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Google, anche lo chef passa a Facebook

Due giorni fa scrivevo del crescente “fenomeno migratorio” in virtù del quale sempre più “cervelli” di Google fuggono verso la nuova realtà “supercool” della Silicon Valley: Facebook.

Oggi scopro con un certo divertimento che il management del social network ha strappato alla casa di Mountain View forse il suo elemento più prezioso: lo chef Josef Desimone.

Secondo ValleyWag, il cuoco di Google lascia sia in virtù di un’offerta economica allettante, sia per seguire Sheryl Sandberg, già Google executive e oggi chief operating office di Facebook.

Quale che sia la ragione, la verità è che il fronte delle defezioni sembra allargarsi in modo preoccupante. Anzi, ora che i palati fini di Google si ritroveranno a pranzare con hotdog Coca Cola, le cose non possono che peggiorare.

Apple numero uno delle vendite musicali negli USA

La classifica dei principali music retailer statunitensi ha un nuovo numero uno. E’ Apple che, nella sua corsa alla vetta, alla fine ha scavalcato anche Wal-Mart, assicurandosi il 18 per cento dell’intero mercato grazie al successo del digital music store iTunes.

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Contro il genocidio culturale in Tibet: boicottare le Olimpiadi di Pechino

Ieri segnalavo l’ennesima censura della Rete operata dal Governo cinese, questa volta ai danni di Youtube. Le autorità di Pechino hanno infatti reso inaccessibile in Cina il servizio di video-sharing, reo di ospitare immagini non autorizzate della durissima repressione in corso in Tibet. Oggi il nostro direttore Luca Ajroldi pubblica a nome del gruppo un appello a boicottare le olimpiadi di Pechino:

“Gesto politico, privo di valore economico ma che scarica le coscienze che rimordono. E tutto questo mentre i monaci e i cittadini devono subire una repressione brutale, con i carri armati per le strade di Lhasa e l’esercito che spara sulla popolazione inerme. Communicagroup si schiera con il popolo tibetano e invita tutti i suoi lettori a far sentire la loro voce contro questo “genocidio culturale”.

Io mi associo. E voi?

Flickr: dopo le foto, (forse) i video

Entro tre settimane a partire da oggi Flickr, la piattaforma di una delle piattaforme di online photo-sharing più frequentate al mondo, potrebbe implementare un servizio di upload e condivisione video simile a Youtube.

Lo suggeriscono rumors insistenti circolati ieri alla festa per i quattro anni di Flickr, riportati oggi dal solito e bene informato Techcrunch.

Via

(update thanks to Luca)

Musica gratis online: le strategie di Nine Inch Nails e The Charlatans

musica gratis online the charlatans e Nine inch nails

Radiohead, Nine Inch Nails, The Charlatans. Cosa accomuna tre music band così diverse? Seppure con formule diverse, questi artisti hanno tutti avuto il coraggio di sperimentare la distribuzione gratis online di parte della propria musica.

In principio furono i Radiohead a tentare (con risultati controversi) la distribuzione online, senza intermediari e con prezzi stabiliti dal pubblico dello splendido “In Raimbows”.

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Aol acquisisce il social network Bebo

aol acquisisce bebo

Mai sentito parlare di Bebo? Probabilmente la risposta è no, ma tant’è: si tratta di un altro social network che sale oggi agli onori delle cronache per essere stato acquisito a suon di milioni di dollari.

Sono infatti ben 850 quelli sborsati da Amerca On Line (AOL) per acquisire il network e assicurarsi l’attenzione dei suoi oltre 40 milioni di utenti, la maggior parte dei quali è residente in Gran Bretagna, Irlanda e Nuova Zelanda.

Per saperne di più:
Bebo
– Cnetnews.com: “AOL buys social network Bebo for $850 million

Digg nelle mire di Google e Microsoft

Nella blogosfera americana rimbalza in queste ore una ghiotta notizia: Digg, il più famoso sito di “editoria sociale” al mondo, presto sarà in vendita e ci sarebbero già quattro potenziali acquirenti tra cui Google e Microsoft. Secondo Techcrunch, la posta in gioco non è solo il possesso di Digg: se Google dovesse uscire vincitore dalla contesa, di certo agirebbe in modo da far cessare l’accordo pubblicitario triennale che unisce Microsoft e il sito di editoria sociale, assestando l’ennesimo malrovescio alla casa di Redmond.

Per la cronaca, l’offerta di Google dovrebbe assestarsi intorno ai 200/225 milioni di dollari.

Per saperne di più:

– Techcrunch: “Google, Microsoft Bidding For Digg