Archivio mensile:marzo 2007

L’Europa ha “fame” di professionisti dell’ICT

Da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici mi inviano un sunto di quanto si è detto durante l’Eucip Conference 2007 (European Certification of Information Technology Professionals). Un dato su tutti: in Europa l’ICT è un settore che, se vogliamo dare ascolto alle previsioni di crescita più ottimistiche, entro il 2010 potrebbe evidenziare un fabbisogno occupazionale di nuovi professionisti dell’ordine di 250.000 unità. Il problema è che, sempre secondo la ricerca, 70.000 di queste nuove richieste potrebbero rimanere insoddisfatte a causa della mancanza di personale sufficientemente qualificato. Di qui la necessità impellente di “una nuova strategia di formazione e qualificazione degli specialisti”.
Problema, quest’ultimo, che riguarda da vicino anche l’Italia: stando infatti ai dati tratti dal Rapporto 2006 su “Occupazione e professioni nell’Ict” di Confindustria Servizi Innovativi, nel 2010 “il fabbisogno nazionale di nuovi professionisti dell’Ict sarà all’incirca di 17.500 nuove unità, a cui si aggiungeranno circa 3.800 professionisti delle linee di business.”

Il ministro Fioroni e la blogosfera: dove eravamo rimasti?

Trovo che l’avventura nella blogosfera del ministro Giuseppe Fioroni, breve ma intensa, sia emblematica di cosa un politico non dovrebbe assolutamente fare quando si avvicina al blogging. Se ricordate, tutto ha inizio con l’apertura di un blog a scopo puramente elettorale: due post in sei mesi, quintali di commenti spam a pubblicizzare siti porno di ogni genere, il tutto condito con un desolante abbandono. Poi la gaffe: l’invocazione di un giro di vite su internet, alla quale la blogosfera risponde segnalando prontamente i contenuti indecorosi commentati sul blog del ministro; questi si difende adducendo ragioni che, secondo gli esperti, reggono poco o nulla. Bene: durante la tempesta, il “blog di Fioroni è stato inevitabilmente messo in “aggiornamento“, lasciando presupporre che, prima o poi, il sito sarebbe tornato con filtri antispam e magari con qualche contenuto. Invece no: da un laconico “sito in aggiornamento”, il weblog del ministro è passato direttamente ad un altro avviso, non privo di una certa ironia:

“Per le informazioni sull’attivita’ del Ministro della Pubblica Istruzione, On. Giuseppe Fioroni, visitare il sito http://www.pubblica.istruzione.it”

Desolante.

Cross-media seconda edizione

Manca meno di un giorno al convegno Cross-media # 2, evento che avrà luogo a Roma presso l’Auditorium Link Campus di Via Bolzano 38 / Via Nomentana 335. Il tema mi incuriosisce (da Spiderman ai videogames, dai Pirati dei Caraibi alle communities del Web 2.0) e la promessa di chiudere i lavori entro le 14.30 mi è parsa tanto allettante da convincermi a “schiodare” dal lavoro e farci un salto. Se venite, ci vediamo lì.

Playstation 3, debutto all’italiana

Nel bene e nel male la Playstation3 è tra noi. Soprattutto nel male, visto che il lancio anticipato a sopresa da alcune catene di informatica ha mandato su tutte le furie la Sony, che ora potrà allegramente sbattersi sui denti gli eventi organizzati in occasione del debutto ufficiale, ma anche i piccoli venditori, stanchi di essere calspestati e scavalcati dalla grande distribuzione che tutto può, assassinando di fatto le loro attività commerciali. Se a questo sommiamo che, allo stato attuale, la nuova console non è retro-compatibile quasi con nulla, ne avremmo già abbastanza per gridare allo scandalo. Eppure ci si può indignare ancora, basta parlare di prezzo e di “money exchange”: non basta infatti che la stessa console costi sul mercato USA 600 dollari e su quello europeo 600 euro, stabilendo di fatto la parità nel cambio tra le due divise. A questo va aggiunto che la “nostra” console non ha l’hardware della PS2, presente nei modelli venduti in America e Giappone per garantire la compatibilità con i giochi del passato. Perchè? Per ridurre i costi della console, mi dicono. E meno male!

News Corp e Nbc insieme per un nuovo Youtube

C’è aria di guerra nel rutilante mondo dello “user-generated video hosting”. Da una parte, i grandi produttori di contenuti si scagliano con forza sempre maggiore contro Yotube, giudicando il sito acquisito da Google corresponsabile dei “copyright infringments” perpetrati dai suoi utenti; dall’altra c’è invece chi, come la News Corp di Rupert Murdoch e la NBC, mette insieme un’alleanza che coinvolge anche Yahoo!, Microsoft e MySpace per creare un servizio alternativo a YouTube e, soprattutto, sotto il loro diretto controllo. Il lancio è previsto per quest’estate.

Certo, direte voi, ci troviamo di fronte a dinamiche di mercato piuttosto ovvie. Eppure resta ugualmente l’amaro in bocca: l’arrivo dei grandi player e, con essi, della concorrenza selvaggia che avanza a colpi di carte bollate e di cloni della stessa pur valida idea, inevitabilmente svuota quest’ultima del proprio valore. Non so a voi, ma a me tutto questo instilla la stessa sgradevole sensazione che provo quando, di domenica, trovo due canali tv occupati dallo stesso identico programma, chiamato alternativamente “Buona Domenica” o “Domenica In”.

Il nuovo (marketing) che avanza

In passato vi ho raccontato del felice connubio tra Stormhoek, azienda vinicola sudafricana, e Hugh MacLeod, blogger inglese editor dello splendido Gaping Void. La loro proficua collaborazione ha dato vita a numerose iniziative di comunicazione “virale” via web, una delle quali consisteva nello spedire vino a un gruppo di A-list blogger perchè potessero recensirli sui loro blog. Ora apprendo che qualcuno, peraltro non nuovo a queste iniziative, sta facendo qualcosa di molto simile anche in Italia. Secondo voi è un caso isolato o il segnale del cambiamento in atto?

Nuovo sito per Discover Magazine

Quella che vedete accanto è la nuova veste del sito di Discover Magazine così come è stata rinnovata, anzi rivoluzionata, per andare incontro alle esigenze di un pubblico più che raddoppiato nell’ultimo anno. Come già è accaduto per altre “ristrutturazioni”, anche il website di Discover Magazine è stato dotato di strumenti e iniziative molto web 2.0 il cui scopo è evidentemente stimolare la partecipazione creativa dei lettori: in particolare segnalo la simpatica iniziativa denominata “Science In Two Minutes or Less“, una specie di gara dove “visitors contribute short video clips; they explain a complex or popular scientific concept to win a prize”. Da notare che, contemporaneamente al successo della versione on line, l’edizione cartacea di Discover Magazine vive forti difficoltà a causa di un sensibile calo della raccolta pubblicitaria. Calo che la proprietà spera evidentemente di compensare riconquistando gli inserzionisti con un sito web completamente rinnovato.

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Corporate blogging, indicizzazione o conversazione?

Il 2007 è l’anno della svolta per il corporate blogging in Italia. Se ne vedono già i primi segnali, non tutti peraltro confortanti. Le aziende nostrane, che prima hanno temuto e ignorato, poi spiato la blogsfera italica, ora fanno infine le prime mosse per salire sul carro del vincitore. E lo fanno nello stile che è loro proprio, puntando solo ai vantaggi del corporate blogging senza volersene assumere responsabilità e rischi. Insomma, c’è il pericolo che la nuova terra promessa della comunicazione aziendale sia solo ed esclusivamente un posto in prima fila nell’indicizzazione dei motori di ricerca, come sembra confermare l’analisi rabbiosa di Massimo Boccuzzi, in arte SiFossiFoco, arrivata fresca fresca nella mia casella di posta elettronica:

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Il blog del Gruppo Toscano

Anche il Gruppo Toscano ha un blog. Varato lo scorso 20 dicembre, ha un aspetto gradevole ma presenta una grafica fin troppo integrata con quella del sito padre, del quale condivide anche l’header. Il risultato è una scarsa riconoscibilità che rischia di disorientare i non addetti ai lavori. Trovo invece corretta la scelta dei temi: i post non si limitano infatti alla mera promozione dei prodotti toscano, ma provano a spaziare affrontando temi e aspetti del mercato immobiliare italiano. Peccato però che i post non superino la frequenza di uno a settimana: sarebbe davvero il caso di fare qualcosa in più. I commenti sono aperti e, sorprendentemente, non moderati. Trovo invece sbagliata la scelta di affidare il blog all’ufficio stampa (che pure fa discretamente il suo lavoro): il corporate blog dovrebbe infatti essere lo strumento con cui una o più figure chiave nell’azienda conversano a tu per tu con la comunità professionale di riferimento e con i clienti, parlabndo ognuno di argomenti inerenti alle loro specifiche competenze. Dovrebbe insomma essere la voce digitale di persone con nome e cognome, non l’ennesimo strumento in mano a un pur valido ufficio stampa, che peraltro firma ogni post azzerandone di fatto l’appeal per l’utente medio di un blog. Insomma, fatto il primo passo, ora Toscano dovrebbe andare avanti e mostrare un po’ di coraggio dando la parola a persone in carne e ossa.

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