Il corporate blog di Johnson & Johnson

Giusto la settimana scorsa segnalavo il corporate blog di un’industria farmaceutica, la GlaxoSmithKline. Oggi scopro che la GSK non è sola nella blogosfera: anche la Johnson & Johnson ha da poco lanciato “JNJ BTW“, corporate blog creato per offrire al pubblico “A three dimensional view” della multinazionale statunitense.
Diciamo subito che il blog appare ben fatto dal punto di vista formale, sebbene risulti forse un po’ anonimo. Fin da subito vengono chiarite le ragioni, più che corrette, che ne hanno determinato la nascita:

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Perchè PayPerPost piace agli investitori

Chi segue questo blog da qualche tempo conosce bene il mio “interesse” verso PayPerPost (PPP). Agli altri basti sapere che si tratta di un’azienda americana che paga i blogger in cambio di “product review” e che, inizialmente, non imponeva ai “collaboratori” di indicare con chiarezza quali post fossero scritti “su commissione”, diventando di fatto dei redazionali. In questi giorni, a quasi un anno di distanza dalla sua nascita e dopo aver infine inserito una disclosure obbligatoria nel contratto con i blogger, l’azienda ha registrato un secondo round di finanziamenti pari a 7 milioni di dollari. Sommati ai precedenti 3, confermano la fiducia degli investitori nel modello di business ideato dal CEO Ted Murphy.

Una riflessione: a conti fatti, la popolarità di PPP presso i venture capitalist deriva dal fatto che Murphy compra le recensioni dei blogger e, sebbene non imponga loro un giudizio positivo, in ultima analisi lo determina pagando solo chi parla bene del prodotto. Si tratta insomma di uno User Generated Advertising più sicuro e controllabile, che sembra fatto apposta per “sedurre” i media buyers. Tradotto: se non puoi battere la blogosfera fattela amica o, ancora meglio, comprala. Una strategia di certo più semplice che non produrre qualcosa di veramente valido e che la gente possa elogiare di sua spontanea volontà.

Advertising, Facebook rende poco

Di Facebook si parla sempre più spesso come del social network destinato a raggiungere e superare il successo di pubblico registrato da MySpace. E se, da un lato, la costante crescita del numero di utenti sembra confermare tale destino, dall’altro l’insoddisfazione recentemente manifestata dai media buyers non promette nulla di buono: molti di loro sembrano infatti aver male digerito la recente notizia che su Facebook la percentuale di clickthrough, ovvero delle volte che un utente clicca effettivamente su una pubblicità, è pari allo 0,04 per cento. In pratica sono 400 click ogni milione di pagine viste: meno della metà di MySpace, che registra un più dignitoso 0,10 per cento. La performance scarsa si deve in buona parte alla natura del target: lo studente del college è infatti mediamente squattrinato e per questo risulta piuttosto refrattario all’advertising, di qualsiasi natura esso sia.

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Il product blog secondo GlaxoSmithKline

GlaxoSmithKline è “una multinazionale farmaceutica, basata sulla ricerca, nata nel dicembre 2000 dalla fusione di Glaxo Wellcome e SmithKline Beecham”. L’azienda è presente anche in Italia con tanto di sito istituzionale localizzato, ma è la sua divisione americana che ha da poco tenuto a battesimo un product blog dedicato alla linea di prodotti dietetici Alli. Il blog si chiama – intelligentemente – AlliConnect e nel claim dichiara di voler essere “A place to talk about weight loss with the creators of Alli”. Volendo rencensire la qualità realizzativa del sito, gli americani appaiono sempre invredibilmente avanti a noi: Il blog presenta commenti aperti, fa largo uso di tag, consente i trackback. I posto sono puntualmente firmati con nome e cognome dagli autori. “About” del blog, “rss” e soprattutto “comment policy” sono immediatamente visibili. Quest’ultima, poi, non lascia spazio a fraintendimenti:

“We want to hear from you! Just so you know, we will review your comments. If you don’t follow the basics of blog etiquette – civility, respect and staying on topic – we won’t post them. No spam, no profanity, no badmouthing”.

Poco sotto è disponibile l’elenco degli editor, con ogni nome debitamente linkato a un esauriente seppur breve profilo. C’è anche la foto. E a chi mi chiede qual’è l’utilità del fare un corporate blog, giro l’esauriente risposta del chief editor Steven Burton:

“The goal of this blog is to have a two-way conversation about weight loss issues. We are going to challenge many people’s notions about weight loss. And, we want you to challenge us in return. Do leave a comment”

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Il blog di Terre des Hommes Italia

Terre des hommes (Tdh) Italia onlus è un’organizzazione non governativa (ONG) che si occupa di difedere i diritti dell’infanzia nei paesi in via di sviluppo, senza discriminazioni di ordine politico, razziale o religioso. Un compito nobile e difficile, una sfida quotidiana che i responsabili italiani hanno pensato molto saggiamente di raccontare non solo attraverso il classico,, e sempre necessario, sito istituzionale dell’associazione, ma anche attraverso un blog. La grafica è leggera e piacevole e richiama con forza persino eccessiva quella del sito istituzionale. Una testata personalizzata e un nome pensato appositamente per il blog, che attualmente “indossa” l’header dell’associazione, non farebbero invece male all’iniziativa, conferendole maggiore riconoscibilità. La piattaforma è wordpress. I commenti sono aperti e i post firmati, anche se consiglio agli autori di aggiungere il loro cognome e di linkare le loro firme a dei profili esaurienti, magari dotati di foto. Mai come in questi casi, dove a scrivere è gente impegnata in prima linea nel far rispettare i diritti civili, ha senso che nomi e volti emergano assieme a le storie che vengono raccontate. Detto questo, quello tra il corporate blog e le onlus mi sembra un matrimonio che s’ha da fare: le associazioni ne ricevono in dote visibilità a bassissimo costo, conversazione con la comunità di riferimento, umanità in primo piano. E questo solo per cominciare. Cosa desiderare di più?

(Thanks Marta)

BlogNation Italy is here

L’Italia? Mafia, spaghetti, pizza e – come potrebbe mancare – mandolino. Immagino conosciate tutti molto bene i luoghi comuni solitamente impiegati per definire il nostro povero Paese, specie nel mondo anglosassone. C’è tuttavia chi la pensa diversamente: l’agguerrita Amanda Lorenzani (italiana nel nome ma inglese nella formazione e nei modi) ha appena tenuto a battesimo “BlogNation Italy“, il nuovo blog parte del neonato network fondato da Sam Sethi e dedicato al web2.0 italiano. Nel primo post, Amanda si impegna a documentare “the latest news from technology start ups and entrepreneurs in the Web 2.0 world […] We will be tracking the innovators, the most dynamic start ups and reporting on industry news from Italy at a time when the internet space in this country is gathering steam.” Un progetto interessante, che di certo non farà male all’immagine della nostra vecchia Italia. In bocca al lupo.

Nuovi media, con Netwo a colloquio con ilSole24Ore

Domani a Milano, presso la sede de ilSole24Ore, il gruppo Netwo ha organizzato un incontro “sul futuro dei nuovi media ed il mondo dei blog”. Con l’occasione Luca De Biase presenterà il progetto Nova100 del quale in verità ha già detto molto ieri sul suo (nuovo) blog:

Nòva100 non è nanopublishing (il grassetto è mio), gli autori hanno il loro blog e scrivono quello che ritengono bello scrivere, hanno aperto il loro blog su Nòva100 perché apprezzano Nòva e in genere scrivono per Nòva o contribuiscono con idee e informazioni a Nòva, hanno una quota delle entrate pubblicitarie come coloro che mettono sui loro blog i link sponsorizzati di Google, sono proprietari della loro opera intellettuale per qualunque altro utilizzo ne vogliano fare.”

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Kataweb “scarica” Typepad

Il sodalizio tra Kataweb e Typepad sembra ormai giunto alla fine. Il portale web del Gruppo Editoriale L’Espresso ha infatti annunciato che il proprio servizio di blog-hosting gratuito migrerà su un’altra, non meglio specificata piattaforma entro la fine del mese. Sul sito di Kataweb si legge:

“Gentile utente, ti ringraziamo per il tuo interesse nei confronti del nostro servizio. Kataweb Blog al momento è un servizio basato sulla piattaforma TypePad. Kataweb ha deciso di non utilizzare più la piattaforma di TypePad a partire da mercoledì 25 luglio 2007.”

Gli utenti iscritti al servizio possono ora decidere se restare con TypePad abbonandosi alla versione a pagamento, oppure se “prenotare” uno spazio gratuito sulla nuova piattaforma e restare sotto il cappello di Kataweb.

In entrambi casi, è necessario comunicare la propria scelta, pena l’oblio:

“Attenzione!! Se entro la mezzanotte del 22 luglio 2007, non avrai scelto alcuna delle due opzioni, il tuo Blog verrà disattivato e tutti i contenuti saranno cancellati definitivamente.”

Coseiberiche, la Spagna secondo Communicagroup

Ah, la Spagna: corride, toreri, donne calienti, Real madrid, lame di Toledo, Zapatero, la Paella…

Ok, ho finito i luoghi comuni e non sono mai stato nella terra di Cervantes. Per vostra fortuna c’è invece chi di cose iberiche se ne intende e, a partire da oggi, le condividerà con i fortunati lettori di questo nanopublishing network. Leggere per credere:

“Ecco a voi Coseiberiche.info, l’ultimo nato in casa Communicagroup. Cose Iberiche ci porta all’estero. Ci porta nel paese che, in questo momento, sta cavalcando l’onda della modernità, del rinnovamento, della vita godibile. Il suo editor è Ettore Siniscalchi, giornalista esperto di Spagna, sia per avervi lavorato sia perchè ancora oggi si occupa delle vicende dei nostri vicini iberici per alcuni quotidiani italiani. La politica, i percorsi turistici, il cibo, i ristoranti, le mode, le novità che arriveranno anche da noi perché Madrid, Barcellona e Valencia, ormai fanno tendenza.
Curiosi?
Normale.
Da oggi la Spagna e i suoi segreti sono a portata di click”.

L’iPhone dei record

Sono mesi che parliamo, tra il serio e il faceto, dell’abilità di Steve Jobs&co nel creare desiderio morboso verso l’iPhone. Ora è tempo di crudi dati statistici, che parlano di 700mila telefonini con la mela venduti in appena 3 giorni dal debutto in società del grazioso oggettino. Basti pensare che, per “piazzare” lo stesso numero di Motorola Razr, c’era voluto un intero mese. Lo zio Steve ha colpito ancora.

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