LinkedIn ora unisce anche le aziende

LinkedIn, il social network professionale nato per “connettere” tra loro professionisti provenienti da ogni parte del mondo, ora apre anche alle aziende. Da oggi saranno infatti disponibili, per i soli utenti registrati, 160mila “company profiles” che riportano i dati principali relativi alle compagnie profilate (compresa una rassegna stampa in stile “dicono di noi”), indicando anche quali dei membri di LinkedIn lavorano per loro e consentendo di ricostruire assunzioni, licenziamenti, collaborazioni, partnership.

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AOL, manager e osservatori stroncano l’acquisizione di Bebo

Esattamente una settimana fa scrivevo di come AOL si fosse assicurata il controllo del social network Bebo investendo una barca di quattrini.

Oggi scopro che molti tra i manager in forze al provider americano si erano detti contrari all’operazione perchè convinti che il network sociale non valga gli 850 milioni di dollari investiti.

Un giudizio impietoso e, tuttavia, meno duro del verdetto emesso da molti osservatori statunitensi, secondo i quali l’acquisizione Bebo da parte di Aol, semplicemente, “non ha alcun senso”.

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Pregi e difetti del Mi.To official blog

il blog fiat dedicato alla nuova alfa romeo Mi.To

Trovo interessante il nuovo “blog” made in FIAT e dedicato alla futura Alfa Romeo Mi.To. Contemporaneamente, resto interdetto di fronte a certe soluzioni tecniche adottate dall’azienda che lo ha realizzato, LBI IconMedialab.

E’ vero: da anni vado ripetendo che il blog è uno strumento di comunicazione flessibile e che, come tale, può essere personalizzato ed adattato alle esigenze più varie. A patto però di non snaturare troppo lo strumento con soluzioni che, come per alcuni versi avviene in questo caso, ne diminuiscano l’efficacia comunicativa. Ma andiamo per punti:

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Il blog di Carl Icahn è una bufala

Il 6 febbraio scorso apprendevo dal Los Angeles Time che il finanziere americano Carl Icahn intendeva aprire un blog, quindi scrivevo:

Riassumendo: Carl Icahn è un miliardario americano di 71 anni che, per sensibilizzare e coinvolgere l’opinione pubblica rispetto allo stato (pessimo) e al futuro (incerto) dell’economia statunitense, ha deciso di aprire un blog. La cosa non vi dice nulla? Eppure dovrebbe. Peccato solo che il blog sia già accessibile senza che alcun contenuto sia stato pubblicato. Una piccola gaffe che poteva essere facilmente evitata.

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Yahoo! a Microsoft: valiamo più di quanto ci offrite

Recentemente ha tenuto banco la trattativa tra Microsoft e Yahoo!, dove la prima ha tentato di acquisire la seconda offrendo 44,6 miliardi di dollari. Come forse sapete, il motore di ricerca ha valutato è quindi rifiutato l’ennesima offerta dell’azienda di Redmond, rimandando alla prossima puntata un confronto che dura ormai da almeno un paio di anni.

L’ultimo rifiuto era stato motivato da Yahoo! con una ragione molto semplice: l’offerta era troppo bassa. Ora l’azienda di Sunnyvale pubblica un dettagliato rapporto che fotografa lo stato dell’arte e il futuro prossimo della compagnia, quest’ultimo caratterizzato da previsioni assai rosee.

Tradotto: se Microsoft ci vuole, deve darci di più. Molto di più.

Per saperne di più:
– Yahoo! Investor Presentation March 2008

Ross Mayfield dixit

Su questo blog si ripete spesso quanto sia importante che le aziende si aprano verso l’esterno e usino i nuovi strumenti offerti dalla rete per conversare con i loro clienti. Recentemente ne ho parlato anche con Ross Mayfield, co-fondatore e presidente di Socialtext, che mi ha detto:

“I manager dovrebbero convincersi di una cosa: le persone che conoscono meglio i vostri prodotti non sono quelle sul vostro foglio paga”.

Sono i vostri clienti, aggiungo io, e conversare con loro non potrebbe che giovare al vostro business.

Contro il genocidio culturale in Tibet: boicottare le Olimpiadi di Pechino

Ieri segnalavo l’ennesima censura della Rete operata dal Governo cinese, questa volta ai danni di Youtube. Le autorità di Pechino hanno infatti reso inaccessibile in Cina il servizio di video-sharing, reo di ospitare immagini non autorizzate della durissima repressione in corso in Tibet. Oggi il nostro direttore Luca Ajroldi pubblica a nome del gruppo un appello a boicottare le olimpiadi di Pechino:

“Gesto politico, privo di valore economico ma che scarica le coscienze che rimordono. E tutto questo mentre i monaci e i cittadini devono subire una repressione brutale, con i carri armati per le strade di Lhasa e l’esercito che spara sulla popolazione inerme. Communicagroup si schiera con il popolo tibetano e invita tutti i suoi lettori a far sentire la loro voce contro questo “genocidio culturale”.

Io mi associo. E voi?

Flickr: dopo le foto, (forse) i video

Entro tre settimane a partire da oggi Flickr, la piattaforma di una delle piattaforme di online photo-sharing più frequentate al mondo, potrebbe implementare un servizio di upload e condivisione video simile a Youtube.

Lo suggeriscono rumors insistenti circolati ieri alla festa per i quattro anni di Flickr, riportati oggi dal solito e bene informato Techcrunch.

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(update thanks to Luca)

Musica gratis online: le strategie di Nine Inch Nails e The Charlatans

musica gratis online the charlatans e Nine inch nails

Radiohead, Nine Inch Nails, The Charlatans. Cosa accomuna tre music band così diverse? Seppure con formule diverse, questi artisti hanno tutti avuto il coraggio di sperimentare la distribuzione gratis online di parte della propria musica.

In principio furono i Radiohead a tentare (con risultati controversi) la distribuzione online, senza intermediari e con prezzi stabiliti dal pubblico dello splendido “In Raimbows”.

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Rivolta in Tibet, la Cina censura Youtube

Il governo di Pechino censura Youtube: da questa notte è infatti impossibile per chi risiede in Cina collegarsi al sito di video sharing. Secondo molti osservatori, lo scopo sarebbe impedire la circolazione nella Rete cinese dei video sulla rivolta in corso in Tibet.

Il tutto, ad appena cinque mesi dall’inizio delle Olimpiadi di Pechino.

Per saperne di più:

– Danwei: “Youtube blocked in China
– Imagethief: “YouTube blocked, unsurprisingly