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Dave Sifry: “Tutto resterà per sempre documentato in Rete”

Dave Sifry, imprenditore, blogger e fondatore del motore di ricerca per blog Technorati, racconta la sua originale ricetta per gestire l’approccio dei suoi giovanissimi figli alla Rete:

«Ho due figli piccoli di cinque e nove anni. Per ora lascio che la più grande usi internet come strumento di ricerca per la scuola e come mezzo di comunicazione (via mail) con le amiche. Da fotografo, mi preoccupa soprattutto che i miei figli possano condividere on line immagini senza la necessaria consapevolezza.

Credo, infatti, che le persone non riflettano abbastanza sulle reali implicazioni dell’avere foto dei loro giovani figli pubblicate on line. Allo stesso modo penso a quante cose imbarazzanti i bambini siano capaci di pubblicare on line senza comprendere che tutto resterà per sempre documentato in rete, facilmente ricercabile attraverso un motore di ricerca anche fra 20, 30 o 40 anni.

Per questo mi assicuro che i miei non spargano in rete dati sensibili. L’altra faccia della medaglia – conclude – è che sto costruendo un archivio digitale multimediale per documentare puntualmente la storia della mia famiglia e, un domani, dare la possibilità ai miei ragazzi di condividere consapevolmente on line le foto e le informazioni sulla loro prima gioventù che riterranno più opportune».

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Questa breve intervista è parte dello speciale “Bambini a più dimensioni” pubblicato su Nova24 del 14 maggio. Per consultare il resto dell’inchiesta, segui i link di seguito

Vedi anche:
– Il pezzo d’apertura dello speciale “Bambini a più dimensioni”
– David Weinberger: “Educare i figli a discernere il vero dal falso”
– Yossi Vardi: Dare ai giovani accesso alla rete e un codice etico per gestirla
– Doc Searls – Tenere i bambini lontano dalla tecnologia il più a lungo possibile
– Joi Ito – Non dobbiamo creare analfabeti digitali
– Maryssa Mayer – Internet porta in dote più benefici che rischi
– Stefano Quintarelli – Stare vicini ai figli e navigare con loro
– Chris Anderson – Navigazione protetta e accesso alle fonti di informazione come Wikipedia
– Marten Mikos – Lasciare che i figli imparino ad affrontare i problemi da soli

David Weinberger: “Educare i figli a discernere il vero dal falso”

«E’ importante essere consapevoli che, navigando in rete, i nostri figli incontreranno cose che possono turbarli e leggeranno pagine piene di menzogne. I genitori devono educarli a discernere il vero dal falso secondo gli stessi principi con cui insegnano loro a leggere i giornali o a guardare la TV». Per David Weinberger, tecnologo di fama internazionale, l’isteria con cui i genitori guardano a Internet è eccessiva.

Al contrario, il fatto che essi possano «liberamente perseguire degli scopi in un ambiente aperto, è molto positivo. Per questo non mi sento di dire – continua – che Internet sia pericolosa per i ragazzi a prescindere. Quello che mi preoccupa semmai è la loro curiosità », perché potrebbe portarli troppo lontano. «I genitori dovrebbero badare a cosa interessa ai loro figli» piuttosto che censurare il loro accesso alla rete, così come dovrebbero «imparare con loro a usare il computer e a navigare, riversando nell’esperienza vissuta assieme ai propri ragazzi il loro buon senso di adulti.

Solo così si può colmare il vuoto lasciato da una scuola ancora incapace (anche in America) di riconoscere il ruolo di Internet nella diffusione del sapere e l’importanza di educare i giovani a farne uso».

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Questa breve intervista è parte dello speciale “Bambini a più dimensioni” pubblicato su Nova24 del 14 maggio. Per consultare il resto dell’inchiesta segui i link di seguito

Vedi anche:
– Il pezzo d’apertura dello speciale “Bambini a più dimensioni”
– Dave Sifry: “Tutto resterà per sempre documentato in Rete”
– Yossi Vardi: Dare ai giovani accesso alla rete e un codice etico per gestirla
– Doc Searls – Tenere i bambini lontano dalla tecnologia il più a lungo possibile
– Joi Ito – Non dobbiamo creare analfabeti digitali
– Maryssa Mayer – Internet porta in dote più benefici che rischi
– Stefano Quintarelli – Stare vicini ai figli e navigare con loro
– Chris Anderson – Navigazione protetta e accesso alle fonti di informazione come Wikipedia
– Marten Mikos – Lasciare che i figli imparino ad affrontare i problemi da soli

Il rapporto tra bambini e Rete visto dagli internet guru

Con questo pezzo d’apertura, inizio la pubblicazione a puntate dello speciale dal titolo “Bambini a più dimensioni” uscito con Nòva24 numero 173 del 14 maggio. Una piccola inchiesta realizzata per raccontare ai genitori italiani, specie a quelli “non digitali”, come i guru della Rete gestiscono o gestirebbero rischi e opportunità derivanti dall’incontro tra i loro giovani figli e Internet. Non una guida, ma una serie di pareri autorevoli (parlano Dave Sifry, Yossi Vardi, Doc Searls, Don Tapscott, Cory Doctorow, Marissa Mayer, David Weimberger e il nostro Stefano Quintarelli, solo per citarne alcuni) sui quali riflettere insieme.

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Bambini a più dimensioni

«Internet è il più potente strumento di comunicazione mai posseduto dall’uomo e, nel prossimo futuro, la sua comparsa sarà indicata come un altro dei punti di svolta nell’evoluzione della razza umana, alla stregua dell’invenzione della stampa o della scrittura stessa». A parlare è Yossi Vardi, storico imprenditore della rete, secondo cui la cosa più importante nel rapporto tra genitori e figli “digitali” è «dare loro un solido sistema di valori con cui poter misurare le proprie azioni quando sono in rete».

L’Internet guru ci propone insomma una visione del rapporto tra giovani e rete antitetica rispetto a quella di molti genitori “non digitali”, nel cui tormentato immaginario i figli appaiono come automi imbambolati davanti a un computer ed esposti a ogni genere di predatore sessuale. Terrorizzati, padri e madri “analogici” reagiscono nel modo più semplice: proibendo l’uso di ciò che non comprendono.

Eppure vietare è generalmente inutile:

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Paesi civilizzati

The UK has become the first major economy where advertisers spend more on internet advertising than on television advertising, with a record £1.75bn online spend in the first six months of the year.

The milestone marks a watershed for the embattled TV industry, the leading ad medium in the UK for almost half a century. It has taken the internet little more than a decade to become the biggest advertising sector in the UK.

Continua a leggere sul Guardian

USA, gli utenti preferiscono internet ai giornali

Prima o poi doveva accadere: è successo (ovviamente) in America, dove Internet ha infine superato la stampa tradizionale nella speciale classifica delle fonti di notizie nazionali ed internazionali più gettonate dal pubblico.

Lo rivela uno studio appena pubblicato dal serio ed attendibile Pew Research Center, le cui conclusioni sono il frutto di 1.489 interviste condotte all’inizio di dicembre:

Currently, 40% say they get most of their news about national and international issues from the internet, up from just 24% in September 2007. For the first time in a Pew survey, more people say they rely mostly on the internet for news than cite newspapers (35%). Television continues to be cited most frequently as a main source for national and international news, at 70%.

Da notare anche che il primato della televisione, ancora saldamente i testa alla classifica dei media preferiti oltreoceano, viene praticamente annullato quando l’età degli intervistati scende sotto i 30 anni:

Nearly six-in-ten Americans younger than 30 (59%) say they get most of their national and international news online; an identical percentage cites television.

Difficile non chiedersi che risultati si avrebbero se qualcuno ripetesse la stessa ricerca anche in Italia.

Qualcuno si offre volontario?

Berlusconi e Di Pietro: visioni opposte sul futuro di internet

Folgorato sulla via che dall’EUR porta a a palazzo Grazioli, subito dopo la visita al Polo tecnologico di Poste italiane, Silvio Berlusconi sembra aver improvvisamente appreso dell’esistenza e dell’importanza di Internet.

Reagendo da par suo di fronte a qualcosa che non si può assoggettare, controllare o paralizzare nominando Villari presidente di una commissione di vigilanza, il Premier ha subito rilanciato partorendo “una proposta di regolamentazione” per la Rete da discutere a livello planetario.

Proposta che per ora resta assai generica, ma che Berlusconi promette di portare all’attenzione del prossimo G20 in gennaio, dove interverrà in veste di presidente.

Ora, quasi a voler controbilanciare le assurdità appena riferite e delle quali sicuramente sentiremo ancora molto parlare, ci è sembrato il caso di pubblicare un’intervista con Antonio Di Pietro (IDV) realizzata con la preziosa collaborazione di Intruders.TV Italia e dove l’ex PM, oggi forse il principale avversario politico (se non l’unico) del nostro presidente del Consiglio, afferma concetti opposti alla nuova teoria berlusconiana: Internet è una livella e non vuole regole.

Buona visione.


Via

Convegno: Internet, blog e Sud

Oggi ha avuto ufficialmente inizio l’intensa settimana palermitana delle “Giornate dell’economia del Mezzogiorno”, prima edizione di un evento promosso nel capoluogo siciliano da Diste e Fondazione Curella.

I numeri forniti dagli organizzatori sembrano di tutto rispetto: sono infatti previsti ben 25 eventi tra convegni, seminari e tavole rotonde, distribuiti in 20 diversi siti della città di Palermo con oltre 100 relatori coinvolti.

Molti i temi che verranno affrontati fino all’8 novembre: i rapporti tra mafia ed economia, la crescita nelle aree emergenti, il ruolo del commercialista, il credito duale, il turismo, le politiche di coesione, la valorizzazione delle risorse umane, i rapporti tra Internet e l’economia, il mercato del lavoro nel Mezzogiorno, l’alta formazione, il federalismo fiscale, la crisi dei mercati finanziari.

Per quanto mi riguarda, mercoledì 5 novembre sarò a Palermo dove modererò una tavola rotonda dal significativo titolo “Internet, blog e Sud” (qui una brochure del convegno con tutte le informazioni del caso). Prenderanno parte all’incontro Roberto Chibbaro (Unimagazine), Tony Siino (Web Strategist), Biagio Semilia (Serverstudio), Salvatore Aranzulla (Blogger) e Mirko Pallera (Ninja Marketing).

Insieme proveremo a capire e a raccontare al pubblico, citando le esperienze dirette degli intervenuti, quali opportunità di business offra la Rete nel Mezzogiorno d’Italia.

Ci vediamo lì.

O’ Reilly: “La crisi economica eliminerà i ‘rami secchi’ del Web 2.0”

Di seguito, la mia intervista con Tim O’Reilly pubblicata ieri su Nova24 – IlSole24Ore (per il video in inglese clicca qui).

La crisi economica planetaria vista come un’opportunità di rinascita, di rinnovamento. Il propellente che imprime spinta ed accelerazione ad un processo di selezione naturale in ogni caso inevitabile, alla fine del quale tutti i ‘rami secchi’ della web economy saranno eliminati, secondo il ciclo ricorrente di ogni rivoluzione tecnologica.

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