itchy Toes, tales of chronic travelers; Sports Talk with MC, an insider’s look into the various sights, sounds, smells, tastes of sports; The Debutante, teen angst and passion straight up; The Killer Rabbit, movie reviews with an edge; and Where’s My Carrot, a food blog with a twist.”

Altri verranno lanciati già nelle prossime settimane.

Marketing in Second Life, l’opinione dei lettori

Un mio recente post ha destato un breve ma intensa discussione sul marketing in Second Life cui vale la pena dare risalto. Il tema era: “Attirati dal clamore dei media, gli operatori del marketing continuano a fiondarsi nell’universo creato da Linden Lab senza peraltro avere idea di cosa fare una volta all’interno”. Il primo a interventire è stato Pier Luca Santoro, segnalando una “ricerca svolta da Komjuniti secondo la quale la soddisfazione degli utenti di SL è scarsa come, altrettanto, scarso è il valore per i brand presenti”. Diverso l’approccio di Antonio Ldf che, a fronte di una crescente (e sperimentata) richiesta da parte della clientela di “iniziative di marketing” nell’universo di Linden Lab, riflette e propone: “ad oggi, SL, è più uno strumento di mktg classico che innovativo. La promozione dovrebbe stare in una presenza costante sul mezzo e in una erogazione di servizi (o e-commerce) diversa rispetto al web in 2d. Come sempre..c’è lo strumento, ora riempiamolo.”

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Sony BMG preferisce i blog al vecchio “demo”

Se non avete idea di cosa sia un demo musicale, potete trovare un’esauriente spiegazione sulla versione italiana di Wikipedia. In parole povere, è la classica registrazione autoprodotta che i gruppi musicali “emergenti” fanno circolare per promuovere la propria musica e, magari, destare l’attenzione di una grande major discografica. Una vera e propria istituzione che oggi Sony BMG sembra intenzionata a mandare in pensione sostituendola – indovinate un po’? – con il blog:

“Se volete che il nostro A&R team ascolti la vostra musica, non spedite CD, aprite un blog. Cliccate sul link ‘sign up now’, è veloce e gratuito. Usando questo link diventerete automaticamente parte del network Columbia. In tal modo noi potremo trovarvi facilmente, ascoltarvi e visitare il vostro blog. Caricate le vostre migliori canzoni, i video, le foto e raccontate della vostra band e delle altre che sono parte della vostra comunità”.

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A week of blogging

Gli Hot topics della settimana:

Il blog “Contro i rincari delle tariffe Wind”

Oggi ho partecipato, in qualità di “fellow”, alla presentazione di Bloglab, iniziativa di formazione universitaria ideata dal vulcanico professor Stefano Epifani. Durante un breve intervento di presentazione, ho spiegato come secondo me la diffusione del blog e degli strumenti di social networking stia in generale accrescendo la consapevolezza degli utenti/clienti nonchè l’efficacia con cui gli stessi, conversando tra loro, riescano a far valere i propri diritti di cittadini e consumatori. Neanche a farlo apposta, proprio oggi Punto-informatico segnala l’esistenza del nuovo blog “Wind 12? No, grazie!“, creato per contrastare “i rincari delle tariffe Wind”, con cui l’operatore – almeno secondo le associazioni di consumatori – starebbe cercando di compensare le perdite dovute alla forzata abolizione dei costi di ricarica. Quando si dice il caso.

A week of blogging

I temi caldi della settimana:

Il ministro Fioroni e la blogosfera: dove eravamo rimasti?

Trovo che l’avventura nella blogosfera del ministro Giuseppe Fioroni, breve ma intensa, sia emblematica di cosa un politico non dovrebbe assolutamente fare quando si avvicina al blogging. Se ricordate, tutto ha inizio con l’apertura di un blog a scopo puramente elettorale: due post in sei mesi, quintali di commenti spam a pubblicizzare siti porno di ogni genere, il tutto condito con un desolante abbandono. Poi la gaffe: l’invocazione di un giro di vite su internet, alla quale la blogosfera risponde segnalando prontamente i contenuti indecorosi commentati sul blog del ministro; questi si difende adducendo ragioni che, secondo gli esperti, reggono poco o nulla. Bene: durante la tempesta, il “blog di Fioroni è stato inevitabilmente messo in “aggiornamento“, lasciando presupporre che, prima o poi, il sito sarebbe tornato con filtri antispam e magari con qualche contenuto. Invece no: da un laconico “sito in aggiornamento”, il weblog del ministro è passato direttamente ad un altro avviso, non privo di una certa ironia:

“Per le informazioni sull’attivita’ del Ministro della Pubblica Istruzione, On. Giuseppe Fioroni, visitare il sito http://www.pubblica.istruzione.it”

Desolante.