Il governo britannico alle scuole: “Non passate a Vista”

E’ la pura verità: la British Educational Communications and Technology Agency (BECTA) ha appena rilasciato un rapporto nel quale invita le scuole del Regno Unito a non passare a Office 2007 Windows Vista, l’ultimo e controverso sistema operativo rilasciato dalla Microsoft.

Il perché è presto detto: l’aggiornamento costerebbe troppo. Se infatti tutte le scuole britanniche decidessero ora di “migrare” sul nuovo sistema operativo di Redmond, il costo dell’operazione si attesterebbe intorno ai 175 milioni di sterline, ovvero oltre 230 milioni di euro.

Di questa notevole somma di denaro, un terzo finirebbe direttamente nelle tasche dello zio Bill Gates, mentre due terzi verrebbero bruciati in assistenza tecnica e, soprattutto, aggiornamento del vecchio hardware, notoriamente inadatto “reggere” un sistema operativo ingordo di risorse come Vista.

Il nostro ministero della Pubblica Istruzione è avvertito.

Per saperne di più:

– Washington Post: “Don’t upgrade to Vista, UK gov’t agency tells schools

Sei ottimi motivi per fare corporate blogging e qualche esempio

Stanchi di sentir parlare di corporate blog senza che nessuno vi spieghi veramente nè cosa sia, né tantomeno perché dovreste aprirne uno o più nella vostra azienda?

Per quel che mi riguarda ho la coscienza a posto: è dal dicembre del 2003 che quotidianamente vi aggiorno sul tema, affrontandolo da ogni prospettiva possibile.

Tuttavia voglio venirvi incontro e riassumere velocemente i perché del blog in azienda, aggiungendo poi un breve, e certo non esaustivo, elenco di esempi. Se poi avete bisogno di approfondimenti, allora sapete dove trovarmi.

Ma andiamo con ordine:

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Anche Sony rinuncia ai DRM. A modo suo

Solo pochi giorni fa segnalavo come anche la Warner Music avesse infine deciso di vendere musica online “DRM free”, ovvero priva di quei sistemi anti-copia sviluppati dalle major per contrastare la temuta pirateria online. Era l’ennesimo capitolo di una vera e propria rivoluzione avviata da Steve Jobs assieme alla EMI e che ora, con la “resa” finale di Sony BMG, sembrerebbe aver raggiunto il suo apice: tutti e quattro i colossi dell’industria musicale hanno infatto rinunciato all’uso dei DRM per proteggere la musica in vendita online.

Dico “sembrerebbe” ed in effetti il condizionale è d’obbligo, specie considerando che proprio il colosso nipponico, già tristemente noto per la sua smania di controllo sulle abitudini dei suoi clienti, ne ha escogitato un’altra delle sue: coloro che intendono acquistare online “Sony BMG DRM free music” dovranno infatti passare prima da un negozio “reale” e comprare una plastic card chiamata “Platinum Music Pass”. Il suo costo è di 12,99 dollari e dà diritto al download di un album scaricabile dal sito MusicPass.com.

A questo punto, una simile follia non può che avere un’unica spiegazione: Sony è sì disponibile a darti la sua musica senza protezione anti-pirateria, ma vuole prima guardarti in faccia e capire se può fidarsi di te.

Mi chiedo se non sarebbe stato meglio optare per una videochiamata su Skype.

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Microsoft promuove Vista su Google

Windows Vista e Live non vi piacciono? Microsoft ha deciso di vincere le vostre resistenze caricando dei video dimostrativi su YouTube, servizio notoriamente di proprietà dell’acerrimo avversario Google.

Una scelta interessante e coraggiosa: l’azienda di Redmond, pressata dalla necessità di raggiungere un pubblico il più ampio possibile (peraltro gratuitamente), ha infine trangugiato l’amaro calice ed è ricorsa a un servizio concorrente, riconoscendone di fatto il peso e l’importanza sul mercato.

Altra cosa assai notevole, i responsabili hanno scelto di lasciare i commenti aperti. Certo, i pareri critici abbondano, ma personalmente ricorderò l’operazione più per l’apertura alla conversazione mostrata da Microsoft in questa precisa occasione, che non per gli inevitabili attacchi dei suoi numerosi detrattori.

Farsi perdonare certi comportamenti costerà a Microsoft anni di lavoro. Questo è di certo un piccolo passo nella giusta direzione.

In Cina 47 milioni di blogger

Pochi giorni fa, partecipando ad un convegno organizzato da Ingram Micro, discutevo con Andrea Boaretto e Matteo Ranzi di quanti fossero i blog nel mondo. I dati in nostro possesso, basati per lo più sulle stime di Technorati, parlavano di un numero oscillante tra cento e centoventi milioni di blog.

Ora il China Internet Network Information Center pubblica “the Survey Report on Blogs in China 2007”, un illuminante rapporto che rivela come i soli blogger cinesi siano ben 47 milioni, mentre il numero di blog creati oltre la Muraglia Cinese raggiunga quota 72.82 millioni.

Una blogosfera parallela a quella planetaria, che ne vanta quasi le stesse dimensioni e che però resta separata dal resto del mondo, isolata da potenti e fin troppo efficaci firewall governativi.

Viene voglia di conoscere il cinese.

Musica online, anche Warner rinuncia ai DRM

Con la “capitolazione” di Warner Music, sale ora a tre il numero di major discografiche che scelgono, per amore o per forza, di rendere disponibile on line il proprio catalogo musicale privo di protezione DRM. I brani della Warner saranno in vendita in formato mp3 su Amazon.come non – attenzione – su iTunes Musica Store.

La “resa” della Warner fa di Sony BMG l’unica major rimasta a battersi in prima linea sul fronte del Digital Rights Management.

Il corporate blog di Fujitsu-Siemens

Fujitsu Siemens Italia lancia un corporate blog intitolato Data Center Conversations e dedicato al “presente e futuro del Data Center”. Un’iniziativa di comunicazione business to business che l’azienda spiega con chiarezza e semplicità mirabili:

“Abbiamo scelto di aprire un blog perchè troviamo sia un canale di comunicazione diretto e facilmente usufruibile coi nostri partner, coi nostri clienti e col mercato. Il mondo del Data Center ha delle evoluzioni talmente veloci che incontrarsi un paio di volte all’anno per parlarne non basta più. Un contatto e uno scambio di idee quotidiano, possibilità offerta dal Web, è il modo migliore di condividere la conoscenza e lavorare meglio assieme.”

Concordo appieno. Ora vediamo il blog nel dettaglio:

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Il blog delle donne manager

Il blog del Gruppo Donne Manager di Manageritalia nasce per essere, giustamente, “uno spazio di conversazione aperto a tutti” dove “favorire uno scambio di opinioni e idee”. Il tutto in un Paese come l’Italia, dove “c’è ancora molto da fare per arrivare a garantire la partecipazione attiva delle donne alle decisioni per lo sviluppo economico”.

Il proposito è nobile. Il blog invece, lascia a desiderare e poco si presta allo “scambio di opinioni” di cui sopra. Vediamo perché:

1) Il primo post è datato 27 novembre, l’ultimo 21 dicembre. In totale sono tre. Le opzioni sono due: o iniziate a scrivere sul serio o lo chiudete più in fretta che potete. Così vi fate del male e basta.

2) Manca un qualsiasi profilo del/degli autore/i. Errore: per instaurare un dialogo con la community di riferimento serve mettere sul piatto della bilancia la propria identità e la propria faccia, esporsi, avere il coraggio di confrontarsi. Diversamente, è inutile aprire un blog. Fatevene una ragione.

3) Nella pagina “Chi siamo” è presente una generica presentazione del Gruppo Donne Manager di Manageritalia mentre manca invece qualsiasi accenno al progetto di comunicazione on line basato sul blog, a chi lo ha pensato, voluto e realizzato e a chi lo porta avanti. Due parole sulla questione, sempre molto generiche, sono presenti solo nel primo post e quindi destinate ad “affondare” col tempo nell’archivio del blog. Sempre ammesso che qualcuno si decide a scrivere.

4) Manca del tutto una pagina dei “Contatti” con i necessari riferimenti.

Corporate blogging, se ne parla a Milano

Sono in viaggio per Milano dove oggi pomeriggio terrò un talk su – manco a dirlo – corporate e business blogging. Sono ospite di Ingram Micro e del suo marketing communication manager Matteo Ranzi, uomo attento ai nuovi temi e alle nuove sfide della comunicazione corporate in epoca di “web 2.0”. Mi aspetta una platea di vendor IT e sono davvero curioso di conoscere il loro grado di alfabetizzazione rispetto a blog, social netwok e affini.

Interviste: Luca Ascani parla di Goadv e dell’acquisizione di Excite

Lo scorso ottobre il gruppo Excite Europe, noto brand internazionale di portali generalisti con sede operativa in Italia, è passato di mano. L’ultimo proprietario, Ask.com, lo ha venduto a Goadv, “società media specializzata nella generazione di traffico qualificato su internet” che opera in tutta Europa con il marchio “Migliori Offerte”. A Parigi ho incontrato Luca Ascani, presidente di Goadv, e ho cercato di conoscere meglio il nuovo proprietario di Excite, le sue origini come (giovane) imprenditore, la sua azienda, i suoi (ambiziosi) progetti per il futuro.

Alessio Jacona: “Cominciamo dall’inizio: cos’è Goadv?”

Luca Ascani: “Goadv è un’azienda con sede a Dublino che dal primo agosto è quotata in borsa sul mercato francese Alternext . Il nostro lavoro è aiutare gli utenti a trovare ciò che cercano in rete: ci riusciamo grazie a un network europeo di oltre 150 siti-guida all’acquisto on line focalizzati su diverse categorie di prodotti.”

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