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Usa, anche la Chiesa (battista) blogga

Quando si parla di comunicazione, negli Stati Uniti nulla viene lasciato al caso. Dunque non deve stupire se esiste la professione di “Church communications director” e se Cory Miller, rivestendo questo ruolo per la Quail Springs Baptist Church, si sia “convertito” già da un anno all’uso del blog. Anche lui, come già molti altri in America, ha infatti compreso quanto sia utile e prezioso per un libero professionista relazionarsi con il suo mondo conversando a suon di post. Il discorso è sempre lo stesso: veicolando le proprie competenze e la propria visione del settore con linguaggio informale e schiettezza, conversando con la comunità di riferimento, si arriva più lontano e più in profondità di qualsiasi borchure, comunicato stampa o cartellone pubblicitario. Così il signor Miller intrattiene fruttuosi rapporti con il mondo, Australia e Giappone compresi, e oggi viaggia da una parte all’altra del globo per tenere seminari sui vari aspetti della propria professione. Tutto questo in appena un anno di attività e soprattutto grazie al blog.

Detto questo, mi domando se anche a voi dà i brividi sapere che il blog di Miller si intitola “ChurchCommunicationsPro“, che ha per argomento centrale “Your church marketing & website resource” e che offre servizi come la realizzazione di “church logo design”.

Nova100 è qui

Rispettando i pronostici e senza troppo clamore, oggi Nova100 ha fatto ufficialmente il suo debutto in società varando l’aggregatore centrale dei suoi blog. Quest’ultimo consente di accedere ai contenuti organizzandoli in tre diversi “contenitori”: news (divise in categorie), blogs (ovvero un elenco di tutti post del network) e tags. E’ inoltre disponibile l’elenco di tutti i blog, il link ai quali è disponibile in forma “faccine” cliccabili.
Per ora il mio giudizio resta sospeso: il semplice fatto che sia attivo solo il 25 per cento dei blog impedisce di elaborare un giudizio attendibile sia sullo strumento sia sui contenuti disponibili. Se tuttavia desiderate esprimere comunque un giudizio, accomodatevi: sapete dove e come.

Dopo l’incontro con Bruce Perens

Bruce Perens is a very nice guy. Non voglio certo rubare il mestiere ai colleghi di Gnuvox, ma vale la pena spendere due parole sull’incontro tra questo cortese signore dell’open source e il gruppetto di blogger (me compreso) che ha aderito all’invito di Roberto Galoppini. Dei molti temi sollevati durante l’incontro, tutti molto intressanti, tre mi hanno colpito in particolare:

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Nova100, il parere dei lettori

In un recente post segnalavo il link ai primi blog del network targato IlSole24ore. L’anteprima non autorizzata di Nova100 ha suscitato vari commenti che, nonostante la fase Alfa del progetto, mi sembra valga la pena riprendere e sottoporre alla vostra attenzione:
Antonella Beccaria apre le danze esprimendo qualche dubbio: “Il progetto sarà in una fase di start up perché, se così non fosse – spiega – qualche perplessità sulla potenza di fuoco dei grossi gruppi editoriali, sorge. La domanda che mi pongo, infatti, è: tutto qua?” Molto più caustico l’anonimo Blogger, secondo il quale i giornalisti sono una “casta impenetrabile” e i blogger, che avrebbero la possibilità di fare la differenza, finiscono invece per “costituire una seconda casta. Come? Con i soliti blogger al servizio dei soliti giornali. Che schifo”.
Meno violento ma sempre caustico Viralavatar, secondo cui l’iniziativa non è “niente di che..altri 100 blog che si aggiungono alla blogsfera. E per lo più con innovazione prossima allo zero”. Gli fa eco Andrea, pur portando un tocco di sano ottimismo: secondo lui il progetto è affetto da “poca originalitá …ma diamo tempo al tempo. Personalmente sento una specie di tristezza, vedendo ‘ingabbiati’ (avete visto le fotine?) alcuni dei nostri eroi”.
Più tecnico e intrigante il commento di [mini]marketing: “Speriamo che le economie di scala di questa ennesimo circuito vadano al di la’ di generare i soliti 99 link in entrata automatici, solo per entrare ben posizionati nelle ben note classifiche”. Classifiche che, secondo Massimo, “prima o poi moriranno per gli stessi meccanismi che prendono in esame”.

Meet Perens

Domani inizia il Festival dell’Innovazione: dando una rapida occhiata al programma della manifestazione, è difficile non condividere almeno in parte il giudizio pessimistico di chi vede nell’evento “lo specchio di questo paese ingessato” dal punto di vista tecnologico. Di positivo c’è che il Festival porterà a Roma due nomi storici del movimento open source mondiale: Richard Stallman e Bruce Perens. E a dare maggior senso alla “vacanza romana” di quest’ultimo, cui va il merito di aver “definito (nel vero senso della parola) l’open source”, ci provano i blogger: Roberto Galoppini e Nicola Mattina stanno infatti organizzando “on the fly” un incontro per venerdì mattina tra la blogosfera italiana e Mr Perens. Mentre scrivo, luogo e ora sono ancora da definire e molto dipenderà dal numero di partecipanti. Se vi interessa, non dovete far altro che iscrivervi sull’apposito wiki.

Twitter killed the blog star

Eric Case è product manager per Blogger.com, piattaforma di blogging gratuito targata Google. In un’intervista rilasciata a BusinessWeek, Case ha affermato che “questa cosa che chiamiamo blogging sta svanendo per essere sostituita da nuovi modi di postare e condividere cose”. Tra questi, secondo il manager di Mountain View figura in primis Twitter, servizio che consente agli utenti di condividere semplici e brevi “tidbits of life” al posto di lunghi ed elaborati post pieni di “deep thoughts”. Il blogging, insomma, avrebbe le ore contate. Non solo: in questo contesto di condivisione di pensieri brevi e fugaci, il device principe per immetterli in rete sarà il cellulare. Risultato: il post svanisce per far luogo all’SMS/MMS.

Un’immagine del futuro che tutto sommato non mi sento di condividere. Mi sorge anzi il sospetto che tanto pessimismo in casa Google verso le sorti del blog derivi dall’esperienza con la sola piattaforma Blogger.com, piuttosto che da un reale contatto con la blogosfera nella sua interezza. Magari mi sbaglio.

(via)

PubCamp Chieti

Non prendete impegni per il prossimo 23 giugno: in caso contrario vi perdereste il primo PubCamp dell’anno, che poi è anche il primo BarCamp sponsorizzato da Communicagroup. La città è Chieti, il luogo un pub, il perchè è semplice: fare un barcamp che non sia troppo tecnico ma che anzi punti tutto sulla “divulgazione, cercando di attirare e coinvolgere anche i semplici curiosi di internet e delle nuove tecnologie. Per riuscire in questo intento, si è deciso di scegliere come location un pub e come scusa un amichevole boccale di birra”.

eBay acquisisce StumbleUpon

Crea una startup, accumula qualche centinaio di migliaio di utenti (meglio se qualche milione), prega che uno dei grandi della rete si accorga di te e, con lungimiranza, ti acquisisca. Una strategia semplice quanto pericolosa cui si deve più di un penoso fallimento, ma che sembra aver funzionato egregiamente per StumbleUpon:

“eBay Inc. today announced it has acquired StumbleUpon, an early-stage company that helps people discover and share content online, for an aggregate transaction value of approximately $75 million. This acquisition will provide eBay with in-depth exposure to a fast-growing community-based service with approximately 2.3 million users. StumbleUpon gives people a new way to discover relevant and entertaining content based on personal preferences and community recommendations”.

(via Businesswire)

CBS compra Last.fm

In vena di spese 2.0, il network americano CBS ha appena sborsato 280 milioni di dollari per acquisire la britannica Last.FM, web radio che consente all’utente di generare palinsesti on demand, ma anche e soprattutto di condividere i propri gusti musicali con gli altri iscritti al servizio. La cifra investita, più bassa rispetto ai numeri da capogiro relativi alle precedenti acquisizioni di realtà come YouTube e MySpace, potrebbe lievitare notevolemente “if performance targets are met”. Tutto sommato, un ottimo prezzo coinsuderando che Last.fm vanta 15 milioni di utenti nel mondo, 4 dei quali solo negli USA.

(via)

La vlogsfera è servita

In attesa che Luca De Biase e il Sole24Ore sparino i loro cento colpi sulla blogosfera, vogliate gradire un assaggio della valanga di nuovo blog- iniziative previste nel 2007: si chiama VlogSfera, e presenta quale “primo network italiano di video blog”. L’iniziativa ha debuttato ufficialmente il 23 maggio scorso e per ora vanta al suo attivo tre soli blog: AutoVideoBlog, TecnoVideoBlog, CineVideoBlog. Manco a dirlo, altri ne verranno a breve.