A week of blogging

I temi caldi della settimana:

In evidenza:

Le altre notizie:

La blogger della discordia

La storia è gustosa: quattro anni fa SCO Group ha denunciato IBM per violazione di copyright. Il perchè è semplice; la prima detiene i diritti su Unix, mentre la seconda distribuisce server basati sul sistema opreativo Linux. Poco dopo l’inizio dell’azione legale una blogger, conosciuta come Paula Jones, ha iniziato ad attaccare quasi quotidianamente SCO dalle pagine di Groklaw.net, criticando aspramente la scelta di portare IBM in tribunale. Da allora sono seguiti circa 3mila articoli di questo tenore con Sco Group che ha più volte sollevato il sospetto sulla reale esistenza di Paula Jones, suggerendo che fosse un nome di comodo dietro al quale si nascondevano una o più penne al soldo della stessa IBM.

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Piemonte, un blog contro il digital divide

A Banda Stretta” è il nome del blog creato da cittadini e aziende residenti nelle comunità montane piemontesi e “vittime” del digital divide. Attivo da giugno 2006 ma alimentato con (scarsa) continuità solo da dicembre, il sito dà voce alla battaglia per indurre Telecom e la Regione Piemonte a portare l’ADSL anche nei territori montani, attualmente esclusi dai piani di sviluppo rete dell’ex incumbent italiano. Un plauso all’inizitiva di chi rivendica giustamente il prorpio diritto ad essere “cittadino digitale”. E un consiglio: passato il momento della sperimentazione, il blog dovrebbe ora fare un passo avanti e, investendo risorse, darsi un piano editoriale più solido magari aumentando il numero degli editor, degli argomenti trattati e dei post pubblicati. E’ un passaggio fondamentale se si vuole continuare ad attrarre l’attezione dei media tradizionali e del grande pubblico. Un suggerimento? Si potrebbero indagare, documentare e raccontare le chance di sviluppo economico e sociale perdute nel territorio proprio a casua del digital divide.

(via Punto-Informatico)

Suggestion Board, la gaffe di Yahoo!

Come trasformare una buona idea in un doloroso boomerang. Chiedetelo a Yahoo!: lanciare in 14 paesi “Yahoo Suggestion Board“, nuovo sistema per la raccolta dei feedback sui servizi offerti dal portale americano, deve essere costato un notevole sforzo realizzativo ed economico. Bella poi l’idea di rendere i suggerimenti pubblici e votabili dagli utenti in stile Digg, così da capire cosa preme di più al pubblcio e deve essere sistemato prima. Qual’è il problema? Che dire “in stile Digg” è un eufemismo. Suggestion Board è fin troppo simile a Digg e, come si può notare da molti commenti sul post di presentazione del servizio pubblicato su Yodel Anecdotal, gli utenti non hanno affatto gradito il “plagio”. Insomma, un vero spreco.

(Via LostRemote)

L’Apple Store su Second Life

Chiariamo subito una cosa: l’iniziativa è “unofficial”, nel senso che non ha nulla a che fare con la Apple e, proprio per questo, probabilmente ha i minuti contati. Eppure la perfetta imitazione di Apple Store che un certo Neil Nielson, di professione Apple Certified Trainer, ha aperto su Second Life non è affato male. Ci sono appena stato, o meglio, c’è appena stato il mio avatar e “insieme” abbiamo trovato un sacco di persone intente a “parlare” di Mac e a condividere la propria passione per tutto ciò che è marcato con la Mela. C’è anche della merce in vendita: bastano infatti pochi Linden Dollar per portarsi nella propria casa virtuale le esatte repliche digitali di iMac, iPod e altro ben di Dio prodotto dalla casa di Cupertino. Fossi in Jobs e compagni lascerei fare o, al limite, investirei dei soldi nel progetto. Se non altro, servirebbe a mostrare un po’ di gratitudine per tanta pubblicità gratuita.

(Via Steve Rubel)

Pr blogging per uscire dalla crisi aziendale

Con un pezzo mirabile, Wayne Hurlber spiega dalle pagine di webpronews.com quanto inutile e dannoso sia affrontare una crisi aziendale cercando di nascondere la testa sotto la sabbia. In verità, impedire che media, stakeholder e pubblico sappiano dei vostri guai è semplicemente impossibile. Dunque Cosa fare? Quando la tempesta imperversa sulle vostre teste “è il momento di postare sul vostro business blog ed attivare il ‘full scale public relations mode”. Inutile scappare e non parlare con nessuno. Sebbene evitare i problemi e l’interesse della stampa sia un desiderio comprensibile, non dire nulla è anzi la cosa più sbagliata da fare. Mettetevi alla tastiera e iniziate a bloggare: raccontate la vostra versione della storia più apertamente e onestamente possibile. Instaurate un clima di fiducia e rispetto reciproci con la vostra comunità di riferimento […]. L’apertura e la trasparenza del blog, combinate con la vostra volontà di discutere i problemi, miglioreranno la reputazione della vostra azienda […]. E quando la crisi sarà passata, la vostra sincerità e le vostre ‘open lines of communication’ forniranno solide fondamenta per un recupero”.

Parole con cui vivere.

“Crescita fenomenale” per l’in-game advertising

“L’industria dell’in-game advertising evidenzia una rapida crescita. Abbiamo messo a confronto le previsioni dei più importanti analisti di settore – inclusi Citi, IDC, Yankee Group, Forrester e SIG – e possiamo dire con certezza che nel 2010 il giro d’affari del settore varrà almeno un miliardo e milioni di dollari. Il ritmo di crescita è semplicemente fenomenale”.

E’ quanto rivelava pochi giorni fa l’in-game advertising company IGA Worldwide in un’intervista con il sito Spong.

Il web 2.0 di IBM debutta in Italia

Forse ricorderete quando abbiamo annunciato la nuova office suite di IBM, Lotus Connection. La notizia era che, per la prima volta, la casa di Armonk sintetizzava l’esperienza in social networking maturata entro i confini sicuri della propria intranet e la riversava interamente in una suite di programmi dedicati alla produzione aziendale. Bene: ieri Lotus Connection e altre applicazioni “2.0” sono state presentate per la prima volta ufficialmente in Italia. Difficile capire se e quando le aziende nostrane si lasceranno sedurre dal fascino discreto degli strumenti di social networking in salsa corporate. Qualche previsione?

(via Punto-Informatico)

Caso Wikipedia, Florence Devourad getta acqua sul fuoco

Quale futuro attende l’enciclopedia libera Wikipedia? Giovedì scorso una frase attribuita a Florence Devourad (foto), chairwoman della Wikipedia Foundation, e riportata in rete da Robert Scoble suggeriva che l’enciclopedia libera avesse i mesi contati. Il giorno dopo, a mente fredda, siamo tornati sull’argomento sostenuti dalla testimonianza di Wikipedia Italia e proponendo la nostra interpretazione dell’accaduto:

“A conti fatti, ciò che è in discussione a breve termine non è dunque la mera sopravvivenza di Wikipedia, bensì la sua crescita ed il possente adeguamento strutturale che tale crescita esige”.

Oggi le nostre riflessioni si sono rivelate corrette: dopo quattro giorni Florence Devourad ha preso energicamente la parola e, più agguerrita che mai, ha spiegato:

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PayPerPost sempre più “sincero”

All’inizio Ted Murphy proprio non voleva saperne: per il CEO di PayPerPost era normale che i blogger suoi affiliati scrivessero post pagati da inserzionisti senza dire niente ai propri lettori. Anzi, se ricordate, il perchè lo spiegò lui stesso in un’intervista con Blogs4biz. Poi la svolta: Murphy cede alle pressioni della comunità on line e aggiunge sul suo sito la frase magica “disclosure required”. Insomma, PayPerPost si converte alla trasparenza. Ora c’è un’altra novità: all’interno dei redazionali pagati da PayPerPost dovrà comparire un “bottone” che include “a rollover ad that displays a company logo, and an invitation for other bloggers to get paid for writing about the product”. Una trovata che consente a Murphy di prendere ben tre piccioni con una fava: “The bloggers are happier because it provides them with a clear way to disclose, the readers are happy because it provides them transparency, and the advertiser gets some additional branding from the bubble ad”. Quando si dice fare di necessità virtù.

Per saperne di più:

– Online Media Daily: “PayPerPost Beefs Up Disclosure Policies