Il blog del Giardino degli Dei (srl)

Paolo Valenti è il fondatore della GDD srl, un’azienda specializzata nella produzione di integratori alimentari e che quindi poco sembrerebbe avere a che fare con la rete e il web 2.0. Eppure Valenti, forte del suo spirito imprenditoriale e dell’esperienza maturata on line, recentemente ha preso il coraggio a due mani e inaugurato un corporate blog dal nome inequivocabile: GDD Online. Il perchè ce lo spiega lui stesso: “La mia prima intenzione è usare il blog per fidelizzare i clienti attuali con un servizio di informazioni legislative molto puntuale e aggiornato”. Il secondo obiettivo, non meno importante, è superare la distanza che si crea tra l’azienda che produce gli integratori alimentari e l’end user, dove quest’ultimo ha a che fare solo con la distribuzione e generalmente ignora la vera fonte dei prodotti che acquista. “Il blog serve a conquistare nuovi customer – chiarisce Valenti – ma anche e soprattutto a creare nel tempo la conoscenza del produttore nell’end user, a farne una garanzia di qualità”.

Insomma, il blog come strumento editoriale a basso costo per

  • veicolare contenuti tecnici e settoriale e, con essi, la competenza di chi gestisce l’azienda;
  • creare brand awareness tra la clientela end user;
  • ottenere visibilità in rete a fronte di investimenti modesti;
  • avviare una conversazione con la community di riferimento;

Il blog di BeniMusicali

Dal sito BeniMusicali.com:

“Il progetto ha lo scopo di valorizzare, grazie alle tecnologie di rete, il grande patrimonio musicale italiano, mettendo a disposizione di tutti: trascrizioni di partiture musicali di pubblico dominio; edizioni delle partiture e delle relative parti staccate per lo studio e le esecuzioni; audio di brani ed esecuzioni inediti (MP3)”.

Parte di questi contenuti è disponibile a pagamento e venduta attraverso un e-shop dedicato. Parte è invece diffusa gratuitamente, anche in formato podcast, attraverso il blog Beniculturali.it, che svolge il ruolo di interfaccia con la comunità di riferimento. Un nuovo e intressante modo di sfruttare il tool blog e una ulteriore dimostrazione della sua straordinaria flessibilità.

Il progetto, promosso e gestito dal Centro Italiano di Musica Antica, è affidato al Maestro Riccardo Martinini che, avvedutamente, ha scelto di diffondere informazioni, interviste e brani musicali con licenza Creative Commons.

Digital Divide, un problema anche negli Usa

Tutto il mondo è paese. Uno studio appena pubblicato da Pew Internet mostra infatti come anche gli iper-tecnologici e super-cablati Stati Uniti soffrano un crescente digital divide. Peccato però che, mentre in Italia coloro che ne sono affetti spesso non sanno neanche come si accende un computer, nella ricerca di Pew si parli in realtà di un “divario digitale” forse meno grave del nostro, che separa coloro i quali adottano rapidamente le più recenti tecnologie, specie quelle del cosiddetto web 2.0, da quanti, semplicemente, ne fanno a meno limitandosi sfruttare i servizi digitali più “canonici”. Averne in Europa, e soprattutto in Italia, di problemi così. Ma l’America è altro pianeta che assomiglia al nostro solo per una precisa, e forse anche prevedibile, caratteristica: anche negli USA, infatti, i veri esclusi digitali sono soprattutto gli anziani over 64.

(Via)

Con Netwo a colloquio con Dada

Venerdì scorso ero a Firenze, invitato dal gruppo Netwo ad un’incontro con i soci fondatori di Dada, Paolo Barberis in testa. Durante le oltre sei ore del meeting si è parlato di web 2.0, social networking, convergenza tra internet e mobile, revenue sharing, strategie commerciali su scala nazionale e internazionale. Barberis ha raccontato brevemente l’avventura di Dada, focalizzando poi l’attenzione sul presente e su iniziative come Friend$, il cui modello di business, frutto di un accordo specifico con Google, potrebbe presto essere “trasferibile” ad altre iniziative di social networking esterne a Dada. Altro elemento emerso dall’incontro è l’interesse con cui l’azienda di Barberis e soci guarda alle start-up 2.0 italiane, sempre a caccia di idee, tecnologie e risorse umane che consentano a Dada di mantenere la notevole crescita sostenuta fino ad oggi. Quest’ultima è quantificabile con pochi numeri significativi: 520 dipendenti (300 solo in Italia), presenza in 15 paesi (tra cui Stati Uniti, Brasile, Spagna e Cina), oltre 110 milioni di euro di revenue, il 50 per cento dei quali proviene da attività all’estero. L’incontro mi ha anche dato il destro per indagare l’eventuale esistenza di blog aziendali fuori e dentro la intranet aziendale di Dada e quello che ho scoperto sarà presto oggetto di un altro post su Blogs4biz. Stay Tuned.

Per saperne di più:

– Infoservi: “Nuovo incontro Netwo: Il 2.0 italiano ospite da Dada

(foto Alberto D’Ottavi)

Two weeks of blogging

In evidenza

  • Cento colpi di blog
    La notizia circola non confermata dietro le quinte della blogosfera italiana: cento nuovi blog tematici dovrebbero debuttare a breve, concepiti all’ombra di un grande, ricco, potente e luminoso quotidiano italiano
  • Direct2Dell parla anche spagnolo

Le altre notizie

Il blog di Untitled Editori

Untitled Editori è una casa editrice che nasce nella e dalla blogosfera. Fondata da tre blogger nel 2005, pubblica esclusivamente libri scritti da altri blogger. Poteva mancare un corporate blog? Evidentemente no: si chiama “Appunti dalla redazione” e, più che un weblog, sembrerebbe una qualsiasi anonima sezione del sito se non fosse per la dichiarazione d’intenti che torreggia sopra all’elenco dei post:

“Questo blog è una specie di lavagna magnetica della Redazione di Untitl.Ed, dove di tanto in tanto vengono appuntate riflessioni sulla scrittura e sulla lettura, annotazioni riguardanti l’andamento dei lavori editoriali, cose da tenere a mente, questioni da discutere, impressioni su quello che succede intorno. E’ una lavagna, una pubblica bacheca – o forse è la vetrata di una casa (di un’officina, di un atelier), attraverso la quale s’intravvedono sagome di persone al lavoro, e s’indovinano discussioni.”

Insomma, le intenzioni sono chiare e francamente buone; meno buona invece mi sembra la realizzazione pratica del blog: i post sono dotati di commenti aperti, di permalink e sono anche firmati, ma mancano l’archivo mensile dei post, le categorie, il blogroll e i trackback cui si somma, come già accennato, la scarsissima personalizzazione del template. Una serie di lacune facilmente colmabili, ma che non ti aspetteresti in una azienda fondata da blogger. Tutto questo, senza nulla voler togliere alla

Direct2Dell parla anche spagnolo

In principio Dell ignorava la blogosfera e non si curava affatto delle lamentele e critiche a suo carico che in essa circolavano. Poi si levò una voce più forte delle altre che finì con l’attrarre l’attenzione dell’azienda e porla di fronte alla realtà: la clientela, forte del “megafono” blog, stava cambiando, perdendo la sua passività e pretendendo con forza maggiori cure e attenzione. Un po’ di resistenza, poi la resa: con coraggio davvero notevole e sebbene in ritardo, Dell ha affrontato la realtà e aperto, non senza qualche difficoltà, il proprio corporate blog. E il gioco deve essere valso la candela visto che, non paga, lo scorso marzo l’azienda ha aperto una versione cinese del proprio corporate blog e ora, in pompa magna, ne annuncia una in spagnolo:

“Dell today launched DellenDirecto, its official Spanish blog for customers, bloggers and other stakeholders who prefer to have online conversations in the first language spoken by about 330 million people worldwide”.

A quanto pare ci hanno preso gusto. Voi che ne dite?

Cento colpi di blog

La notizia del momento circola non confermata dietro le quinte della blogosfera italiana: cento nuovi blog tematici stanno per invadere la rete nostrana solo qualche intoppo in fase di preparazione avrebbe impedito loro di esser già tra noi. Ormai comunque mancherebbe poco: dovrebbero debuttare a breve tutti insieme perché insieme sono stati concepiti all’ombra di un grande, ricco, potente e luminoso quotidiano italiano. Un nuovo blog network nella già angusta internet italiana? Staremo a vedere. Nell’attesa, provate a indovinare qual’è il giornale incriminato o chi tra i blogger più conosciuti entrerà a far parte dell’ambizioso progetto (io ne conosco almeno uno). Non si vince nulla, ma vuoi mettere la soddisfazione?