Archivi categoria: corporate blogs

Sony: dopo il flog, il blog

Si chiama Playstation.Blog e, a scanso di equivoci, nel sottotitolo specifica fin da subito di essere “A blog by SCEA for Playstation fans”. Uno sforzo di chiarezza e trasparenza, quello messo in campo da Sony Computer Entertainment America, che rivela la determinazione dell’azienda a recuperare la magra figura fatta con il fake blog di PSP, nonché a inaugurare un dialogo costruttivo con la vastissima comunità planetaria di utenti PlayStation.

Nel post inaugurativo si legge:

“PlayStation.Blog is a bit of work in progress, we see it as a place where we can share with you our company’s collective insights, opinions and perspectives on all things related to SCEA, PlayStation and the industry we play in.”

E poi ancora:

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Pangora Blog

Pangora è un’azienda specializzata nel fornire servizi di ricerca e confronto di prodotti su internet. Opera in Germania, Francia, Austria, Gran Bretagna e Italia, ma è qui da noi che ha appena inaugurato un corporate blog. Da una prima analisi emerge che:

1) gli unici due post finora pubblicati, pur scritti in maniera professionale e corretta, sanno troppo di ufficio stampa e molto poco di blogosfera;

2) il blog è del tutto impersonale: niente firme in calce ai post, niente nomi o profili degli autori, nessun volto umano da associare all’azienda.

3) manca una policy trasparente e condivisa che chiarisca come l’azienda intende gestire la propria comunicazione via blog. Se esiste, andrebbe assolutamente pubblicata. In caso contrario, sarebbe il caso di approntarne una in fretta e poi, ovviamente, condividerla con i lettori;

4) la grafica è leggera e fruibile, ma anonima.

Insomma: se l’esperimento non fosse solo all’inizio, sarebbe facile sostenere che lo strumento scelto è quello giusto ma l’impostazione di fondo appare del tutto errata. Fortunatamente il blog è appena partito e, dunque, è lecito augurarsi che chi lo gestisce stia già lavorando per aggiustare il tiro.

(Thanks Antonella)

Il blog del Giardino degli Dei (srl)

Paolo Valenti è il fondatore della GDD srl, un’azienda specializzata nella produzione di integratori alimentari e che quindi poco sembrerebbe avere a che fare con la rete e il web 2.0. Eppure Valenti, forte del suo spirito imprenditoriale e dell’esperienza maturata on line, recentemente ha preso il coraggio a due mani e inaugurato un corporate blog dal nome inequivocabile: GDD Online. Il perchè ce lo spiega lui stesso: “La mia prima intenzione è usare il blog per fidelizzare i clienti attuali con un servizio di informazioni legislative molto puntuale e aggiornato”. Il secondo obiettivo, non meno importante, è superare la distanza che si crea tra l’azienda che produce gli integratori alimentari e l’end user, dove quest’ultimo ha a che fare solo con la distribuzione e generalmente ignora la vera fonte dei prodotti che acquista. “Il blog serve a conquistare nuovi customer – chiarisce Valenti – ma anche e soprattutto a creare nel tempo la conoscenza del produttore nell’end user, a farne una garanzia di qualità”.

Insomma, il blog come strumento editoriale a basso costo per

  • veicolare contenuti tecnici e settoriale e, con essi, la competenza di chi gestisce l’azienda;
  • creare brand awareness tra la clientela end user;
  • ottenere visibilità in rete a fronte di investimenti modesti;
  • avviare una conversazione con la community di riferimento;

Il blog di BeniMusicali

Dal sito BeniMusicali.com:

“Il progetto ha lo scopo di valorizzare, grazie alle tecnologie di rete, il grande patrimonio musicale italiano, mettendo a disposizione di tutti: trascrizioni di partiture musicali di pubblico dominio; edizioni delle partiture e delle relative parti staccate per lo studio e le esecuzioni; audio di brani ed esecuzioni inediti (MP3)”.

Parte di questi contenuti è disponibile a pagamento e venduta attraverso un e-shop dedicato. Parte è invece diffusa gratuitamente, anche in formato podcast, attraverso il blog Beniculturali.it, che svolge il ruolo di interfaccia con la comunità di riferimento. Un nuovo e intressante modo di sfruttare il tool blog e una ulteriore dimostrazione della sua straordinaria flessibilità.

Il progetto, promosso e gestito dal Centro Italiano di Musica Antica, è affidato al Maestro Riccardo Martinini che, avvedutamente, ha scelto di diffondere informazioni, interviste e brani musicali con licenza Creative Commons.

Il blog di Untitled Editori

Untitled Editori è una casa editrice che nasce nella e dalla blogosfera. Fondata da tre blogger nel 2005, pubblica esclusivamente libri scritti da altri blogger. Poteva mancare un corporate blog? Evidentemente no: si chiama “Appunti dalla redazione” e, più che un weblog, sembrerebbe una qualsiasi anonima sezione del sito se non fosse per la dichiarazione d’intenti che torreggia sopra all’elenco dei post:

“Questo blog è una specie di lavagna magnetica della Redazione di Untitl.Ed, dove di tanto in tanto vengono appuntate riflessioni sulla scrittura e sulla lettura, annotazioni riguardanti l’andamento dei lavori editoriali, cose da tenere a mente, questioni da discutere, impressioni su quello che succede intorno. E’ una lavagna, una pubblica bacheca – o forse è la vetrata di una casa (di un’officina, di un atelier), attraverso la quale s’intravvedono sagome di persone al lavoro, e s’indovinano discussioni.”

Insomma, le intenzioni sono chiare e francamente buone; meno buona invece mi sembra la realizzazione pratica del blog: i post sono dotati di commenti aperti, di permalink e sono anche firmati, ma mancano l’archivo mensile dei post, le categorie, il blogroll e i trackback cui si somma, come già accennato, la scarsissima personalizzazione del template. Una serie di lacune facilmente colmabili, ma che non ti aspetteresti in una azienda fondata da blogger. Tutto questo, senza nulla voler togliere alla

Direct2Dell parla anche spagnolo

In principio Dell ignorava la blogosfera e non si curava affatto delle lamentele e critiche a suo carico che in essa circolavano. Poi si levò una voce più forte delle altre che finì con l’attrarre l’attenzione dell’azienda e porla di fronte alla realtà: la clientela, forte del “megafono” blog, stava cambiando, perdendo la sua passività e pretendendo con forza maggiori cure e attenzione. Un po’ di resistenza, poi la resa: con coraggio davvero notevole e sebbene in ritardo, Dell ha affrontato la realtà e aperto, non senza qualche difficoltà, il proprio corporate blog. E il gioco deve essere valso la candela visto che, non paga, lo scorso marzo l’azienda ha aperto una versione cinese del proprio corporate blog e ora, in pompa magna, ne annuncia una in spagnolo:

“Dell today launched DellenDirecto, its official Spanish blog for customers, bloggers and other stakeholders who prefer to have online conversations in the first language spoken by about 330 million people worldwide”.

A quanto pare ci hanno preso gusto. Voi che ne dite?

The Duck Side of corporate blogging

Mandarina Duck scende nell’arena della blogosfera e apre il suo corporate blog. Si chiama Duck Side e, devo ammetterlo, mi sembra tecnicamente ben fatto: la grafica è originale e accattivante fin dalla testata, la “strumentazione” è completa e vanta un numero insolito di link a vari strumenti di social networking (Del.icio.us, OKNotizie, Segnalo, Furl, Digg), opportunamente posizionati al di sotto di ogni post. C’è perfino il trackback, in genere assente dai (pochissimi) corporate blog italiani.
Corretta la policy del blog, condivisibile oltre che espressa con chiarezza e brevità. Purtroppo anche questa volta essa disciplina il comportamento dei soli lettori, senza nulla dire delle direttive concordate con gli editor. Un’anomalia tutta italiana, dove si tende a credere che “policy” significhi solo “quello che il lettore non può fare sul nostro sito”, mentre invece dovrebbe chiarire anche di cosa sono autorizzati a parlare gli editor, quali temi sono tabù per l’azienda, fin dove si può spingere la conversazione. Se si riuscisse ad essere trasparenti su questi passaggi, allora sì che il corporate blog sarebbe “un modo nuovo per dialogare, riuscendo a trasformare ogni utente da consumatore a partecipante, proprio come il Web 2.0 si propone di fare”, come sostiene il direttore generale di Mandarina Duck Aldo Nicola Aramini.

Detto questo, mi sembra che le premesse per fare bene ci siano tutte. Non resta che vedere se i contenuti saranno all’altezza del buon blog implementato da WebRanking. Già, perchè in caso contrario anche la miglior tecnologia non può nulla contro la noia.

DTS, il corporate blog di Refin

Oggi parliamo dell’esperimento di corporate blogging messo in campo da Refin Ceramiche: il blog si chiama Design Tale Studio e nasce “per raccontare le esperienze, gli eventi e i progetti che si sviluppano all’interno dell’omonimo laboratorio di design sperimentale” creato dall’azienda.
Il weblog presenta una grafica semplice, offre rss per post e commenti (quest’ultimi moderati), dispone di un modulo con cui gli utenti possono contribuire inviando idee, testi e disegni e suggerimenti, ha una versione in inglese. Al momento il blog offre contenuti, arricchiti da contributi video, relativi all’evento Design On Stage, svoltosi alla Triennale di Milano dal 18 al 23 aprile. C’è anche una policy, visibile al pubblico ma non aperta ai commenti e, sopratutto, volta a disciplinare solo il comportamento dei lettori. Non una parola su quali regole editoriali seguano i redattori del blog. Peccato.
In generale mi sembra un buon progetto, specie se paragonato con altri presenti in Italia. Purtroppo non condivido affatto la scelta di affidare il blog all’ufficio marketing dell’azienda. Indipendentemente dalla professionalità con cui svolge i suoi compiti, quest’ultimo rischia infatti di travasare il proprio linguaggio e le proprie regole di comunicazione in un medium che con esse non ha nulla a che fare, ma che anzi rispetto ad esse si pone come complementare. Vedremo strada facendo se Tds rappresenta una piacevole (quanto rara) eccezione alla regola.

Il corporate blog di Effelle

Dall’inizio di febbraio sono iscritto a Neurona.it. Essendo incapace di restare con le mani in mano, ho chiesto ed ottenuto di aprire una comunità professionale dedicata – manco a dirlo – al corporate e business blogging. Tra i 57 professionisti che hanno finora aderito figura anche Nicola Ferrari, web content manager Effelle che, per conto della sua azienda, cura anche il corporate blog WebPassion. L’occasione era buona per porgli tre domande:

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Il corporate blogging secondo IBM Italia

Che IBM faccia corporate blogging non è una sorpresa per nessuno, ma che l’uso di questo potente strumento sia una realtà consolidata anche in Italia, di certo se lo aspettano in pochi. Eppure è così: me lo ha confermato durante una piacevole chiaccherata Andrea Pontremoli (foto), Presidente e Amministratore Delegato di IBM Italia, incontrato all’Innovation Forum 2007. E anche se l’AD mi ha promesso l’invio di dati più precisi e puntuali a riguardo, posso già anticiparvi che su diecimila dipendenti IBM in Italia, i corporate blog interni dovrebbero essere addirittura alcune miglialia. Come già negli Stati Uniti, anche qui da noi il blog viene infatti usato con profitto per stratificare la conoscenza e l’esperienza maturata dagli addetti ai lavori intorno a un dato progetto. Quel sapere, fatto di domande e risposte, di problemi e soluzioni, di post e commenti, viene accumulato e archiviato restando sempre disponibile e consultabile sul blog attraverso la rete aziendale. Non mancano poi le iniziative di corporate blogging “esterno”, sebbene delimitate ad una comunità chiusa di utenti: c’è il blog della Fondazione Eclipse, comunità di riferimento nello sviluppo del software open source, e quello della Fondazione Senso Comune, con cui interagisce una comunità di 250 linguisti universitari italiani impegnati nella ricerca finalizzata alla creazione di motori di ricerca capaci di riconoscere, oltre il significante, anche il significato delle parole ricercate.