Gran Bretagna, il McMenu diventa wireless

Siete in Gran Bretagna nel prossimo futuro. Seduti in uno qualsiasi degli oltre 1200 fast food McdDonald’s, consumate il vostro pasto mentre navigate in rete tramite connessione wi-fi. Cosa c’è di strano? Che l’accesso a internet non costa le solite 5 sterline l’ora, ma è offerto dalla casa.

“Fast food chain McDonald’s said on Saturday it would offer free wireless Internet access across its 1,200-strong restaurants in the UK, making it the country’s biggest provider of free wireless broadband access.”

Quel che si dice dare una scossa al mercato. Ora immaginate questo modello applicato qui da noi nei bar, nelle tavole calde o nelle pizzerie associato ad un sistema credibile e, soprattutto, rapido di accounting, in linea con il decreto Pisanu per il trattamento dei dati personali.

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In arrivo un eco-blog per Bosch

La multinazionale tedesca Bosch, divisione elettrodomestici, ha dato incarico a Wicked Smart Marketing (WSM), “interactive media agency” con base in California, di realizzare e gestire un blog dedicato all’ambiente. La missione è veicolare verso il pubblico on line l’interesse e l’impegno dell’azienda per la salvaguardia dell’ambiente, dialogare con il cliente ed “educarlo” ad un uso più consapevole degli elettrodomestici, promuovere il brand Bosch.

Un piano editoriale assolutamente condivisibile. Non è invece chiaro se il progetto sia stato dato completamente in out-sourcing a Wicked Smart Marketing, o se invece vi prenderanno parte anche “voci” interne alla Bosch. L’intervista a Jonathan Josell, CEO WSM, sembra suggerire la prima ipotesi che, a onor del vero, mi pare sacrificare l’efficacia del corporate blogging in favore di una più tradizionale (e forse più rassicurante) sponsorizzazione.

Da queste parti le media agency piacciono di più nel ruolo di tutor da affiancare a risorse interne fornite dal committente. Insomma, se il weblog lo “scrive” l’azienda, allora è corporate blogging. Se lo paga e basta, beh, è un’altra cosa.

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Dipnote, il blog ufficiale del Governo USA

Dipnote, il primo blog ufficiale del Governo americano (National Security Council), mi affascina e mi lascia perplesso allo stesso tempo. Mi affascina perché è venuto alla luce pochi giorni dopo il primo incontro ufficiale tra il presidente George W. Bush e una delegazione di blogger: sommate, le due mosse politiche danno la misura dell’importanza che la blogosfera ha assunto Oltreoceano, oltre che della della forza di questo potente e versatile strumento di comunicazione.

Resto perplesso, invece, quando leggo che l’editor del blog è Sean McCormack, un portavoce del National Security Council e quindi un professionista della comunicazione tradizionale. Una scelta comprensibile ma anche un’occasione sprecata: meglio era se a parlare fosse stato un “decisore”. Nè fa piacere scoprire che a post informali si sommano anche comunicati stampa ufficiali.

Buone, sulla carta, le intenzioni: “Blogs.state.gov offers the public an alternative source to mainstream media for U.S. foreign policy information. This blog offers the opportunity for participants to discuss important foreign policy issues with senior Department officials”.

Lunga, un po’ ridondante e scritta in perfetto burocratese la policy, specie quando mette le mani avanti dicendo: “The blog is not open to comments promoting or opposing any person campaigning for election to a political office or promoting or opposing any ballot proposition”. Non bastava aver già chiarito poche righe sopra che i commenti sono moderati e che verrà filtrato ogni insulto o intervento Off Topic?

Insomma, ben vengano le aperture della politica USA verso i nuovi media, ma mi sembra si possa e si debba fare di meglio.

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Venture Camp e Creative Camp

Il prossimo è un fine settimana all’insegna del BarCamp con ben due appuntamenti nello stesso giorno (il sabato): Roma ospiterà il “Venture Camp – Ideas, expertise and testimonials to build a Venture Capital ecosystem”, mentre a Casalecchio di Reno, provincia di Bologna, avrà luogo il “Creative Camp: il barcamp sui linguaggi creativi in Rete!”.

Non avete che da scegliere.

Foto: Antonio “Zeiss” Sofi

Usa, l’online advertising cresce sano e forte

Il contesto è il mercato statunitense dell’advertising. La notizia è che ZenithOptimedia ha rivisto al rialzo le proprie stime di crescita del mercato pubblicitario on line. Secondo l’istituto di ricerca, quest’anno il settore crescerà infatti del 29,9 per cento anzichè del 28,6 per cento previsto originariamente tre mesi fa. Se poi si considera il periodo 2006 – 2009, la crescita totale dell’online advertising sarà dell’85 per cento anzichè dell’82.

Nel dettaglio, “Video on line e local search” sono i segmenti che registrano l’incremento di investimenti più consistente, mentre resta comunque buona la performance di “display, classified and the rest of search”. Se tali previsioni si riveleranno corrette, nel 2009 l’online advertising statunitense si appresta a raccogliere ben il 9,5 per cento di tutti gli investimenti pubblicitari.

La cosa affascinante è che, mentre lo specifico settore dell’advertising on line va a gonfie vele, per il mercato pubblicitario USA nella sua totalità è invece previsto un calo degli investimenti.

Un segno dei tempi?

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In piedi, entra la corte

Mp3, condivisione dei file (legale e non), peer to peer. E’ dai tempi di Napster che la Recording Industry Association of America (RIAA) promette di reprimere con ogni mezzo il traffico illegale di brani musicali in rete. Ieri, per la prima volta, si è passati dalle parole ai fatti: Jammie Thomas è stata infatti la prima “U.S. resident” (tra i circa 20mila suoi concittadini denunciati) a sedere in tribunale per essere processata. L’accusa è, ovviamente, “copyright infringement”.

Foto: CC michael hoefner

Corriere.it apre al web 2.0

“In linea con l’evoluzione della rete, che va sotto il nome di Web 2.0, i lettori, oltre a esprimere le proprie opinioni nei forum e nei blog tenuti dalle firme del Corriere della Sera, potranno anche commentare alcuni degli articoli pubblicati sul sito, inviare foto, suggerimenti, testimonianze.”

Dalla pagine di Mediablog, Marco Pratellesi spiega così il nuovo corso di Corriere.it, sottolineato anche da una nuova veste grafica. E rivolgendosi ai lettori, rilancia: “Oggi più che mai, siete i nostri ‘padroni'”.

Quest’ultima affermazione, oltre che un tantino esagerata, mi sembra anche frutto di un malinteso. Web 2.0 significa condivisione e collaborazione: credo che i lettori/navigatori non desiderino affatto comandare o governare (sul serio o per finta che sia) il Corriere.it o qualsiasi altra testata giornalistica. La gente vuole partecipare segnalando, integrando e commentando le notizie pubblicate, come sempre, dai giornalisti. Sui giornali.

Mettiamo da parte la retorica e lavoriamo con sincerità su questo. Il risultato potrebbe stupirvi.

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