Archivi categoria: corporate blogs

Forrester ha visto la luce

“Aprite un blog. Conversate con i vostri clienti. State attenti alla reputazione. Nulla è come prima, e chi non salta sul treno è perduto.”

e poi ancora:

“La comunicazione è ormai a due vie: ascoltare, rispondere e parlare in modo intelligente, senza più dettare legge sui consumatori, è il consumatore ad avere il potere e non l’azienda».”

A parlare non è uno qualunque ma George Colony, CEO di Forrester Research, che folgorato sulla via della blogosfera ha improvvisamente compreso l’importanza del corporate blogging. Appena in tempo per essere citato e rilanciato da una fonte autorevole quale IlSole24Ore.

Cos’è? E’ arrivata la fine del mondo?

IBM Blogging revolution

Apprendo or ora che l’IBM Center for the Business of Government ha pubblicato uno studio intitolato “The Blogging Revolution: Government in the Age of Web 2.0“. Il report, realizzato da Donald Wyld della Southeastern Louisiana University, consta di ben 70 pagine ed è liberamente scaricabile in formato PDF. Per ora mi limito a segnalarvene l’esistenza; il tempo di leggerlo e, se ne vale la pena, torneremo sull’argomento.

Via

“Il corporate blogging è servito”

A luglio Andrea Genovese, direttore di 7thfloor, mi ha chiesto un pezzo sul corporate blogging da pubblicare sul numero 8 del suo giovane mensile. Ora che quel numero è liberamente scaricabile (in PDF) dal sito della rivista, vi segnalo l’articolo a pagina 31 intitolato, appunto, “Il corporate blogging è servito”.

Se la cosa vi interessa, Buona lettura.

Avete capito male

Mio malgrado, sono incappato nel press release di un’agenzia che si propone come intermediario tra aziende interessate al corporate blogging e potenziali editor. In esso si legge:

“Every Business should recognize the Importance of having a marketing person to write their blogs and PR to generate leads, and new referrals.”

Sull’importanza di fare corporate blogging, niente da dire. Rispetto invece alla figura professionale che nel comunicato stampa viene proposte come editor, direi che non ci siamo proprio. Come già scritto il mese scorso su 7thFloor:

“L’ufficio comunicazione: va aggiunto alla ricetta (del perfetto corporate blog, ndr) in dosi minime e con cautela. In primo luogo perché ha ancora il suo da fare con la comunicazione tradizionale, che di certo non viene meno in presenza del blog. Secondo, perché riverserebbe nel blog linguaggi e comportamenti inadeguati, frutto di “deformazione professionale”. Il ruolo indicato è quello del tutor, purché non troppo invasivo.”

Voi che ne pensate?

Demanews blog si commenta da solo

“Demablog è un blog aziendale in tutti i sensi. E’ scritto da Antonangelo de Martini, socio della Dema srl e membro del consiglio di amministrazione. Nonostante la precedenza nei post sia data all’informazione sulla nostra azienda, nel blog trovano spazio articoli sulla moda, il costume, la tecnologia e in genere tutto quello che passa per la testa del suo redattore.

Quindi niente finte markette, qui è tutto sotto la luce del sole”.

L’intenzione era quella di recensire il blog della Dema Kembruck, azienda italiana importatrice di scarpe, nonché di bacchettare un po’ l’editor De Martini invitandolo a curare di più l’editing e a postare più spesso. Poi però ho letto la sopracitata dichiarazione di intenti e ho deciso di essere indulgente. Lo spirito con cui è nato questo corporate blog è quello giusto e merita sostegno: servono solo un po’ di convinzione e dedizione in più.

Purchè non tardino troppo.

Corporate blogging, 5 + 5 buone ragioni per iniziare

Dalle pagine di Small Business Computing, James Martin mi conforta con un pezzullo intitolato “Five Reasons to Start a Small Business Blog”. Con poche ma chiare parole, il giornalista scrive oggi quello che su questo blog – me ne darete atto – si ripete ormai da anni in tutte le salse: il corporate blogging può essere un toccasana per le piccole imprese. Ricordando che l’archivio di Blogs4biz è a disposizione di chi voglia approfondire l’argomento, riporto di seguito le “cinque buone ragioni” correttamente elencate dal signor Martin:

1) improved search engine optimization;
2) a blog is an inexpensive form of public relations and marketing;
3) a blog can be more effective than traditional methods of turning prospects into customers;
4) blogs can help you receive immediate customer feedback;
5) blogs are easier and less expensive to manage than full-fledged Web sites.

ciò detto, per conto mio ne aggiungo altrettante:

1) cresce costantemente il numero di “clienti – blogger”: parlare con loro significa scendere nell’arena della blogosfera, capirne le regole e linguaggi;
2) la forza di un’azienda risiede nel talento di chi ci lavora: dare voce a quel talento può essere la migliore delle pubblicità possibili;
3) la vostra comunità di riferimento è la vostra ricchezza: conversare con essa a viso aperto significa guadagnarsene la fiducia e, spesso, ottenere in cambio preziosi suggerimenti;
4) conversare significa anche crescere: fare corporate blogging è una grande opportunità di formazione per le vostre “risorse umane”;
5) in caso di crisi, una voce e un volto fanno comodo: se qualcosa va storto, parlarne attraverso il blog con onestà e schiettezza restituisce “punti” preziosi all’immagine dell’azienda;

Gran Bretagna, il corporate blog fa ancora paura

“Il blogging è molto più di qualcosa di ‘carino da avere in azienda’. I corporate blog possono essere strumenti di comunicazione estremamente efficaci da impiegare nella comunicazione interna ed esterna di una comunità aziendale”.

Con queste parole Nick Sharp, vice presidente e general manager di WebTrends, commenta (vagamente stizzito) i deludenti risultati della ricerca commissionata dalla sua azienda sulla diffusione del corporate blogging in Gran Bretagna. Secondo l’indagine, infatti, solo il 5 per cento delle “UK Corporations” interpellate ha ammesso di fare uso del blog “on a regular basis”.

Gli altri, ovvero la stragrande maggioranza delle aziende britanniche, preferiscono ancora affidarsi a strumenti di marketing più tradizionali come E-Direct Mail o Web Optimization, e si limitano a “tendere l’orecchio” verso la blogosfera per carpire ogni “sussurro” che possa in qualche modo riguardarli.

Insomma: origliare va bene, ma di conversare non se ne parla proprio.

“I veri avvocati hanno un blog”

LexBlog non è, come sembrerebbe suggerire il nome, un web log dedicato al mondo dell’avvocatura. LexBlog è molto di più: un’azienda specializzata nel corporate blogging che fornisce soluzioni “chiavi in mano” e su misura per singoli avvocati o interi studi legali.

In America, insomma, la cultura del blog in azienda è già sufficientemente radicata da consentire ai consulenti di dedicarsi esclusivamente ad uno specifico settore professionale, elaborando offerte di costo e complessità crescenti.
E a quanto pare i clienti non mancano: dando un’occhiata al corposo portfolio del’azienda fondata da Kevin O’Keefe, ci si rende subito conto che gli avvocati d’oltreoceano hanno preso davvero a cuore il corporate blogging. Nell’elenco proposto figurano ben 202 clienti: ho girato un po’ e scoperto che qualche blog è fermo, ma la maggior parte di loro è viva e vegeta come ad esempio l’Arizona Divorce and Family Law blog o il Texas Injury Law Blog. Insomma, per citare le parole usate dallo stesso, sorridente O’Keefe sul corporate blog della sua azienda, in America “Real Lawyers have blogs”. E in Italia?

Corporate blogging, la seconda volta di Sony

Dopo “l’incidente” del fake blog e dopo la sorpresa destata dal primo vero blog ufficiale dedicato alla Playstation, la divisione statunitense di Sony ci prova ancora: il nuovo esperimento ha un nome, Sony Electronics Blog, e il volto rassicurante di Rick Clancy, già responsabile per le Corporate Communications di Sony Electronics US. Le intenzioni, come sottolinea giustamente Elisa, sembrano corrette: Clancy sostiene di sapere che il blog e la schiettezza con cui intende condurlo potrà forse disturbare qualcuno (dentro e fuori l’azienda), ma si dice anche convinto che valga la pena mostrare da una prospettiva “dietro le quinte” la propria azienda, superare l’immagine monolitica del colosso nipponico per porre l’accento sulle competenze e le capacità impegnate in mille progetti, discutere da osservatore privilegiato delle pospettive di settore. Insomma, Clancy vuole fare corporate blogging e sembra sapere di cosa sta parlando, anche quando mette le mani avanti spiegando che sa a cosa va incontro:

“The focus of this blog will be on Sony Electronics-related activities, products and customers in the U.S., but I’m sure the discussion will drift from time to time to broader subjects that extend to our sister companies in the entertainment and gaming arenas, as well certain global issues and topics.”

In cambio l’editor chiede, in fondo, molto poco:

“The one thing I ask is that we all respect one another’s views and comments.”

Mi sembra sacrosanto. Cio detto, mi auguro che in Sony abbandonino presto la discutibile scelta di mettere un solo post per pagina, rendano disponibile una presentazione meglio articolata di editor e blog e registrino un dominio dedicato al nuovo sito. Questo tanto per cominciare.

Il corporate blog di Johnson & Johnson

Giusto la settimana scorsa segnalavo il corporate blog di un’industria farmaceutica, la GlaxoSmithKline. Oggi scopro che la GSK non è sola nella blogosfera: anche la Johnson & Johnson ha da poco lanciato “JNJ BTW“, corporate blog creato per offrire al pubblico “A three dimensional view” della multinazionale statunitense.
Diciamo subito che il blog appare ben fatto dal punto di vista formale, sebbene risulti forse un po’ anonimo. Fin da subito vengono chiarite le ragioni, più che corrette, che ne hanno determinato la nascita:

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