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Tiscali presenta soluzioni proprietarie per l’IPTV e il P2P

Ieri a Roma, durante la conferenza Cross-Media #2 (della cui pessima riuscita dirò forse più avanti), il direttore Portal & IpTv di Tiscali Italia Fabrizio Meli ha presentato in anteprima due nuovi prodotti per il mercato nostrano:
1) Tiscali.tv: debutterà entro settembre 2007 ed è la localizzazione italiana del servizio di IPTV già disponibile in Gran Bretagna. quest’ultimo si basa sulla tecnologia proprietaria sviluppata dall’acquisita Homechoice ed è stato lanciato il primo marzo 2007. Attualmente conta 45mila utenti che possono usufruire di oltre cento canali live e video on demand, mille film e 5mila video musicali.
2) Una non meglio precisata piattaforma di file sharing basata su tecnologia P2P grazie alla quale gli utenti Tiscali potranno “scambiarsi i contenuti in modalità veloce, sicura, protetta” e, soprattutto legale. Da notare che, l’unica slide di presentazione ad essa dedicata, mostrava un’interfaccia grafica che ricorda da vicino quella dell’iTunes music store di Apple.

L’ora del CitizenCamp

Ormai ci siamo: domani è il giorno del CitizenCamp, il BarCamp sulla cittadinanza digitale che si svolge a Casalecchio di Reno (Bologna). Dando una scorsa all’elenco dei partecipanti e ai titoli degli interventi, l’evento si prospetta molto interessente. E se, come il sottoscritto, non avete la possibilità di partecipare, avete di che consolarvi: sarà infatti possibile seguire il CitizenCamp anche on line, grazie alla provvidenziale diretta in video streaming realizzata con l’ausilio del CINECA e visibile sul sito lacittadeicittadini.org.

Per saperne di più:

– Il sito ufficiale della manifestazione
– Vassar Storie(s): “Il CitizenCamp è alle porte e io non ho niente da mettermi!

L’Europa ha “fame” di professionisti dell’ICT

Da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici mi inviano un sunto di quanto si è detto durante l’Eucip Conference 2007 (European Certification of Information Technology Professionals). Un dato su tutti: in Europa l’ICT è un settore che, se vogliamo dare ascolto alle previsioni di crescita più ottimistiche, entro il 2010 potrebbe evidenziare un fabbisogno occupazionale di nuovi professionisti dell’ordine di 250.000 unità. Il problema è che, sempre secondo la ricerca, 70.000 di queste nuove richieste potrebbero rimanere insoddisfatte a causa della mancanza di personale sufficientemente qualificato. Di qui la necessità impellente di “una nuova strategia di formazione e qualificazione degli specialisti”.
Problema, quest’ultimo, che riguarda da vicino anche l’Italia: stando infatti ai dati tratti dal Rapporto 2006 su “Occupazione e professioni nell’Ict” di Confindustria Servizi Innovativi, nel 2010 “il fabbisogno nazionale di nuovi professionisti dell’Ict sarà all’incirca di 17.500 nuove unità, a cui si aggiungeranno circa 3.800 professionisti delle linee di business.”

Cross-media seconda edizione

Manca meno di un giorno al convegno Cross-media # 2, evento che avrà luogo a Roma presso l’Auditorium Link Campus di Via Bolzano 38 / Via Nomentana 335. Il tema mi incuriosisce (da Spiderman ai videogames, dai Pirati dei Caraibi alle communities del Web 2.0) e la promessa di chiudere i lavori entro le 14.30 mi è parsa tanto allettante da convincermi a “schiodare” dal lavoro e farci un salto. Se venite, ci vediamo lì.

Playstation 3, debutto all’italiana

Nel bene e nel male la Playstation3 è tra noi. Soprattutto nel male, visto che il lancio anticipato a sopresa da alcune catene di informatica ha mandato su tutte le furie la Sony, che ora potrà allegramente sbattersi sui denti gli eventi organizzati in occasione del debutto ufficiale, ma anche i piccoli venditori, stanchi di essere calspestati e scavalcati dalla grande distribuzione che tutto può, assassinando di fatto le loro attività commerciali. Se a questo sommiamo che, allo stato attuale, la nuova console non è retro-compatibile quasi con nulla, ne avremmo già abbastanza per gridare allo scandalo. Eppure ci si può indignare ancora, basta parlare di prezzo e di “money exchange”: non basta infatti che la stessa console costi sul mercato USA 600 dollari e su quello europeo 600 euro, stabilendo di fatto la parità nel cambio tra le due divise. A questo va aggiunto che la “nostra” console non ha l’hardware della PS2, presente nei modelli venduti in America e Giappone per garantire la compatibilità con i giochi del passato. Perchè? Per ridurre i costi della console, mi dicono. E meno male!

News Corp e Nbc insieme per un nuovo Youtube

C’è aria di guerra nel rutilante mondo dello “user-generated video hosting”. Da una parte, i grandi produttori di contenuti si scagliano con forza sempre maggiore contro Yotube, giudicando il sito acquisito da Google corresponsabile dei “copyright infringments” perpetrati dai suoi utenti; dall’altra c’è invece chi, come la News Corp di Rupert Murdoch e la NBC, mette insieme un’alleanza che coinvolge anche Yahoo!, Microsoft e MySpace per creare un servizio alternativo a YouTube e, soprattutto, sotto il loro diretto controllo. Il lancio è previsto per quest’estate.

Certo, direte voi, ci troviamo di fronte a dinamiche di mercato piuttosto ovvie. Eppure resta ugualmente l’amaro in bocca: l’arrivo dei grandi player e, con essi, della concorrenza selvaggia che avanza a colpi di carte bollate e di cloni della stessa pur valida idea, inevitabilmente svuota quest’ultima del proprio valore. Non so a voi, ma a me tutto questo instilla la stessa sgradevole sensazione che provo quando, di domenica, trovo due canali tv occupati dallo stesso identico programma, chiamato alternativamente “Buona Domenica” o “Domenica In”.

Nuovo sito per Discover Magazine

Quella che vedete accanto è la nuova veste del sito di Discover Magazine così come è stata rinnovata, anzi rivoluzionata, per andare incontro alle esigenze di un pubblico più che raddoppiato nell’ultimo anno. Come già è accaduto per altre “ristrutturazioni”, anche il website di Discover Magazine è stato dotato di strumenti e iniziative molto web 2.0 il cui scopo è evidentemente stimolare la partecipazione creativa dei lettori: in particolare segnalo la simpatica iniziativa denominata “Science In Two Minutes or Less“, una specie di gara dove “visitors contribute short video clips; they explain a complex or popular scientific concept to win a prize”. Da notare che, contemporaneamente al successo della versione on line, l’edizione cartacea di Discover Magazine vive forti difficoltà a causa di un sensibile calo della raccolta pubblicitaria. Calo che la proprietà spera evidentemente di compensare riconquistando gli inserzionisti con un sito web completamente rinnovato.

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Microsoft pagherà le aziende che usano Live Search

Se non puoi conquistarli con la qualità dei tuoi servizi, allora comprali. Il ragionamento, per quanto folle, ha una sua logica. Così Microsoft ha deciso di “ricompensare” le compagnie che aderiranno al programma “Microsoft Service Credits for Web Search” e imporranno ai propri dipendenti l’uso del motore di ricerca targato Redmond. Lo scopo è pompare l’adozione di Live Search in ambito aziendale, ma anche di raccogliere “valuable user feedback on the performance of the service in an enterprise environment”. La ricompensa? Dato un valore fisso ad ogni ricerca eseguita con Live Search, l’azienda accumulerà un “credito” da reinvestire in “products and training” Microsoft. Un piano diabolico che potrebbe anche funzionare, purché i dipendenti delle compagnie che aderiranno al programma non si ribellino e migrino in massa verso Firefox e Google.

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I DRM danneggiano il digital music market?

Sembrerebbe di sì stando alle proteste sollevate da Musicload, negozio musicale digitale tedesco di proprietà di Deutsche Telekom. Come riporta Ars Technica:

“La scorsa settimana MusicLoad ha diffuso un comunicato dove spiega come molti suoi clienti stiano avendo ‘problemi consistenti’ con le tecnologie di Digital Rights Mangement. In pratica tre telefonate su quattro al loro customer care service originano dalla frustrazione dei clienti nell’avere a che fare con i DRM. Il tutto in un mercato dove le Major si aspettano di essere pagate per lo sfruttamento commerciale dei loro titoli mentre tutti i costi di sviluppo dei DRM gravano sulle spalle dei music retailers. Se la storia d’amore tra compagnie discografiche e DRM – conclude Ars Technica – nuoce direttamente proprio a quelle aziende che cercano di trarre profitto dal mercato online della musica digitale, allora c’è davvero qualcosa che non va”.

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Come sopra

Nel post prima di questo e in vari tra quelli che lo hanno preceduto ho parlato di Second Life e, soprattutto, della smania presenzialista che il mondo di Linden Lab instilla in un numero crescente di persone. Non è colpa loro: come in molti fanno notare, ormai basta inciampare in un computer anche solo loggato in Second Life per finire dritti sui giornali, che a quanto pare non parlano d’altro. Se si considera il rapporto costi-benefici, il presenzialismo per ora sembra essere un affare conveniente. Così non debbo stupirmi se, aprendo la posta elettronica, scopro un invito di Sony alla presentazione italiana della nuova Playstation 3 su – indovinate un po’? – Second Life. L’isola è quella dei Parioli, dove già era stato presentato Windows Vista. Perchè ho l’impressione che questo sia solo l’inizio?