
Questo mese ha visto la luce un altro corporate blog italiano: si chiama “Chiacchiere in cucina” ed è la voce nella blogosfera del Gruppo Febal Cucine. Ringrazio il lettore che me lo ha segnalato e passo subito all’analisi:
1) Anche qui, come altrove, è corretta la scelta di usare una piattaforma commerciale per il blogging testata ed affidabile come wordpress.com. Le funzionalità abbondano e le questioni più tecniche sono, per la maggior parte, problema altrui.
2) La grafica, strutturata su quattro colonne, è intrigante al primo approccio ma – almeno per quanto mi riguarda – alla lunga confonde e stanca un po’. Interessente l’effetto collaterale: una colonna di post così stretta richiede meno testo per essere riempita e consente di essere brevi ma significativi senza apparire laconici.
3) Gli autori sulla carta sono cinque e, correttamente, si presentano uno ad uno. A mio giudizio c’è un po’ troppo marketing nelle loro competenze, ma leggendo i post mi sembra che per il momento questo “aspetto” emerga poco. Trattandosi di un blog, è un bene. Il tono è colloquiale e non manca qualche commento. Trovo tuttavia sbagliato non firmare i post: se leggo un testo non mi interessa conoscere tutti i nomi degli autori, voglio sapere con chi sto conversando direttamente. Altrimenti non commento.
4) La policy è buona. Brevissima e abbastanza chiara, viene chiusa con una velata minaccia non priva di ironia: “Chi dovesse dimenticare queste semplici norme potrebbe non vedere pubblicato il suo intervento”.
Insomma, c’è da lavorare ma siamo sulla buona strada.






