L’inutile Seconda Vita del marketing

BrandWeek mi delizia con un articolo dal titolo palese: “Are Marketers Dying on Second Life?”. In esso si sottolinea non senza ironia come, attirati dal clamore dei media, gli operatori del marketing continuino a fiondarsi nell’universo creato da Linden Lab senza peraltro avere idea di cosa fare una volta all’interno. Il tutto avviene poi nel generale disinteresse, quando non siamo di fronte alla pura avversione, dei frequentatori di Second Life, che mal tollerano vuote operazioni di marketing una tantum: molte aziende si limitano infatti ad aprire in pompa magna succursali virtuali che presto restano deserte. Il perchè è comprensibile: La semplice notizia che un brand importante apra un negozio in Second Life viene ripresa dai media di tutto il mondo, generando una “copertura mediatica” gratuita che altrimenti costerebbe milioni di dollari. Un simile rientro vale poche migliaia di dollari buttate in inutili “isole virtuali” e il dissenso di qualche avatar ostile. O no? Peccato tutto questo debba finire non appena il morboso interesse della stampa finirà inevitabilmente con l’esaurirsi.

L’importanza di semplificare l’offerta ICT

Il ritardo italiano nel ITC non riguarda solo l’offerta, ma anche la domanda. Sia la clientela business che quella home faticano a far proprie le nuove tecnologie perchè, molto spesso, non ne comprendono l’utilità a causa di una bassa alfabetizzazione informatica. Dunque, ciò che serve oggi non sono solo le infrastrutture per portare la banda larga ovunque: lo sforzo da fare è anche quello di mettere l’utente al centro dell’universo tecnologico e semplificare sempre di più l’offerta ICT, rendendola flessibile, comprensibile e quindi accessibile a tutti.
E’ questo, in estrema sintesi, il succo dell’intervento fatto ieri all’Innovation Forum 2007 da Nicola Aliperti (foto), amministratore delegato di Hewlett Packard, durante il panel “Governare le Reti per l’Innovazione del Sistema Paese”. Voi che ne pensate?

Il corporate blogging secondo IBM Italia

Che IBM faccia corporate blogging non è una sorpresa per nessuno, ma che l’uso di questo potente strumento sia una realtà consolidata anche in Italia, di certo se lo aspettano in pochi. Eppure è così: me lo ha confermato durante una piacevole chiaccherata Andrea Pontremoli (foto), Presidente e Amministratore Delegato di IBM Italia, incontrato all’Innovation Forum 2007. E anche se l’AD mi ha promesso l’invio di dati più precisi e puntuali a riguardo, posso già anticiparvi che su diecimila dipendenti IBM in Italia, i corporate blog interni dovrebbero essere addirittura alcune miglialia. Come già negli Stati Uniti, anche qui da noi il blog viene infatti usato con profitto per stratificare la conoscenza e l’esperienza maturata dagli addetti ai lavori intorno a un dato progetto. Quel sapere, fatto di domande e risposte, di problemi e soluzioni, di post e commenti, viene accumulato e archiviato restando sempre disponibile e consultabile sul blog attraverso la rete aziendale. Non mancano poi le iniziative di corporate blogging “esterno”, sebbene delimitate ad una comunità chiusa di utenti: c’è il blog della Fondazione Eclipse, comunità di riferimento nello sviluppo del software open source, e quello della Fondazione Senso Comune, con cui interagisce una comunità di 250 linguisti universitari italiani impegnati nella ricerca finalizzata alla creazione di motori di ricerca capaci di riconoscere, oltre il significante, anche il significato delle parole ricercate.

Innovation Forum 2007

Mi trovo all’hotel Sheraton di Roma dove è iniziata, con notevole ritardo, la prima delle due giornate del convegno Innovation Forum 2007. Giunto alla sua seconda edizione, l’evento ha richiamato il Gotha dell’ICT italiano che ora sembra aspettare pazientemente il proprio turno per parlare, ascoltare o fare domande. Molte e diverse le sessioni previste: i temi in discussione spaziano dalla “Sanità elettronica” a “Innovazione e Pubblica Amministrazione” ai “Servizi Finanziari Innovativi”. Leggendo il programma, pur vedendo ripetersi assai spesso la parola “innovazione”, difficilmente si scorgono interventi relativi a web 2.0, social networking e quant’altro di veramente innovativo la rete offre oggi. Salvo due eccezioni: la sessione di oggi intitolata “Turismo e Cultura Digitale”, che prevede un’intervento su “Web 2.0 per la valorizzazione del patrimonio turistico e culturale italiano” e nella quale, curiosamente, non si fa menzione del neonato portale Italia.it; la sessione di domani, intitolata significativamente “Web 2.0 for Innovation” e che vedrà intervenire Derrick de Kerckhove, professore della University of Toronto. Quest’ultima, badate bene, avrà luogo dalle 16 alle 16.30, in chiusura.

Per saperne di più:

– Il programma ufficiale dell’Innovation Forum 2007

Il blog del Gruppo Toscano – Atto secondo

Qualche giorno fa, esaminando il blog del Gruppo Toscano, evidenziavo alcune criticità come ad esempio la scelta di affidarne la redazione al solito “ufficio stampa”, la cui algida firma si trova in calce a tutti i post. Fare corporate blogging significa prima di tutto restituire (se non addiritttura dare per la prima volta) un volto umano alla propria azienda, iniziare a conversare con i propri clienti, avere il coraggio di esporsi, confrontarsi. E per farlo, serve innanzittutto che a parlare siano persone in carne e ossa, con un volto, un nome e un cognome. Bene: qualcuno deve avermi ascoltato, visto che l’ultimo post pubblicato sul blog di Toscano, intitolato significativamente “Veniamo allo scoperto!“, presenta finalmente i due redattori del blog mostrandone foto, credenziali e, con mia piacevole sorpresa, linkando ai blog che ne hanno recensito l’operato.

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Tiscali presenta soluzioni proprietarie per l’IPTV e il P2P

Ieri a Roma, durante la conferenza Cross-Media #2 (della cui pessima riuscita dirò forse più avanti), il direttore Portal & IpTv di Tiscali Italia Fabrizio Meli ha presentato in anteprima due nuovi prodotti per il mercato nostrano:
1) Tiscali.tv: debutterà entro settembre 2007 ed è la localizzazione italiana del servizio di IPTV già disponibile in Gran Bretagna. quest’ultimo si basa sulla tecnologia proprietaria sviluppata dall’acquisita Homechoice ed è stato lanciato il primo marzo 2007. Attualmente conta 45mila utenti che possono usufruire di oltre cento canali live e video on demand, mille film e 5mila video musicali.
2) Una non meglio precisata piattaforma di file sharing basata su tecnologia P2P grazie alla quale gli utenti Tiscali potranno “scambiarsi i contenuti in modalità veloce, sicura, protetta” e, soprattutto legale. Da notare che, l’unica slide di presentazione ad essa dedicata, mostrava un’interfaccia grafica che ricorda da vicino quella dell’iTunes music store di Apple.

A week of blogging

I temi caldi della settimana:

L’ora del CitizenCamp

Ormai ci siamo: domani è il giorno del CitizenCamp, il BarCamp sulla cittadinanza digitale che si svolge a Casalecchio di Reno (Bologna). Dando una scorsa all’elenco dei partecipanti e ai titoli degli interventi, l’evento si prospetta molto interessente. E se, come il sottoscritto, non avete la possibilità di partecipare, avete di che consolarvi: sarà infatti possibile seguire il CitizenCamp anche on line, grazie alla provvidenziale diretta in video streaming realizzata con l’ausilio del CINECA e visibile sul sito lacittadeicittadini.org.

Per saperne di più:

– Il sito ufficiale della manifestazione
– Vassar Storie(s): “Il CitizenCamp è alle porte e io non ho niente da mettermi!

L’Europa ha “fame” di professionisti dell’ICT

Da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici mi inviano un sunto di quanto si è detto durante l’Eucip Conference 2007 (European Certification of Information Technology Professionals). Un dato su tutti: in Europa l’ICT è un settore che, se vogliamo dare ascolto alle previsioni di crescita più ottimistiche, entro il 2010 potrebbe evidenziare un fabbisogno occupazionale di nuovi professionisti dell’ordine di 250.000 unità. Il problema è che, sempre secondo la ricerca, 70.000 di queste nuove richieste potrebbero rimanere insoddisfatte a causa della mancanza di personale sufficientemente qualificato. Di qui la necessità impellente di “una nuova strategia di formazione e qualificazione degli specialisti”.
Problema, quest’ultimo, che riguarda da vicino anche l’Italia: stando infatti ai dati tratti dal Rapporto 2006 su “Occupazione e professioni nell’Ict” di Confindustria Servizi Innovativi, nel 2010 “il fabbisogno nazionale di nuovi professionisti dell’Ict sarà all’incirca di 17.500 nuove unità, a cui si aggiungeranno circa 3.800 professionisti delle linee di business.”

Il ministro Fioroni e la blogosfera: dove eravamo rimasti?

Trovo che l’avventura nella blogosfera del ministro Giuseppe Fioroni, breve ma intensa, sia emblematica di cosa un politico non dovrebbe assolutamente fare quando si avvicina al blogging. Se ricordate, tutto ha inizio con l’apertura di un blog a scopo puramente elettorale: due post in sei mesi, quintali di commenti spam a pubblicizzare siti porno di ogni genere, il tutto condito con un desolante abbandono. Poi la gaffe: l’invocazione di un giro di vite su internet, alla quale la blogosfera risponde segnalando prontamente i contenuti indecorosi commentati sul blog del ministro; questi si difende adducendo ragioni che, secondo gli esperti, reggono poco o nulla. Bene: durante la tempesta, il “blog di Fioroni è stato inevitabilmente messo in “aggiornamento“, lasciando presupporre che, prima o poi, il sito sarebbe tornato con filtri antispam e magari con qualche contenuto. Invece no: da un laconico “sito in aggiornamento”, il weblog del ministro è passato direttamente ad un altro avviso, non privo di una certa ironia:

“Per le informazioni sull’attivita’ del Ministro della Pubblica Istruzione, On. Giuseppe Fioroni, visitare il sito http://www.pubblica.istruzione.it”

Desolante.